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Scritto Martedì 02 febbraio 2021 alle 11:41

Bosisio: alla scuola un giardino dei Giusti legato a due cittadini che hanno salvato ebrei

Bosisio Parini avrà il suo giardino dei Giusti, un piccolo spazio dedicato a due personalità locali che, nel silenzio, si sono spese per mettere in salvo alcune famiglie ebree durante la seconda guerra mondiale. L'iniziativa, promossa da GariwoNetwork (acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide) a livello mondiale, ha trovato l'interesse nell'istituto comprensivo di Bosisio che ha deciso di aderire a questa rete, realizzando un luogo del ricordo di due persone che hanno dato onore al paese, andando contro i dettami del nazifascimo.
"È vero che i giardini dei Giusti dislocati e mappati in tutto il mondo prendono spunto dallo Yad Vashem di Gerusalemme, ma quest'associazione ha dato l'indicazione per vedere il Giusto come un modello educativo non legato a quel particolare contesto storico - ha spiegato la dirigente scolastica Orsola Moro - Il ricordo di chi è stato Giusto non deve esaurirsi nella giornata della memoria, ma deve essere un esempio positivo. I Giusti sono coloro che, di fronte a una scelta, hanno avuto il coraggio di scegliere il bene piuttosto che il male".

Secondo questa interpretazione i Giusti, quindi, non sono legati esclusivamente al contesto della seconda guerra mondiale. A partire dalla definizione di Yad Vashem, Gariwo ha ampliato il concetto di Giusto includendo tutti coloro che, in ogni parte del mondo, "hanno salvato vite umane durante i genocidi e difeso la dignità umana durante i totalitarismi". Sulla scia del giardino di Gerusalemme, nel 2003 è sorto a Milano il giardino dei Giusti di tutto il mondo del Monte Stella. Da quell'anno sono sorti numerosi spazi commemorativi: sono 13 nel mondo e 127 in Italia. Bosisio avrà presto il suo.
Le due sezioni della terza medie stanno conducendo una ricerca con le insegnanti Angela Iacona e Laura Crippa. "Il nostro giardino sarà legato alla storia locale - ha specificato la preside - Lo dedicheremo a Guido Brugger e Clementina Colombo che hanno aiutato gli ebrei durante la seconda guerra mondiale: lui li nascondeva nella cascina Brugné, mentre lei, impiegata comunale, prepara i documenti falsi per consentire loro di scampare alle persecuzioni".

Il polo scolastico di Bosisio

L'istituto pianterà un ciliegio selvatico all'interno del parco della scuola unitamente a una targa in ricordo di queste due persone. L'inaugurazione è prevista il 6 marzo, data della scomparsa dell'artefice del giardino dei Giusti, Moshe Bejski, magistrato israeliano scampato alla Shoah. A livello internazionale, in questa giornata viene celebrato l'esempio dei Giusti per diffondere i valori di responsabilità, tolleranza e solidarietà. "Vogliamo far conoscere le persone che hanno fatto la scelta di andare contro la legge del tempo: bisogna avere il coraggio di scegliere il bene. L'albero vuole essere un monumento civico vivo che resterà presente nel futuro - ha aggiunto la preside - L'approfondimento diventa un modello per gli studenti, ma anche per tutta la cittadinanza. È vero che il Giardino verrà creato a scuola, ma sarà in un punto visibile anche per coloro che si recano in biblioteca. In questo modo, queste due persone possono essere ricordate ogni giorno dalla collettività".
L'istituto entrerà nel circuito dell'associazione e il giardino verrà mappato nell'elenco dei Giardini del mondo.

L'iniziativa vedrà il patrocinio dell'amministrazione comunale, che ne condivide moralmente la paternità. "Abbiamo concesso il patrocinio perché condividiamo la scelta della scuola. È importante essere d'esempio e far passare il messaggio ai ragazzi in modo che anch'essi siano portatori di bene - ha commentato l'assessore a cultura e istruzione Corrado Galbusera - L'adesione a questa iniziativa non è per noi una scelta d'ufficio: il comune apprezza quello che hanno fatto queste persone, salvando vite contro la furia nazi fascista. Siamo contenti che Clementina Colombo peraltro fosse un'impiegata del comune. Apprezziamo la sensibilità di studenti e insegnanti ce hanno operato per due persone legate a tripla mandata alla storia locale. La scelta è meditata e saggia. Non sono indicazioni di bandiera: non sono stati scelti per dire qualcosa contro qualcuno, ma dire qualcosa a favore di tutti".
C'è un altro motivo per il quale, il comune ha saputo apprezzare quest'opera: "Oltre ad avere scelto la strada del rischio, non ne hanno parlato. Non l'hanno fatto per potersi vantare, mettersi in mostra e quindi la scelta non è casuale. Oltre ad avere fatto del bene, che ha dato frutti perché ha salvato vite umane, è un modo di far conoscere la discretezza del fare bene, non scontata oggigiorno" ha concluso l'assessore.

M.Mau.
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