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Scritto Lunedì 22 marzo 2021 alle 14:01

Scuola: a 3 mesi dagli esami (orali) di maturità, le aspettative di cinque studenti casatesi, da tempo alle prese con la D.A.D.

Il prossimo 16 giugno inizieranno gli esami di maturità, che anche quest’anno, come era successo l’anno scorso, a causa dell’emergenza sanitaria si svolgeranno con un’unica prova orale: essa comprenderà la discussione di un elaborato d’indirizzo (un documento che verte sulle principali materie di studio e che gli studenti avranno composto in sostituzione alla tesina e alla seconda prova), la presentazione del PCTO, l’ex alternanza scuola-lavoro, svolto nel corso dei tre anni per cui è previsto, e, in maniera predominante, la verifica delle conoscenze apprese durante il periodo scolastico, inclusa l’educazione civica, prevalentemente attraverso collegamenti interdisciplinari e analisi di materiali.
Sempre in ambito di contenimento della pandemia, il Ministero ha optato ancora una volta per una commissione esclusivamente interna, ma possibilmente per un esame svolto in presenza, con le dovute misure di precauzione. Non ci sarà, a differenza dell’anno scorso, il meccanismo del “tutti ammessi”, ma sarà ripristinato l’originario percorso di accesso alla prova. Per quanto riguarda il giudizio finale, come al solito il voto sarà espresso in centesimi, suddivisi in un massimo di 60 punti acquisiti grazie ai crediti scolastici (fino a 18 ottenuti il terzo anno, fino a 20 il quarto e fino a 22 il quinto) e in un massimo di 40 in seguito al maxi-orale. Sarà infine possibile ottenere la lode.
Abbiamo intervistato cinque maturandi residenti a Casatenovo e dintorni, per capire quali sono le loro opinioni in merito all’esame che sosterranno tra solo qualche mese:

Bilal Filali
BILAL FILALI - indirizzo tecnico informatico presso l'istituto Greppi di Monticello

''Frequento la scuola da casa da marzo 2020. Siamo stati tra le prime classi a fare DAD: dopo tre giorni dalla chiusura degli istituti a fine febbraio stavamo già testando la piattaforma Teams per fare lezioni di ripasso. La struttura al 50% mi è piaciuta, inizialmente ero un po' titubante ma poi è risultata una buona metodologia che ci ha permesso di tornare a scuola più in sicurezza. Per quanto tutti i prof facciano lezione, l’orario è cambiato molto, e anche per questo ovviamente il programma sia dell'anno scorso che di quest'anno ha subito delle variazioni. Tuttavia sono d'accordo nel sostenere l’esame, soprattutto perché questa prova dimostra le nostre capacità e, per chi frequenta un tecnico o un professionale e vorrà lavorare, mostrare un diploma ottenuto senza aver sostenuto la maturità non avrebbe lo stesso valore. Penso che non affrontare le prove scritte possa renderla più semplice del solito e forse è giusto così dato che la nostra preparazione adesso non è la stessa dei ragazzi che hanno affrontato la maturità due anni fa. Fortunatamente i nostri insegnanti ci tengono sempre aggiornati su come sarà la prova e su come affrontarla, ci stanno preparando abbastanza bene e mi ritengo soddisfatto. Emotivamente però non mi sento molto pronto ad affrontare la maturità, e ovviamente mi sento di avere delle lacune rispetto alla preparazione che avrei avuto frequentando in presenza: la DAD ha influito molto sul tempo a disposizione, il carico di lavoro che bisogna affrontare è maggiore ma comunque credo di avere abbastanza tempo per prepararmi ad affrontare la prova. Gli studenti dell’anno scorso sono stati in DAD per meno tempo rispetto a quest'anno, quindi gli argomenti fatti fino a febbraio sono stati consolidati meglio, ma allo stesso tempo la pandemia li ha colti alla sprovvista, quindi c'è stata meno organizzazione e più dispersione nel periodo tra marzo e giugno, a differenza nostra. I prof vanno un po' compresi e danno il massimo, ma questa situazione mette in difficoltà sia noi che loro. Io cerco al massimo di essere fiducioso ma ciò che ci aspetta è ancora incerto, quindi un po' di timore c'è''.

