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Scritto Mercoledì 24 marzo 2021 alle 18:18

Spetta ai cittadini la difesa del Mandic ma compete ai sindaci coniugare sanità e sociale con Retesalute per salvare il presidio

Caro Direttore
leggo quotidianamente sul suo giornale le lamentele dei cittadini sulle inefficienze del servizio sanitario ospedaliero dell’Azienda lecchese e segnatamente delle difficoltà di accesso per la vaccinazione CoVid 19 proprio nel nostro ospedale.
Bene ha fatto un vecchio Sindaco a ricordare che i primi cittadini dovrebbero essere loro a fare “squadra” per controllare, verificare e segnalare difficoltà e inadempienze del sistema.
Loro dovrebbero essere tutti in prima linea – al di là dei partiti di appartenenza – per tutelare la salute dei propri cittadini e a garantire un accesso semplice alle istituzioni.
Proprio in questo periodo si può capire la necessità di un presidio ospedaliero vicino, funzionale e fruibile.
Circa una ventina di anni fa un gruppo di Sindaci lungimiranti aveva già capito che per continuare ad offrire a questa parte di Brianza un “ospedale” autonomo dovevano costruire tutt’attorno un insieme di servizi sociali che lo rendessero parte insostituibile e integrante di una proposta istituzionale vicina ai cittadini e controllabile dai Comuni.
ReteSalute aveva questo obiettivo e questa missione: solo un territorio che sapesse coniugare sanità e sociale avrebbe potuto salvare il Mandic e le sue peculiarità perché lo avrebbe reso insostituibile in un panorama dove tecnica e tecnologia avrebbero nel tempo portato a ridisegnare e razionalizzare l’esistente rete ospedaliera.
Oggi ci si accorge che una dirigenza a Lecco è lontana e magari anche inadeguata come forse lo è pure la direzione di presidio.
Ma chi può intervenire se i Sindaci hanno abdicato al loro ruolo di responsabili della sanità e si arrabattano su questioni meramente economiche senza mai entrare nel merito “vero” delle questioni?
Ma si vuole davvero salvare il Mandic oppure ci si limita ad accompagnarlo silenziosamente alla dismissione per mancanza di “utenti”.
Che personalmente continuerò a chiamare malati e pazienti.
Ricordando a chi non ha memoria che l’autonomia dell’ospedale è stata garantita in passato anche in dissenso dalle indicazioni di partito e dalle proposte della maggioranza di governo della Regione.
Giliola Sironi, ex assessore regionale e membro del Comitato di gestione dal Mandic
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