Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 273.973.296
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Martedì 02 marzo 2021 alle 08:40

Bosisio, Nostra Famiglia: lavoratori in attesa della risposta dall'assessore Moratti

La lettera all'assessore al welfare di Regione Lombardia sulla vertenza dell'associazione La Nostra Famiglia, ancora oggi non ha risposte. Non ci stanno Rsu e sigle sindacali che lamentano la mancanza di interesse verso la questione.
La missiva, inviata lo scorso 1 febbraio, era firmata dalle organizzazioni territoriali della funzione pubblica di CGIL, CISL FP e UIL FPL: avevano descritto la realtà, che occupa 2.400 lavoratrici e lavoratori in sei regioni d'Italia, di cui la metà sono presenti in regioni Lombardia impiegando 1.200 dipendenti con profili differenti e qualifiche professionali.

Immagine di repertorio di un presidio dei lavoratori de La Nostra Famiglia

"La vertenza prende origine nel gennaio del 2020, quando alla vigilia della tanto attesa sottoscrizione (dopo 14 anni) del CCNL della sanità privata, l'Associazione ha comunicato a tutti i dipendenti e alle OO.SS., la disdetta unilaterale del contratto nazionale e l'annuncio dell'adozione di un diverso CCNL - hanno spiegato le sigle - Proprio la scelta del nuovo CCNL ARIS RSA- Cdr, rappresentava per tutti i dipendenti una evidente condizione peggiorativa sia sotto il profilo economico sia sotto l'aspetto normativo".
La vertenza si protrae ormai da un anno e a nulla hanno al momento portato gli incontri nelle sedi istituzionali come il ministero del lavoro: le organizzazioni non sono mai riuscite a trovare un punto di equilibrio con l'associazione che ha dato giustificazioni diverse, dai problemi di bilancio al mancato riconoscimento economico da parte delle Regioni.
"Tra le ultime posizioni assunte dall'Associazione c'è un forte richiamo rispetto al ruolo di Regione Lombardia, in particolare le deliberazioni assunte (deliberazione n. 3915 del 25.11.2020 e deliberazione n. 3518 del 05.08.2020), escluderebbero, a giudizio dell'Associazione tutte le attività riabilitative dal riconoscimento economico del 50% del costo del rinnovo contrattuale - hanno proseguito le sigle - Ora, nel ritenere legittimi i diritti dei dipendenti dell'Associazione LNF al giusto contratto, abbiamo già dato
Uno dei cartelli affissi durante la protesta
mandato ai nostri legali di intentare centinaia di vertenze a livello nazionale. Ci rivolgiamo a Lei, per dirimere una questione non solo di natura contrattuale, ma di preminente carattere di governo della gestione nei rapporti con la sanità privata regionale".
Con queste parole avevano chiesto all'assessore che si potesse applicare a tutto il personale il contratto della sanità privata, come è stato fino al gennaio 2020. "L'Associazione fin delle sue origini è sempre stata considerate tra le strutture accreditate e ricomprese nell'ambito della sanità privata lombarda, riteniamo necessario fermare questa scelta che mette a rischio sia i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori sia la qualità dei servizi erogati".
Le Rsu hanno lanciato #MorattiRispondi: a distanza di oltre un mese, sono ancora in attesa della posizione della parte politica regionale sulla questione.
"C'è un nodo da sciogliere in Lombardia nel rapporto con le strutture della sanità privata. La Nostra Famiglia è tra gli enti accreditati, ma se poi non applica il contratto conseguente Regione deve intervenire, o in un senso, levando l'accreditamento, o nell'altro, facendo cambiare rotta alla proprietà dell'ente. Noi chiediamo - e lo ribadiremo senza sosta - l'applicazione per tutte e tutti i dipendenti del contratto della sanità privata rinnovato lo scorso ottobre. Intanto ci stiamo muovendo anche sul piano vertenziale, con centinaia di cause in partenza" ha dichiarato Catello Tramparulo, segretario generale Fp Cgil Lecco.
Incomprensibile per anche per i colleghi di Uil che dal palazzo regionale non arrivi un pronunciamento. "È scandaloso che Regione Lombardia non trovi tempo per centinaia di lavoratori che da almeno un anno e mezzo stanno portando avanti la rivendicazione del giusto riconoscimento contrattuale - ha commentato Vincenzo Falanga della Uil del Lario - Questo dimostra per l'ennesima volta qual è il valore della politica della nostra regione, dove non ci si prende realmente in carico dei problemi ma si fanno solo spot e messaggi elettorali. Speriamo di essere sempre smentiti ma al momento i fatti parlano evidentemente molto chiaro".
M.Mau.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco