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Scritto Sabato 27 marzo 2021 alle 16:51

Un lettore: ciclisti ''assembrati'', ma il kayak in solitaria vietato

Un lettore ci ha scritto in relazione alle attività sportive: troppa confusione che crea, a suo avviso, diversi paradossi. In base a quanto stabilito - riprendiamo le FAQ del governo, "l'attività motoria all'aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona e indossare dispositivi di protezione individuale. Sono sempre vietati gli assembramenti".

Poi, viene specificato: "Nell'area rossa è consentito svolgere l'attività sportiva esclusivamente nell'ambito del territorio del proprio Comune, dalle 5.00 alle 22.00, in forma individuale e all'aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri. È tuttavia possibile, nello svolgimento di un'attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all'attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza". Dunque, dalla FAQ governative ne desumiamo che, se in bicicletta, pur con l'obbligo di rispettare la distanza e indossare la mascherina, si possono varcare i confini comunali, mentre un cittadino che pratica uno sport individuale, come il kayak, per il quale è necessariamente richiesto uno spostamento d'auto per essere praticato ma che poi si svolge in solitaria, non è possibile.

Insomma, un vero paradosso, come ci scrive il lettore con questo sfogo, allegandoci anche le immagini.
Controsenso.

Ormai è assodato, l'assembramento è il comportamento più a rischio per la proliferazione del virus.
Deduco che anche nell'ambito dell'attività sportiva, andrebbe assolutamente evitato l'assembramento e agevolate le attività sportive svolte in condizioni di distanziamento.

Domenica scorsa un amico ha assistito a una partita di pallavolo in palestra in cui giocava la sua giovanissima figlia, mi ha poi raccontato che durante i time-out, le ragazzine, senza mascherina indossata, si  assiepavano attorno al loro allenatore il quale, con la mascherina abbassata sul collo, perciò inservibile, animatamente, come può fare un allenatore,  dispensava consigli alle giovanissime atlete, il tutto avveniva a pochissimi centimetri di distanza tra loro.

Il mio sport invece è il kayak, praticato in solitaria sui laghi di Lombardia, ma, a causa dei divieti del DPCM, non potendo salire in auto per spostarmi col mio kayak nel paese situato sulla riva del lago, lo scorso fine settimana sono uscito per una solitaria passeggiata a piedi.

Durante la passeggiata ho notato per le strade moltissimi ciclisti, distanziati o solitari, ma altrettanti invece compattati in gruppi, viaggiano serrati e affiancati, parlando ovviamente senza mascherina indossata e non rispettando la distanza di sicurezza raccomandata. Non solo procedevano affiancati tra loro ma anche a ruota e perciò, chi sta dietro, riceve inevitabilmente una cospicua dose di goccioline emesse dal respiro e dal parlare di chi sta davanti.

In questi periodi di covid non sarebbe più semplice e logico consentire tutti gli spostamenti e i comportamenti solitari e/o opportunamente distanziati e bandire punendo se necessario i comportamenti non rispettosi del distanziamento?


Un lettore

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