Giulia Sironi
GIULIA SIRONI - liceo artistico (indirizzo grafico) presso l'istituto M.K.Gandhi di Villa Raverio
''Durante la didattica a distanza mi sono ritrovata ad affrontare una situazione già vissuta l’anno scorso e per fortuna sia noi studenti che professori eravamo già pronti e organizzati per affrontarla di nuovo. Durante la settimana facciamo sei ore di lezione al giorno mentre il sabato cinque ore; durante la mattinata i professori ci lasciano sempre dieci minuti di pausa ogni ora per alzarci e per la nostra salute non farci stare troppo tempo davanti al computer. Inoltre, fortunatamente, facendo il liceo artistico, durante le ore di laboratorio, se non dobbiamo usare i software sul computer, iniziamo i progetti disegnando a mano e questo ci permette di non stare tutta la mattinata davanti allo schermo del PC. Questo ha fatto sì che il programma scolastico rimanesse invariato, ma sicuramente svolgerlo a distanza è molto più difficile e purtroppo sono state annullate tutte le gite di istruzione, le visite ai musei, le mostre d’arte e gli incontri scolastici. Sono d’accordo sul dover sostenere la maturità in quanto penso che sia opportuna per l’uscita dalla quinta superiore, ma penso che sia giusto in questa situazione pandemica e di sconforto venirci incontro e facilitarci la prova come l’anno scorso. Il fatto di aver seguito gran parte dell’anno scolastico in didattica a distanza e solo alcune settimane a scuola ci ha reso più difficile seguire le lezioni e credo che abbia peggiorato la qualità dell’apprendimento: la didattica a scuola, secondo me, lo favorisce, in quanto si fa lezione in un ambiente scolastico lontano da tutte le forme di distrazione. Per quanto riguarda il tempo a disposizione penso di averne abbastanza per prepararmi al meglio, visto che essendo a casa abbiamo molto più tempo libero da sfruttare per la scuola. Credo che noi maturandi 2021 siamo più avvantaggiati rispetto a quelli dell’anno scorso, perché siamo più a conoscenza e abituati a vivere in questa condizione di pandemia globale. Sicuramente vivere la maturità in maniera normale sarebbe stato molto più bello e ci avrebbe donato molte più emozioni, perché l’avremmo condivisa con tutti i nostri compagni di classe. Sono comunque molto emozionata, già nostalgica, ma allo stesso tempo in ansia di dovere affrontare quest’ultima tappa finale. Spero di poter dare il meglio di me stessa e di ottenere una soddisfazione personale concludendo questo ciclo fantastico di cinque anni''.

Jacopo Tarussio
JACOPO TARUSSIO - indirizzo agrario presso l'istituto tecnico Achille Mapelli di Monza

