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Scritto Lunedì 01 marzo 2021 alle 11:48

Bosisio: Luigi Colombo e la cascina Brugnè dagli studenti

Luigi Colombo
Un altro incontro per gli studenti con i protagonisti della Resistenza a Bosisio Parini. Nei giorni scorsi, gli alunni della scuola secondaria "K. Wojtyla”, nell’ambito del loro lavoro di approfondimento in vista dell’inaugurazione del giardino dei Giusti che sarà il prossimo 6 marzo, hanno avuto la possibilità di conoscere Luigi Colombo, 88 anni, "piccola staffetta partigiana" bosisiese.
Nel pomeriggio, nel rispetto dei protocolli anti Covid-19, i ragazzi della 3 A e della 3 B, insieme alle insegnanti Silvana Cafaro, Laura Crippa e Angela Iacona, hanno incontrato nell’aula del centro studi il bosisiese, che ha offerto una testimonianza diretta sul periodo da lui vissuto quando era un adolescente.
Luigi Colombo ha raccontato con molto entusiasmo e lucidità la sua vita e gli incontri che ha fatto alla Cascina Brugnè nel periodo compreso tra il 1943 e il 1944.

“A 12 anni, è stato un ragazzo “staffetta”: tutte le settimane, il martedì, si recava con il treno a Milano, dove incontrava i partigiani a cui consegnava i messaggi, nascosti nelle suole delle scarpe e altri doveva tenerli a mente, provenienti dalla Brianza per gli spostamenti di persone o di armi nella zona - hanno spiegato dall’istituto - Camminando fra le macerie, si incontravano o al Cinema Odeon o presso un fruttivendolo che dietro uno scaffale di legno pesante e che veniva spostato con la pelle del lardo sotto la base, nascondeva una porta segreta che conduceva in una botola; lì ha avuto modo di incontrare e conoscere il nostro Presidente partigiano Sandro Pertini, Togliatti e altre personalità della Resistenza milanese”.
La cascina Brugnè, a Bosisio Parini, ha svolto un ruolo fondamentale in questo periodo storico.
Conoscendo benissimo e in modo particolareggiato le campagne, i nascondigli e i sentieri della zona, Colombo ha contribuito a salvare tante persone, sotto l’attenta direttiva del Tenente Colonnello Brugger, che aveva la sua base alla Cascina Brugnè. La cascina Brugnè, appartenente alla famiglia Colombo, ospitava con semplicità e umiltà le persone (prigionieri alleati, Ebrei, militari italiani) che dovevano essere trasferite in Svizzera per poter sfuggire ai rastrellamenti nazi-fascisti. “La famiglia del signor Luigi accoglieva (la mamma cucinava per loro piatti caldi) e nascondeva le persone che poi avrebbero dovuto spostarsi, la sera, in altri rifugi di fortuna per passare, infine, in Svizzera”.


Colombo ha anche raccontato la cattura di Guido Brugger: “Questi si era recato nella sua abitazione a Lecco per conoscere il figlio Gualtiero appena nato e, a seguito di una delazione, fu fatto prigioniero insieme alla madre. Luigi, appresa la notizia, ha raccontato come rimase colpito e dispiaciuto perché quel giorno lui non era riuscito ad accompagnarlo; sicuramente la sua acuta osservazione e l’esperienza di vedetta avrebbero salvato Brugger” hanno aggiunto dalla scuola, sottolineando che avrebbe volentieri proseguito il pomeriggio, narrando le vicende che lo hanno visto coinvolto in prima persona: “Avrebbe raccontato per tutto il pomeriggio le vicende vissute e gli incontri fatti durante tutto il periodo della Resistenza. È rimasto molto contento dell’invito che gli abbiamo offerto e dell’incontro con i tanti alunni presenti che lo hanno ascoltato con attenzione e interesse. Ha fatto un monito ai ragazzi: “Mantenete sempre viva la memoria, solo così non si dimenticherà il passato”.
M.Mau.
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