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Scritto Sabato 13 febbraio 2021 alle 14:33

Annone: nuovo impianto al compostaggio. ''Genererà biometano e ridurrà gli odori''

Nuovo impianto di digestione anaerobica nell'impianto di compostaggio ad Annone Brianza. Il progetto, giunto ormai alle battute finali, è stato presentato ufficialmente alla cittadinanza da Antonio Pietro D'Alema, direttore generale di Silea.

Antonio Pietro D'Alema, direttore generale di Silea

In breve, si passerà dall'attuale gestione aerobica a un sistema anaerobico dal quale verrà estratto il biogas che verrà trasformato in biometano da condurre nelle reti Snam. Per poter fare questo passaggio, verrà inserito nell'impianto esistente in località Tassera un nuovo modulo, che accoglierà il materiale organico e il verde: una volta terminato il processo di lavorazione che toglierà il gas, il materiale così ridotto verrà inviato all'impianto di compostaggio, dal quale si ricava il compost da destinare all'agricoltura.

Si tratta, secondo Silea, di un'innovazione che permetterà di andare nella direzione di attenzione all'ambiente e alla comunità. L'obiettivo della società è quello di aumentare la raccolta differenziata in modo da rientrare, come esempi virtuosi, tra le prime dieci provincie a livello nazionale: "Quest'operazione non nasce per fare business e fare utili - ha chiarito D'Alema - L'investimento di 10 milioni di euro serve ad aumentare la capacità di trattamento degli scarti organici della provincia e contribuire al risvolto climatico, che significa togliere le CO2. L'impianto ha una finalità ambientale nel senso climatico e di economia circolare legata al territorio perché ci permette di non dipendere da impianti di altri. La scelta della comunità è di andare verso l'autonomia degli impianti".


Dalle 22.000 tonnellate trattate oggi, si passerà a 25.000 tonnellate. "Tutto il resto sono sfalci e potatura, che non producono gas, ma hanno la funzione di strutturare e rendere possibile il passaggio da rifiuto a risorsa. Se vogliamo ridurre l'indifferenziata, dobbiamo prendere coscienza che dobbiamo avere la capacità produttiva per trattare la differenziata".


Come ha chiarito il direttore degli impianti di Silea, l'ingegner Massimo Sgarzi, "il nostro non è un impianto pilota, ma arriva dalle esperienze fatte in giro per l'Italia. Il modulo non è industriale, non ha nulla di chimico, ma è più vicino all'origine agricola, grazie alla presenza di biocelle che velocizziamo il processo di decomposizione".

L'ingegner Massimo Sgarzi

L'impianto che oggi vede entrare 8.000 tonnellate di verde e 22.000 tonnellate di organico, sfrutta il processo aerobico: i rifiuti, attraverso l'aria, si trasformano in compost che oggi Silea regala ai cittadini, consegnato ai centri raccolta o affidato agli agricoltori.


"Verrà introdotta una sezione intermedia, un digestore anaerobico che non sfrutta l'aria. I rifiuti organici che entrano diventeranno 25.000 tonnellate, rispondenti al fabbisogno della provincia nel 2023, ovvero 3.000 tonnellate in più rispetto all'attuale raccolta - ha proseguito il dottor D'Alema - In questa sezione, i rifiuti cominciano un processo di fermentazione. Il gas che viene sprigionato viene convertito in biometano e immesso alla rete Snam: è un biometano che può diventare carburante green. Oggi invece il gas si perde, perché viene trattato dai filtri". Il materiale "digestato", ovvero quello che esce dall'impianto anaerobico, si riduce a 21.000 tonnellate e continua il ciclo di maturazione, arrivando all'impianto di compostaggio che genererà circa 7.000 tonnellate di compost.


"Il rifiuto organico per trasformarsi in compost ha bisogno di materiale che diventi composto: il materiale strutturante sono gli sfalci e potature che vengono inserite nel digestore ed entrano nel compostaggio - ha precisato il direttore - Questo trattamento riduce gli odori perché l'ammoniaca e altri componenti restano nel biogas. Grazie alla produzione di biometano, riduciamo le CO2 e produciamo energia. Noi arriveremo ad avere la certificazione del compost, in modo che sia di qualità: il compost avrà un odore e una temperatura diversa. L'altezza degli impianti non è superiore a quello che c'era già".


Sono state diverse le domande dei cittadini, soprattutto in termini di impatto sulla popolazione: "In teoria, dovrebbe migliorare perché si riducono gli odori, che oggi sono il vero problema da gestire. Paradossalmente, ci sono comuni che sull'economia circolare hanno fatto una campagna di immagine: potrebbe diventare un elemento di marketing territoriale" ha commentato D'Alema.


Sono previsti due anni per la realizzazione: l'impianto sarà concluso entro il 2022. "Il ricavo della vendita di biometano sarà 2 milioni 800 mila mc all'anno, compreso un contributo che vale circa un milione e mezzo di euro annui: sono certificati pubblici che servono a ripagare l'investimento. Non si generano utili per Silea e la tariffa proverà a scendere rispetto a quella attuale" ha concluso il direttore, specificando che già oggi sono previste compensazioni economiche. "Non deve essere uno scambio perché non è un impianto che genera traffico: se è uno scambio, si perde il valore di comunità. Facciamo tutto questo perché siamo un'azienda attenta al territorio intorno".
M.Mau.
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