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Scritto Venerdì 26 marzo 2021 alle 08:57

Casatenovo: i bambini di 5°incontrano due atleti della Briantea84 per ''Io tifo positivo''

Nella mattinata di giovedì 25 marzo i bambini di quinta elementare dell’Istituto Comprensivo di Casatenovo hanno chiacchierato “a distanza” con due ospiti molto attesi: Simone De Maggi e Simone Rabuffetti, giocatori della UnipolSai Briantea84 di Cantù. L’incontro, parte del progetto “Io Tifo Positivo” promosso da Comunità Nuova e dalla fondazione Candido Cannavò, cui il Comune aderisce da diversi anni, ha permesso ai giovani studenti di riflettere sui valori dello sport sano approfondendo il tema dell’inclusione e del razzismo.
Educare i giovani al rispetto ed alla tolleranza, quali principi fondanti delle relazioni, è proprio l’obiettivo di questa collaborazione che pone al centro gli atleti e la loro storia.


“Gli incontri che abbiamo svolto con le classi hanno un valore educativo importante. Partendo dalle conoscenze dei bambini abbiamo proposto giochi e laboratori in un’ottica di riflessione. Crediamo sia importante, però, avvicinarli agli atleti in prima persona trasmettendo così le esperienze vissute sul campo e nella vita” hanno spiegato Ilaria e Stefano, educatori di Comunità Nuova.
Simone De Maggi ha poi raccontato la sua storia. Originario di Teramo, in Abruzzo, fin da piccolo si è avvicinato al mondo del basket manifestando la volontà di intraprendere una carriera a livello professionistico. “Dopo poco tempo dall’inizio della mia carriera ho scoperto di avere un tumore osseo. Tutti i miei sogni sono improvvisamente svaniti. Mi hanno trasferito a Bologna per curarmi ma io non ho mai smesso di pensare al ritorno sul campo. Mi dovettero amputare una gamba e il percorso fu molto faticoso, emotivamente e fisicamente. La voglia di tornare a giocare e competere con gli stessi obiettivi di sempre però non mi ha mai abbandonato. Lo sport paralimpico mi ha dato una seconda possibilità, una seconda vita” ha raccontato Simone, ripercorrendo i tanti traguardi della sua carriera che lo hanno portato alla Briantea84.




Rispondendo alle curiosità dei giovani alunni, il campione ha trasmesso un messaggio di forza e speranza: “Tra vittorie, sconfitte, sacrifici e gioie, l’importante è non arrendersi mai, impegnarsi fino al raggiungimento degli obiettivi che ci si è prefissati” ha detto, riconoscendo il periodo di difficoltà dell’ultimo anno soprattutto per i più piccoli. “Rimanete ambiziosi, non perdete la speranza e continuate a inseguire i vostri obiettivi. Non è importante la realizzazione di un sogno in sé, ma il percorso che vi porta a raggiungerlo.”
Simone Rabuffetti ha poi spiegato lo spirito che anima Briantea84: uno spirito di coesione, inclusione e rispetto. “È importante riflettere su queste tematiche, ed è importante farlo fin da giovani. Lo sport è uno strumento di inclusione: non solo un momento di divertimento e svago, ma porta con sé dei valori tra cui il rispetto e la solidarietà. L’atleta è atleta, e dev’essere riconosciuto come tale, sia che sia olimpico che paralimpico. La carrozzina o altri ausili sono solo degli strumenti. L’approccio, la determinazione e la volontà che lo sport richiede sono gli stessi per tutti gli atleti. Questi sono i capisaldi di Briantea84 e la forza di questo progetto risiede proprio negli atleti come Simone, che ne mettono in luce a pieno i valori”.
Presenti all'incontro virtuale - fra gli altri - anche l'assessore all'istruzione Gaetano Caldirola e il dirigente scolastico Ettore Melchionna.
Non essendoci la possibilità di concludere il progetto assistendo ad una partita, nel mese di aprile i bambini prenderanno parte alla redazione di un programma radiofonico su una web radio in cui, assistiti dagli educatori, proporranno riflessioni, approfondimenti e slogan sul tema.
Sa.A.
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