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Scritto Giovedì 25 marzo 2021 alle 15:11

Oggiono: al via i lavori per sdoppiare l'acquedotto Brianteo. Tubazioni posate sul fondale del lago

È un progetto di rilevanza nazionale quello elaborato da Lario Reti Holding e in fase di avvio in questi giorni nell’oggionese. La società pubblica che gestisce il ciclo idrico integrato portando l’acqua potabile nelle case di tutta la provincia di Lecco sta avviando l’intervento di potenziamento dell’acquedotto Brianteo. Interesserà quasi settanta comuni e porterà benefici a oltre 400mila persone. Cinque milioni di euro il costo delle opere nel tratto di Oggiono, parte delle risorse sono di provenienza statale essendo l’intervento inserito nel Piano Nazionale Acquedotti.




L’obbiettivo dell’azienda è quello di raddoppiare la rete idrica esistente che si sviluppa dal potabilizzatore situato nel comune di Valmadrera – in località Parè – e serve tutti i comuni dell’area dell’oggionese, del casatese e dello stesso meratese. La stessa rete supera anche i confini provinciali portando l’acqua potabile fino a Cantù e nei comuni del monzese. Un primo potenziamento - realizzato a partire dal 2020 e dal valore di 3,5 milioni di euro - aveva interessato la tratta fra Valmadrera e Civate. In queste ore i tecnici di Lario Reti Holding sono al lavoro sulle rive del bacino oggionese del lago di Annone per predisporre il cantiere che consentirà l’avvio delle opere.






«Lo sdoppiamento dell’acquedotto Brianteo è un’opera critica e strategica per la corretta gestione del servizio idrico integrato - spiega Lelio Cavallier, presidente di Lario Reti Holding - si tratta di un’opera che, alla sua conclusione, impatterà per oltre 9 milioni di euro e servirà 66 Comuni delle province di Lecco, Como e Monza e Brianza. L’acquedotto Brianteo è una dorsale risalente agli anni ’90 e che si dipana per 700 km partendo dal potabilizzatore di Valmadrera, che rende potabile l’acqua del lago a un ritmo di mille litri al secondo, dissetando più di 400mila persone».




Attualmente dotata di una sola tubazione la tratta di rete esistente è esposta a rischi di interruzione del servizio nel caso in cui venga danneggiata durante lavori di società terze. Ipotesi tutt’altro che remota. Un incidente di questo genere è accaduto recentemente e ha lasciato senz’acqua potabile diverse decine di migliaia di persone. L’aspetto più importante – come spiegano dall’azienda Lrh – resta il fatto che la posa di una seconda tubazione consentirà in futuro di raddoppiare la portata dell’acqua riducendo però notevolmente – a lavori ultimati - i costi energetici oltre che, per l’appunto, a mettere in maggiore sicurezza la fornitura idrica di decine di comuni. Continuità del servizio anche in caso di interventi di manutenzione, sicurezza dell’approvvigionamento idricio ed efficientamento energetico sono state le tre linee guida che hanno spinto all’investimento.





Per portare a compimento il nuovo tratto di rete l’intervento prevede la posa di una tubazione anche all’interno del lago di Annone. Il tracciato della nuova rete giungerà sulla sponda nord del lago dopo essere stata posata con tecniche innovative – che non necessiteranno di scavi problematici per la viabilità – sotto il tracciato della strada statale 36. Attraversato il lago la tubazione proseguirà verso la centrale di Dolzago – importante punto di snodo – passando perlopiù attraverso i campi. Un percorso scelto da Lario Reti per ridurre al minimo l’impatto dei lavori nei comuni interessati. I terreni coinvolti sono già stati ceduti dai privati all’azienda.




Il tratto sommerso nel lago si è reso necessario per ottimizzare l’approvvigionamento della rete nella città di Oggiono e in alcuni comuni confinanti. Miglioramento che «non si sarebbe potuto ottenere realizzando un altro percorso» fa sapere l’azienda. Inoltre, consentirà di non dovere intervenire pesantemente con scavi significativi lungo gli assi viari principali e nei centri storici dei comuni.
La tubazione che verrà posata sul fondale del lago avrà un diametro compreso fra i 60 e i 70cm. Sarà costituita di acciaio rispondente alle normative vigenti e verrà ancorata al fondale tramite dei pali posizionati a una distanza di circa 50metri l’uno dall’altro. I pali di ancoraggio avranno una lunghezza di circa venti metri e saranno quasi interamente inseriti nel terreno. Adagiata sul fondo del lago resterà una struttura di altezza variabile fra uno e due metri per una lunghezza complessiva compresa fra i 3,5 e i 3,8 chilometri. L’intera operazione sarà realizzata con delle chiatte galleggianti e richiederà l’impiego di alcuni tecnici subacquei. Prima di avviare le operazioni saranno effettuate – sempre tramite l’impiego di subacquei – delle verifiche archeologiche sul fondale, al fine di valutare che non vi siano insediamenti risalenti a periodi preistorici o all’Età Antica. I lavori termineranno nel periodo estivo del prossimo anno, per le opere sul fondale del bacino serviranno 550 giorni circa. A lavori ultimati la nuova rete non avrà impatti visivi sullo scenario paesaggistico del lago.



Nel complesso «[…] i lavori verranno effettuati secondo tutte le regole senza intaccare il patrimonio della biodiversità del lago» spiegano i vertici di Lario Reti Holding. Il cantiere, ora in fase di avvio, verrà fermato nei prossimi mesi per non disturbare il periodo riproduttivo della fauna presente nei canneti lungo le rive del lago. «È un opera di grande necessità e – spiega l’azienda – sono stati coinvolti tutti i soggetti interessati dagli Enti preposti fino ai privati con diritti di pesca sul lago». La fase progettuale e di dialogo con le autorità ha preso il via nel 2018. Oltre ai comuni è stata coinvolta la Provincia di Lecco, gli uffici territoriali di Regione Lombardia, l’Ats, l’Autorità di Bacino e, ovviamente, la Soprintendenza archeologica alle belle arti e al paesaggio vista l’importanza ambientale e paesaggistica dell’area.
L.A.
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