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Scritto Venerdì 12 marzo 2021 alle 18:14

Dopo il Covid aumenta la richiesta di aiuto psicologico dei ragazzi. E anche al 'Greppi' cresce l'attività dello Sportello Counseling

La psicologa dr.ssa Albertini
Ansia, quadri depressivi, fatica a concentrarsi, difficoltà nella gestione dei contatti e dello stato di isolamento. Sono queste le principali sintomatologie rilevate dalla dottoressa Raffaella Albertini, psicologa che per il secondo anno scolastico consecutivo si sta occupando dello Sportello Counseling, un prezioso servizio attivo da molti anni presso l'istituto superiore Greppi di Monticello.
Un quadro, quello tracciato dalla professionista, che riflette molto bene la condizione in cui si trovano molti giovani e adolescenti dell'intero stivale dopo l'avvento del Covid. Al di là delle ripercussioni sanitarie ed economiche, sono quelle sociali che destano particolare preoccupazione, poichè l'impossibilità di tessere delle relazioni in maniera quotidiana e continuativa sta avendo delle conseguenze importanti su tantissimi ragazzi, colpiti nella loro dimensione sociale.
''Gestisco lo sportello dallo scorso anno e devo dire che con il primo lockdown sono cambiare le cose. Abbiamo dovuto attivare la modalità di incontro a distanza, via computer o telefono, e se all'inizio l'avvalersi dello strumento tecnologico aveva provocato un calo di richieste, il perdurare della situazione ha invece portato ad un incremento dei contatti'' ci ha spiegato la dottoressa Albertini, parlandoci di una crescita del numero di email che giungono alla sua attenzione da parte di ragazzi che prima di oggi non si erano mai avvalsi del servizio.
Se all'inizio infatti gli alunni si erano avvicinati con diffidenza al colloquio attraverso uno schermo, negli ultimi tempi al contrario, si è registrato un adeguamento a questa modalità, che spesso li mette a loro agio in quanto possono ''aprirsi'' direttamente dalla propria camera da letto o comunque dall'ambiente domestico.
''Questo clima generale di continua instabilità e incertezza non aiuta i ragazzi. Se prima del Covid l'ansia era legata alla prestazione scolastica e all'orientamento, ora è generalizzata e riguarda non solo la fatica di stare lontani dai propri compagni e dall'ambiente scuola, ma anche il ritorno e il continuo cambio della modalità didattica, legato all'andamento del contagio'' ha aggiunto la professionista, secondo la quale è impossibile individuare una prevalenza, anche semplicemente di genere, fra le richieste di aiuto che giungono settimanalmente alla sua attenzione. ''Ci sono ragazzi di entrambi i sessi, anche se per le femmine è più facile approciarsi a questo servizio. Dal punto di vista anagrafico invece, per i ragazzi di prima e seconda il contatto avviene spesso tramite i genitori, mentre i più grandi si propongono autonomamente. Il colloquio con ogni singolo ragazzo avviene per una durata massima di tre sedute e se necessario vi è poi la raccomandazione di rivolgersi ai servizi del territorio''.


L'istituto Greppi di Monticello e il professor Renato Peruffo

Lo Sportello Counseling è attivo all'istituto Greppi sin dalla fine degli anni Ottanta, seppur negli anni il servizio offerto abbia conosciuto dei mutamenti significativi, come ci ha confermato il referente del servizio, professor Renato Peruffo. Vi sono tuttavia dei concetti chiave che non possono mutare.
''La prima parola d'ordine è benessere, perchè i ragazzi devono stare bene a scuola: se si rimuovono questi ostacoli, anche l'apprendimento può funzionare meglio. Il servizio viene svolto garantendo agli alunni grande privacy, discrezione e riservatezza. Alle classi sono il primo a spiegare che se qualcuno prova del disagio, una chiacchierata con una persona competente può aiutare molto. Ovviamente nessuno è costretto: l'input deve arrivare dai ragazzi stessi'' ci ha riferito il docente.
Negli anni sono stati diversi i temi emersi e portati dagli alunni all'attenzione dei professionisti che si sono succeduti allo sportello. Oltre al tema delle dipendenze, affrontato più volte, negli ultimi anni è emerso un disagio personale che riguarda la visione di se stessi e del proprio corpo, ma anche un disagio dal punto di vista relazionale. E poi l'abuso della tecnologia e dei social network, strumenti che stesso catapultano i ragazzi in un mondo di relazioni virtuali, lontano dalla realtà.
Mediamente vengono svolti 50-70 colloqui all'anno, non soltanto rivolti agli studenti ma in alcuni casi anche ai genitori e ai docenti, con un'attenzione mirata, aperta a trecentosessanta gradi.
Insomma, a chiunque nell'ambiente scolastico abbia bisogno di aiuto, soprattutto in un contesto come quello odierno caratterizzato da solitudine, stress e ansia. E da una tremenda incertezza verso il domani.
G.C.
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