Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 283.637.782
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 15 febbraio 2021 alle 18:52

Spi Cgil della Lombardia: perchè prenotare il vaccino è così difficile?

“Perché prenotare una vaccinazione è così difficile?". Se lo sono chiesti i tanti anziani che oggi si sono rivolti alle nostre sedi sparse in tutto il territorio lombardo dopo aver tentato di accedere alla piattaforma predisposta da Regione Lombardia. Almeno quelli che hanno tentato, perché molti ultra-ottantenni non ci hanno neanche provato, non  essendo in grado o non avendo a disposizione gli strumenti informatici per farlo.
Il calvario, ci racconta uno di loro, inizia alle 13.15 quando accede alla piattaforma e si trova già 67.245 persone in attesa (tempo di attesa stimato 1 ora).
Già, perché il sistema funziona come quello del bonus bicicletta, sperimentato e fortemente contestato qualche mese fa.
Ammesso che chi è in attesa possa rimanerci per un’ora, il problema più grosso sopraggiunge quando viene chiesto un numero di telefono cellulare. Il sistema, successivamente, chiede di  inserire un codice a 6 cifre che viene inviato al numero comunicato. O meglio dovrebbe essere inviato, perché in realtà si rimane in attesa per minuti e minuti fino a quando il sistema non ti butta fuori e ti costringe a rimetterti in coda. Questa volta con ben 124.732 persone in coda prima di te. E quindi riprende l’attesa, questa volta per quasi 2 ore, fino a quando alle 16.10 si riceve l’SMS che consente finalmente di completare l’operazione e aderire alla tanto attesa campagna vaccinale.
“E’ davvero impossibile trovare modalità più semplici ed accessibili, almeno per le persone più anziane, che si muovono con difficoltà nel mondo digitale e che spesso abitano in luoghi dove la rete Wi-Fi non esiste o non vi sono parenti in grado di aiutarli?”, dichiara Federica Trapletti Segretario SPI Cgil Lombardia.
“Speriamo che questa disorganizzazione sia solo dovuta all’avvio della prima fase, necessaria a rendere più funzionale l’organizzazione e che per il proseguo  le cose vadano meglio. Ci riferiamo a tutti quegli anziani che hanno difficoltà a spostarsi o che addirittura sono costretti a letto: si è detto che interverranno le USCA,  la protezione civile, AREU, l’esercito… lo speriamo, perché se lo slogan della regione di lasciare libera scelta  ella sanità è questo, meglio tornare ad un sistema univoco ma che risponde immediatamente a tutti non solo a chi ne ha le possibilità economiche”, conclude Trapletti.
.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco