Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 292.385.751
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 22 marzo 2021 alle 12:23

Sonia (ex Greppi) racconta la sua esperienza di ''vaccinata''

Sonia Quaglia
La venticinquenne Sonia Quaglia vive ad Usmate Velate, nella vicina provincia di Monza e Brianza. Ha conseguito il diploma di maturità al liceo delle scienze umane presso il Greppi di Monticello e si è laureata in "Educazione professionale", corso triennale dell’Università degli Studi di Milano.
Ora sta concludendo il corso magistrale in "Scienze pedagogiche" all’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Oltre a studiare, Sonia lavora dal dicembre 2018 come educatrice professionale alla “Lega del Filo d’Oro” di Lesmo, una struttura residenziale per adulti sordo-ciechi. In una breve intervista, ci ha raccontato l’esperienza della vaccinazione anti-Covid.

Raccontaci il percorso che hai intrapreso per la somministrazione del vaccino. Hai avuto effetti collaterali?
“Già verso la fine di dicembre dell’anno scorso nel posto in cui lavoro, essendo un servizio sociosanitario che ospita utenti fragili, hanno iniziato a raccogliere le adesioni per capire quali operatori fossero interessati a fare il vaccino anti-Covid. Ho manifestato subito la mia adesione perché vedevo il vaccino come il primo passo per stare un po' più tranquilla con il mio lavoro, la mia famiglia e iniziare anche a recuperare la normalità della vita quotidiana. Abbiamo confermato le adesioni verso l’inizio di gennaio, poi abbiamo dovuto aspettare circa un mese e mezzo e verso la metà di febbraio siamo stati contattati dall’ATS tramite mail per prenotare la data della vaccinazione. Ho ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer il 18 febbraio, mentre la seconda dose l’11 marzo, presso l’ospedale di Vimercate. Mi considero fortunata perché dopo aver ricevuto entrambe le dosi non ho avuto nessun particolare effetto collaterale, a parte un po' di indolenzimento al braccio sinistro (sede delle iniezioni). Per la seconda dose avevo un po' più di paura, ma è andato tutto bene e non sono nemmeno dovuta stare a casa dal lavoro”.



Oltre a te, il personale del centro dove lavori si è vaccinato? E gli utenti?
“Nel mio posto di lavoro, nonostante dubbi e incertezze iniziali, ci siamo vaccinati quasi tutti. Ad oggi la maggior parte del personale ha già ricevuto la seconda dose del vaccino e questo ci rende molto più tranquilli, anche nella gestione dei nostri ospiti. È stato bello condividere con i miei colleghi questo traguardo dopo le fatiche, le paure e le preoccupazioni vissute nell'anno appena trascorso. Avendo effettuato la vaccinazione nello stesso arco di tempo, ci siamo supportati a vicenda, e io in particolare ho fatto da "cavia", nel senso che ho ricevuto il siero un giorno prima dei miei colleghi più stretti, ho quindi dato loro indicazioni e rassicurazioni su cosa dovessero aspettarsi. Gli utenti ancora non sono stati vaccinati, ma penso che a breve toccherà anche a loro, questo garantirebbe una serenità ancora maggiore nel portare avanti le nostre attività”.

Ritieni che la campagna vaccinale in Italia stia procedendo nel migliore dei modi? E credi nell’efficacia di tutti i vaccini?
“Ritengo che la campagna vaccinale in Italia stia procedendo, ma potrebbe procedere ancora meglio dato che ci sono dei ritardi, una certa disorganizzazione rispetto ad altri paesi che sono più avanti con la somministrazione delle dosi. C’è anche un’enorme difformità tra le regioni: in alcune regioni ci sono dei criteri di accesso, alcune categorie si stanno già vaccinando, ma in altre questo non è presente. Tale diversità di parametri rappresenta, a mio parere, un ostacolo all’obiettivo di raggiungere cinquecentomila vaccinati ogni giorno. Ho fiducia nel fatto che in questi mesi si possa procedere più spediti grazie anche alle diverse tipologie di vaccini che abbiamo a disposizione, sulle quali nutro fiducia in egual modo. Ho colto con sollievo la decisione di continuare a vaccinare con AstraZeneca perché, nonostante le pochissime reazioni gravi che si sono verificate, si tratta di un vaccino efficace e testato. Il vaccino è davvero l’unica arma che abbiamo a disposizione per poter sconfiggere il virus e tornare finalmente alla normalità”.  

© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco