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Scritto Venerdì 05 febbraio 2021 alle 08:43

Oggiono: l’istituto Bachelet si confronta sul rientro al 50%

L'istituto Bachelet di Oggiono
La scuola in presenza, per gli istituti superiori della Regione Lombardia, è ripartita quasi due settimane fa, con il vincolo della presenza al 50%. Vediamo com’è andato questo nuovo ritorno in aula per i quasi 1.200 studenti del Bachelet di Oggiono sotto il punto di vista organizzativo, partendo dalla rimodulazione delle didattica. “Con le indicazioni di presenza al 50%, abbiamo deciso di fare rientrare le classi prime. Tra tutte, sono le classi che hanno più patito di questa situazione, in parte per il pregresso dello scorso anno, d’altra parte perché, essendo rimasti a scuola fino al 24 ottobre, non hanno avuto molta possibilità di conoscersi tra loro e conoscere i docenti” ha spiegato la dirigente scolastica Anna Panzeri. Le altre classi, invece, sono state suddivise in tre grandi gruppi e ruotano con una presenza di due giorni alla settimana ciascuna. Ogni giorno, quindi, ruotano attorno alla scuola circa 550 studenti.
L’organizzazione dell’attività didattica è stata rimodulata secondo punto stabilito dal tavolo di coordinamento provinciale. Sono quindi previsti due ingressi (alle 8.00 e 9.40) e quattro uscite, in orario compreso tra le 11.20 e le 13. Gli accessi, come già stabilito a inizio anno, sono rimasti quattro ma, diversamente da quanto accadeva a settembre, per questo rientro è stato richiesto l’intervento dei volontari di protezione civile che monitorano il percorso tra la stazione e la scuola: “Al momento la situazione risulta sotto controllo visto che i flussi sono limitati” ha precisato Panzeri.
Sinora, poi, i protocolli di sicurezza sono rimasti invariati: le mascherine, rese ora obbligatorie, all’interno dell’istituto lo erano già da settembre. Anche sotto questo profilo, quindi, nulla è cambiato.
“Dal punto di vista strettamente didattico è stato bello vedere i ragazzi contenti di tornare a scuola, dalla prima alla quinta. Sicuramente anche loro hanno evidenziato il fatto che la didattica a distanza (Dad) è monotona” ha aggiunto la preside. “Chiaramente non è semplice ora che si alternano la presenza e il lavoro a distanza, ma quantomeno c’è un contatto tra i ragazzi e una ripresa generale. Non siamo nella condizione ottimale, ma la presenza a scuola dà la possibilità agli insegnanti di fare una programmazione per cui anche l’attività a distanza può risultare più produttiva dato che c’è una parte in presenza. Ciò che più manca agli insegnanti sul lavoro a distanza è il feedback immediato dei ragazzi”.
Negli scorsi mesi, quando la didattica in presenza non era possibile, i laboratori potevano essere portati avanti: gli studenti del triennio del tecnico amministrazione, finanza e marketing hanno mantenuto il laboratorio di informatica così come ai ragazzi del liceo scientifico sportivo sono state garantite due ore di discipline sportive e quindi di attività pratica un pomeriggio alla settimana.
Questa settimana, gli alunni sono impegnati con le attività di recupero. L’istituto aveva anche programmato, se il rientro fosse stato interamente in presenza, la pausa di una settimana come accade ogni anno a cavallo tra i due quadrimestri. “Quando sono subentrati questi vincoli abbiamo dovuto rinunciare perché ci vuole flessibilità a livello organizzativo: Non si potevano garantire i gruppi classe perché i ragazzi si sarebbero mischiati i ragazzi” ha precisato la preside. Annullata quindi questa tradizionale proposta di pausa.
Veniamo infine alla novità dell’anno scolastico, che ha attirato le attenzioni per tutta l’estate: i banchi a rotelle. L’istituto, che aveva fatto la richiesta, ne ha ricevuti 90. Circa la metà, sono stati collocati nelle due aule più numerose. Gli altri sono in attesa di destinazione: “Mi riservo del tempo per capire quanto siano funzionali” ha concluso la dirigente.
M.Mau.
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