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Scritto Venerdì 19 marzo 2021 alle 09:15

Le minoranze Progetto Cassago Democratica e #Insieme Cassago scrivono al Prefetto

Trascorso qualche giorno dal consiglio comunale del 15 marzo scorso, quando le minoranze di Progetto Cassago Democratica e #Insieme Cassago hanno abbandonato l'aula, i consiglieri di minoranza hanno voluto spiegare i motivi che li hanno condotti a tale decisione. Quanto rimarcato dal consigliere Sergio Pini durante il consiglio comunale è stato messo in pratica nella giornata del 16 marzo: i due gruppi di minoranza hanno informato dell'accaduto il Prefetto e chiesto sue annotazioni riguardo a quanto avvenuto durante il consiglio. "I due gruppi di minoranza ritengono che le modalità di discussione del regolamento adottate dal Sindaco e dal Segretario comunale abbiano precluso ai due Gruppi consiliari di minoranza il loro diritto ad una partecipazione attiva con un comportamento istituzionale, tenuto dal Sindaco e dalla maggioranza, che hanno approvato il proprio testo dopo il nostro abbandono".

Maurizio Corbetta e Sergio Pini (Progetto Cassago Democratica)

Si apre così la lettera che motiva la presa di posizione unanime delle minoranze. La volontà da parte del sindaco Roberta Marabese di mettere in approvazione le due bozze di regolamento di consiglio comunale (quella della minoranza e quella della maggioranza) sottende il non detto - secondo la minoranza - "di voler liquidare con la forza dei numeri e non della condivisione l'argomento senza un minimo confronto di merito tra i due testi". Successivamente, la proposta della minoranza di discussione preventiva all'approvazione - quest'ultima da tenersi in un altro giorno - non è stata accolta dal sindaco, che ha sospeso il consiglio. Alla riconvocazione in aula dei consiglieri il sindaco si è ripresentato con due opzioni "per noi irricevibili e che definire bizzarre sarebbe un eufemismo", afferma la comunicazione delle minoranze. Le due proposte prevedevano da una parte la discussione della proposta della minoranza e immediatamente dopo la votazione delle due bozze così com'erano, e dall'altra l'approvazione della bozza presentata dalla maggioranza e solo in un secondo momento la possibilità da parte delle minoranze di presentare degli emendamenti in un futuro consiglio comunale, che si sarebbe tenuto dopo l'approvazione del bilancio. Sergio Pini e Maurizio Corbetta di Progetto Cassago Democratica e Rosaura Fumagalli e Antonio Carrino di #Insieme Cassago hanno voluto anche ricostruire una breve cronistoria che ha condotto alla frattura dell'ultima assemblea. Le discussioni attorno al regolamento per il consiglio comunale emergono nel giugno 2019, quando durante un'assemblea il sindaco Marabese rileva l'opportunità e la necessità di adottare un regolamento di funzionamento del consiglio comunale in tempi brevi, chiedendo la disponibilità dei capigruppo a formare una commissione che esamini e si esprima su una bozza. Purtroppo, però, nonostante la disponibilità delle minoranze, la commissione non è mai stata costituita. Un anno dopo, nel giugno 2020, i gruppi di minoranza inviano una lettera al Prefetto - dopo aver più volte sollecitato anche al segretario comunale l'adozione del regolamento - nella quale si chiede un cortese e autorevole intervento affinché il comune si doti del regolamento di funzionamento del consiglio.

Rosaura Fumagalli e Antonio Carrino (#Insieme Cassago)

Nel luglio 2020 il Prefetto assicura alla minoranza che l'amministrazione comunale ha predisposto una bozza di regolamento, con la definizione dell'iter e delle modalità di discussione e approvazione, prevedendo la partecipazione attiva delle minoranze. Si arriva al 20 novembre 2020, quando il sindaco comunica che il giorno successivo tutti i consiglieri avrebbero ricevuto una bozza di regolamento. Il tempo iniziale di dieci giorni concesso dal sindaco per la proposta degli emendamenti viene allungato fino al 31 gennaio, giorno in cui le minoranze presentano la loro bozza congiunta di regolamento. Si arriva, infine, al 15 marzo scorso senza che nessun confronto sia avvenuto tra le parti.
M.Bis.
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