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Scritto Giovedì 18 febbraio 2021 alle 18:08

Crac Perego Strade: inglobando altra pena Barone in Appello 'rimedia' 9 anni e mezzo

Uno dei mezzi dell'ex Perego Strade
Considerando che il Procuratore Generale l'avrebbe voluto vedere condannato a 11 anni di reclusione solo per quanto attiene il fascicolo lecchese, gli è andata tutto sommato bene.
Al ragionier Giovanni Barone, soprannominato, come emerso dalla certe processuali, da altri co-indagati "lo Sbirro" per essere stato in gioventù ausiliario nei Carabinieri, è stata quest'oggi irrogata in Appello a Milano una pena pari a 9 anni e 6 mesi comprensiva tanto dei reati per i quali è stato giudicato all'ombra del Resegone, tanto della bancarotta per la quale ai piedi della Madonnina era invece già stato condannato a ulteriori 3 anni e 4 mesi in aggiunta agli 8 anni e mezzo "presi" per la vicenda della Perego Strade dai giudici lariani Enrico Manzi, Maria Chiara Arrighi e Salvatore Catalano nel 2017.
Assistito dall'avvocato Marco Rigamonti, subentrato a Lecco a istruttoria già abbondantemente avviata, si è dunque visto limare il conto finale. Ma non lascerà comunque passare in giudicato la sentenza.
Già preannunciato infatti il ricorso per Cassazione. Anche gli ermellini, dunque, "sentiranno parlare" - quantomeno sulla carta - di Tremoncino di Cassago, sede delle società del gruppo Perego, fallite una dopo l'altra a partire dal 2009, lasciando un buco complessivo di circa 50 milioni di euro, dopo essere finite - come emerso dall'indagine Crimine-Infinito - tra i tentacoli dell''ndrangheta.
Tra reati andati prescritti e assoluzioni, nel processo per il crac della Perego Strade e di altre due società della stesso gruppo nonchè di ulteriori due imprese del settore costruzioni afferenti alla famiglia Oricchio di Nibionno, Giovanni Barone era stato l'unico a essere condannato, all'esito di un lungo e articolato processo. Giudicato colpevole dei reati a lui ascritti - il più grave dei quali in relazione alla presunta distrazione di 450.000 euro dalle casse della Perego Holding, con l'aggravante dell'aver agito favorendo l'associazione mafiosa - avrebbe dovuto altresì, secondo il collegio giudicante del Tribunale di Lecco, corrispondere a titolo di risarcimento quasi 2 milioni di euro, omnicomprensivi, a quattro delle società fallite.
A.M.
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