''Pensare da quanto tempo la didattica a distanza sia diventata la mia nuova normalità per seguire il percorso di studi mi spaventa; sembra riportarmi con nostalgia ai quei momenti così vicini ma così tanto lontani. È vero, da febbraio dell’anno scorso ho avuto la possibilità di rientrare in presenza a gruppi alterni, per circa tutto il primo trimestre, ma tra la natura stessa della modalità e il corto periodo non mi è sembrato più di qualche eccezione in una buia continuità. La giornata canonica scolastica si è sconvolta parecchio, ma il monte ore non è variato, rimanendo a 33 settimanali. I programmi sono stati inevitabilmente alleggeriti in alcune materie, o è stata ridotta la specificità di alcuni argomenti senza però consistenti variazioni: penso che sia stato inevitabile ma che allo stesso tempo, seppur compromesse, le nozioni sono state ugualmente garantite affidandosi anche al senso di responsabilità del singolo studente. Riguardo alla prova di maturità di quest’anno condivido totalmente le modalità decise; a prescindere, penso che sia importante sostenerla: è un piccolo grande passo verso il mondo degli adulti, fatto di bellissime cose ma anche di importanti responsabilità. Sicuramente sono emozionato per l’avvicinarsi dell’esame, ma alla paura o alla tensione si sostituisce ora, in parte, la nostalgia dei giorni in presenza, il ricordo dei bei momenti passati con i compagni. Una parte di vita ci è stata sottratta, ma credo e spero non invano; sono convinto che ciò, nella sua brutalità, nasconda un insegnamento e una morale che certamente ci porterà ad apprezzare di più una normalità d’istruzione, spesso condannata. Questa situazione ci ha portato a sviluppare un’estrema elasticità di apprendimento per quanto concerne la modalità, aprendo certamente a possibili futuri nuovi scenari. Guardando il lato positivo ha permesso una innovazione tecnologica dell’istituzione scolastica statale con l’aumento delle risorse per il supporto didattico “fuori dall’istituto”. La DAD spesso ha complicato l’apprendimento ma qualche volta attraverso le lezioni registrate, per esempio, lo ha assecondato. Nel mio caso, sono convinto che la causa di qualche lacuna è attribuibile alla DAD, ma niente di eccessivamente limitante o non correggibile con un impegno maggiore. Riguardo al tempo c'è molto da dire, come sempre. Questo tipo di didattica può permettere un risparmio di tempo nella giornata canonica scolastica, basti pensare al tempo impiegato per raggiungere l’istituto e per tornare a casa; allo stesso modo, però, il fatto che il nuovo “ambiente classe” coincida con la stanza dove passiamo del tempo libero può rendere più difficoltoso un ponderato approccio verso le due cose. Rispetto ai maturandi dell’anno scorso non trovo che noi siamo più avvantaggiati: l’esame è diverso, ma più articolato e prolungato è stato anche lo svantaggio che abbiamo avuto noi che quest’anno ci troviamo ad affrontare la maturità. Penso che siamo stati e siamo tuttora chiamati a un grande sacrificio di fronte a un altrettanto grande e sconvolgente evento pandemico, ma che attraverso la solidarietà e l’impegno abbiamo dimostrato e stiamo dimostrando di non arrenderci tanto facilmente. Guardando il bicchiere mezzo pieno vedo tanti buoni insegnamenti di cui fare tesoro e con speranza e fiducia tendo al futuro: grazie ai vaccini stiamo vedendo un accenno di luce in fondo al tunnel ma la strada è ancora lunga e piena di insidie; dobbiamo sentirci uniti, complici e fratelli in un momento di difficoltà che sicuramente riserverà momenti migliori dei quali tornare a godere pienamente''.

Roberta Sessa
ROBERTA SESSA - indirizzo socio-sanitario all'istituto professionale Fumagalli di Casatenovo

''In generale mi sono trovata abbastanza bene nel seguire le lezioni online, personalmente non posso dire di aver avuto grosse difficoltà da un punto di vista pratico. Qualche volta però ho avuto e ho problemi di connessione, per questo mi capita di perdere alcuni pezzi della spiegazione. Sono assolutamente d’accordo sul dover sostenere la maturità quest’anno: penso che sia un diritto di ogni studente… in fin dei conti, è uno dei momenti più importanti nella carriera scolastica di ciascuno di noi, ma anche un’occasione per mettersi alla prova, per verificare le conoscenze e le competenze apprese nel corso dei cinque anni, per dimostrare a noi stessi e agli altri il nostro grado di preparazione, il nostro valore, per crescere e per diventare “maturi”, per l’appunto. Generalmente credo che le modalità con cui sono state organizzate le prove siano un buon compromesso, che è venuto incontro alle esigenze e alle difficoltà della maggioranza dei maturandi, che si sono ritrovati a frequentare l’ultimo anno per la maggior parte a distanza, e che in qualche modo ha “accontentato” un po’ tutti. In realtà però personalmente avrei preferito che l’esame di maturità si svolgesse con le modalità tradizionali, perché penso che fare anche le prove scritte avrebbe permesso una valutazione più completa del grado di preparazione dello studente: saper scrivere bene è un’abilità estremamente importante, ma che spesso viene sottovalutata e poco allenata. Oltretutto fare le prove scritte avrebbe consentito “pari opportunità” a quegli studenti che sanno esprimersi meglio allo scritto o che magari, presi dall’ansia e dall’emozione, non riusciranno a performare al meglio nel colloquio orale. In ogni caso, nonostante la didattica a distanza, ansia e preoccupazioni tipiche, penso di essere abbastanza pronta ad affrontare l’esame. Sicuramente però il fatto di essere a casa facilità la possibilità di distrarsi dalla lezione, che seguita attraverso uno schermo risulta più pesante e meno accattivante, anche per il fatto che, soprattutto per i più timidi e riservati, il grado di coinvolgimento e la possibilità di intervento risultano limitati a volte. Nonostante questo però, personalmente, sto riuscendo a rimanere al passo con le spiegazioni e a capirle; non ritengo di avere particolari lacune, ma seguire le lezioni di matematica, soprattutto nelle dimostrazioni pratiche, lo trovo un po’ più complesso. Sicuramente, per quanto possa risultare banale e scontato, il contatto umano con i compagni, così come con i professori e l’ambiente scolastico in sé, sono quello di cui più sento la mancanza. Trovo che la didattica a distanza rubi spazio in più per la preparazione a verifiche, interrogazioni e allo studio, ma anche al riposo in generale, e con la didattica a distanza, in alcune materie, i compiti e i lavori da consegnare entro una certa scadenza sono aumentati. Fortunatamente, i professori si sono sempre dimostrati disponibili ad ascoltare e venire incontro alle nostre esigenze, comprensivi e flessibili. Certamente in presenza le cose sarebbero state diverse, ma comunque ci stanno seguendo giorno per giorno e stanno lavorando per prepararci al meglio e gradualmente all’esame, sia concretamente che psicologicamente. Come dicevo in precedenza, nonostante le difficoltà che stiamo affrontando in preparazione a questa maturità, sono ottimista e fiduciosa. Mi aspetto di dover studiare molto, soprattutto in questi ultimi mesi, ma anche di riuscire a passare l’esame con un buon risultato. Mi aspetto un buon grado di supporto e collaborazione con le mie compagne. Infine, spero e mi auguro anche di vivere questi mesi di preparazione e il momento del colloquio con tanta consapevolezza, un’ansia “buona”, la cosiddetta ansia attivante, ma anche con una buona dose di serenità, che mi permetta di godermi a pieno questi ultimi mesi di scuola''.

