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Scritto Martedì 16 febbraio 2021 alle 15:54

Parafrasando il sig. De Zulian

E' sempre interessante, oltre che giusto, confrontarsi nel merito delle affermazioni e delle prese di posizione che emergono dal dibattito pubblico, specie su punti qualificanti della nostra Convivenza Civile e quindi, attualmente, di quello che si sta sviluppando attorno alle caratteristiche e alla possibile sorte di questo nascente Governo Draghi.

Prescindendo da quello che troppe volte è solo un chiacchiericcio autocelebrativo di certi grandi media, e in primis degli stucchevoli talk show televisivi, a volte si incrociano interventi non superficiali e direi quasi analitici anche nelle rubriche più popolari dei siti online locali, come l'apprezzato Merateonline e i suoi "gemelli" nel casatese e lecchese. Mi riferisco in particolare a questo scritto del sig. De Zulian nr. matr. Università 614194 : "Governo Draghi. Una scelta per "sistemare i conti"? (*) che, già da come si qualifica, esibendo il relativo numero di matricola universitario, sembra voler promanare autorevolezza e competenza. Mi permetto su questo di chiosare semplicemente, non riferendomi di certo al cortese sig. Zulian che non conosco, sul vezzo di alcuni cosiddetti "esperti" di auto accreditarsi, a suon di titoli vari, lasciando in qualche modo intendere che solo chi è competente ed "ha studiato la materia" possa e debba esprimere opinioni ed analisi. E' vero che spesso succede che, senza alcun serio approfondimento preventivo, in molti si sentano autorizzati ad esternare, specie sui "social" , valutazioni e pareri spesso "in libertà" e come se "fossero al bar", ma va comunque riconosciuta a tutti la capacità di approfondimento e ricerca di elementi non superficiali ai fini della propria autoformazione. Ma ecco alcune osservazioni nel merito di quanto il sig. Zulian articola in modo efficace e storicamente coerente pur in salsa "accademica", appoggiandosi alle scuole di pensiero a cui i vari economisti si ispirano. O, a suo parere, si ispirerebbero, come varrebbe anche per lo stesso neo Presidente del Consiglio Draghi. Innanzitutto parla di modelli, e relativi fatti storici che li hanno caratterizzati, citando sia il passato ed il "presente" tedesco (avverso ad ogni tipo di INFLAZIONE) e sia la "tradizione"oltre che l'attualità anglosassone, ma anche planetaria ("Chigago Boys, Regan, Margaret Thatcher, neo keynesiani, MMT ...). Il tutto mettendone a confronto "pregi e difetti" (mi scuserà l'erudito De Zulian se mi esprimo in modo volutamente semplificato e necessariamente sintetico) anche e soprattutto riferendosi opportunamente all'attualità. Arriva quindi in sostanza, con una serie di passaggi efficaci e logico deduttivi, ad affibbiare all'economista-politico Prof. Draghi "di formazione Keynesiana divenuto Presidente della BCE.." i lineamenti di un economista in qualche modo "sociale" (**) che sarebbe aspettato, a suo avviso, "lungo il fiume" dai suoi "detrattori", ai fini di una "resa dei conti". E i conti sarebbero quelli dell'inevitabile enorme aumento dei Debiti Sovrani, quello italiano in particolare. Nella sua pur apprezzabile analisi, che serve lodevolmente a far comprendere per linee essenziali anche ai cittadini meno "allenati" su queste materie apparentemente un po' ostiche, però si dimentica di scrivere che tra BCE (Banca Centrale Europea) e FED (Banca Centrale USA) esistono varie differenze di base. Per citarne solo due e volutamente semplificando: uno "statuto" quello USA che, contrariamente a quello europeo, pone esplicitamente al centro delle rispettive "funzioni" anche la lotta alla disoccupazione oltre a quello della stabilità dei prezzi e della moneta che caratterizza, ed in qualche modo vincola, la BCE. Differenza di non poco conto perché, intuitivamente, anche "l'uomo della strada"ne comprende le conseguenze ed i relativi perché di strategie e politiche monetarie diverse. La seconda è, sempre semplificando al massimo, che la FED, all'insorgenza di emergenze e rischi che potrebbero produrre gravi effetti sulla disoccupazione, può stampare illimitatamente e dal nulla moneta elettronica, finanziando così le relative politiche sociali compensative. E la Storia sembrerebbe aver dimostrato che la paura degli effetti inflazionistici, tanto temuta non solo in passato ad esempio dai tedeschi, sia di fatto infondata, almeno nel caso americano. Senza addentrarmi troppo in discorsi troppo tecnici, che nemmeno mi competono, quali i concetti di "Prestatore di ultima istanza" che per "statuto" la BCE non può svolgere o analoghe caratteristiche limitative, mi sembra appaia come evidente che già "costitutivamente" l'Europa si sia data delle regole, perlomeno opinabili, che le espongono maggiormente al "libero" gioco speculativo dei cosiddetti Mercati e relative conseguenze. Conseguenze per cui ad esempio l'Italia, pur essendo virtuosa ( nei bilanci le entrate superano le uscite, al netto degli interessi) da quasi 2 decenni, continua ad accumulare Debito perché la quota degli interessi in sostanza si "mangia" tutte le politiche di riduzione del Debito stesso. Altro che vivere "sopra le proprie possibilità", come strumentalmente ad esempio lasciato credere ai Greci nel recente passato, imponendo loro ricette "lacrime e sangue" scaricate ignominiosamente soprattutto sui ceti più deboli. Ma qui occorrerebbe innestare una valutazione di fondo circa il modello neoliberista che è arrivato ormai a subordinare, nel silenzio quasi generale dei cosiddetti "esperti", i legittimi interessi dei Popoli alle logiche, quasi sempre speculative, dei Mercati e delle sue "leggi", a vantaggio di sempre più pochi. Il Mercato è passato così da essere mezzo a vero e proprio "idolo sacrificale". In particolare, su quella che alcuni non hanno paura a definire come "La Trappola dei Debiti Sovrani " e i suoi meccanismi distorsivi, mi limito a suggerire la lettura di un agile ed illuminante libretto : "Dacci oggi il nostro debito quotidiano" di Marco Bersani, editore DeriveApprodi. E aggiungo solo, in termini di valutazioni di fondo e senza alcuna supponenza , questi link (***) di 2 miei vecchi "contributi" e relativi interrogativi in cerca, sinora infruttuosamente, di risposte anche da parte del sig. Alberto Brambilla a cui erano in primis rivolti.( Alberto Brambilla, ex Consigliere economico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché docente universitario e presidente del centro studi nazionale "Itinerari Previdenziali"). Inoltre penso sia un grave errore ignorare alcune autorevoli e pluri sottoscritte proposte, anche attualissime, su ipotesi ben percorribili di cancellazione perlomeno della quota dei Debiti Sovrani prodotta dalla Pandemia, come evidenziavo in un mio assai recente contributo. (****) e relativi autorevolissimi rimandi nella sua parte finale. Ringrazio comunque il sig. De Zulian per il suo articolato contributo, invitando tutti Cittadini e "Uomini di buona volontà" ad approfondire e non delegare solo a "presunti esperti" la comprensione di questi meccanismi, spesso resi volutamente complicati nelle loro trattazioni, per perpetrare disuguaglianze strutturali che nulla hanno a che vedere con una genuina ricerca del Bene Comune. Perlomeno approfondire, non fossaltro che per aumentare la propria consapevolezza e quindi in qualche modo anche per tutelarsi dalla ricadute che tutto ciò produce sulla vita quotidiana di noi tutti !


(*)https://www.merateonline.it/articolo.php?idd=107587&origine=1&t=Governo+Draghi.+Una+scelta+per+%26ldquo%3Bsistemare+i+conti%26rdquo%3B%3F

(**)https://www.merateonline.it/articolo.php?idd=102992&origine=1&t=Papa+Francesco+e+Mario+Draghi%2C+due+visioni+a+confronto%3F

(***)https://www.merateonline.it/articolo.php?idd=99452&origine=1&t=Germano+Bosisio%3A+caro+signor+Alberto+Brambilla%2C+pu%26ograve%3B+rispondere+a+queste+domande%3F

(***)https://www.casateonline.it/articolo.php?idd=118907&origine=1&t=Ma+qualcuno+pu%26ograve%3B+spiegare+perch%26egrave%3B+dobbiamo+sempre+crescere%3F

(****)https://www.merateonline.it/articolo.php?idd=107473&origine=1&t=Draghi+1+o+Monti+2%3F+Occorre+ben+vigilare%21
Germano Bosisio
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