Letizia Magni
LETIZIA MAGNI - indirizzo relazioni internazionali per il marketing (RIM) presso l'istituto M.K.Gandhi di Villa Raverio

''Il trimestre è stato gestito in due modi diversi: i primi mesi l’orario era quello normale, dalle 8 alle 14 per tre giorni settimanali, dalle 8 alle 13 per altri due giorni e il sabato dalle 8 alle 12; poi però sono state effettuate delle modifiche e l’orario è cambiato facendo orari dalle 9 alle 15 per tre giorni, dalle 9 alle 14 per altri due e dalle 8 alle 12 il sabato. Ovviamente le lezioni in presenza erano a settimane alterne suddividendo ogni classe in due gruppi. Nel mese di febbraio l’orario è tornato normale per la DAD, e essendo in zona rossa ora tutti seguono da remoto. Devo dire però che si fa molta fatica a rimanere attenti durante le lezioni da casa… e il mio livello di concentrazione è calato. Soprattutto quando frequentavo in maniera alterna le lezioni era come entrare continuamente in stand-by: la settimana da casa il mio cervello era quasi spento mentre a scuola ero molto più propensa a seguire tutte le lezioni e anche alla sesta ora riuscivo a reggere le spiegazioni. Bene o male facciamo lezione con tutti i prof, ma alcuni programmi sono stati ridotti. Anche se di pancia mi verrebbe da dire che avrei preferito l’abolizione dell’esame di Stato, sono consapevole che concludere l’anno con un maxi-orale è una soluzione più adeguata e giusta perché è la conferma di aver sostenuto una prova finale a seguito di un percorso. Penso che le soluzioni adottate siano un buon compromesso. Credo che avrò bisogno di organizzare bene e di avere sottomano al più presto tutti i programmi delle materie. Frequentare a distanza stanca molto e a volte devo ammettere che alcuni giorni mi sento un automa. Ci sono due materie in particolare che sento di aver seguito pochissimo e sono purtroppo italiano e storia… è come se le avessi date per scontate e mi rendo conto che dovrò recuperare un minimo gli argomenti. Il tempo c’è, basta organizzarsi bene per poter sapere gli argomenti richiesti. Devo dire che la maggior parte dei miei insegnanti si limitano a seguire il programma e non si curano di sapere se veramente abbiamo acquisito le conoscenze degli argomenti o meno. A scuola sarebbe stato diverso, soprattutto in materie come matematica e spagnolo. Ce la metterò tutta e spero che la situazione andrà per il verso giusto, in fin dei conti''.

Con un grosso “in bocca al lupo” rivolto a tutti, i ragazzi hanno così concluso le interviste: ci uniamo quindi anche noi agli auguri a coloro che dovranno sostenere (si spera al meglio) la prova.
Giulia Guddemi
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