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Scritto Lunedì 29 marzo 2021 alle 17:03

La passione per il delitto: ospite l'autore spagnolo Domingo Villar con il suo 'L'ultimo traghetto'

Ospite attesissimo della serata di sabato 27 marzo è stato l'autore spagnolo Domingo Villar, che ha presentato al pubblico italiano il suo ultimo libro intitolato "L'ultimo traghetto", edito da Ponte alle Grazie.
L'evento si è tenuto online e rientra nell'ormai nota rassegna di narrativa poliziesca La Passione per il Delitto, in collaborazione con il Consorzio Brianteo Villa Greppi di Monticello. Lo scrittore si è collegato direttamente dalla Spagna per discutere con Paola Pioppi, ideatrice del festival, e con Serena Scionti, che si è occupata della traduzione. Il giallo di Villar sta dominando le classifiche spagnole ormai da mesi ed è stato accolto in maniera positiva sia dal pubblico sia dalla critica. Si tratta di una prova di maturità dello scrittore, che racconta il suo amore verso la Galizia, la sua terra. "Sono molto contenta di questo incontro virtuale non solo perché Domingo Villar è uno scrittore che mi piace tantissimo, ma anche perché ha un legame con La Passione per il Delitto. È infatti già stato ospite a Villa Greppi nel 2010 per il suo precedente romanzo "La spiaggia degli affogati", che ora verrà ripubblicato da Ponte alle Grazie. Questa è la prima presentazione per il nostro paese del nuovo libro intitolato "L'ultimo traghetto", uscito ad aprile dell'anno scorso. Si tratta di un giallo di seicento pagine, ma la lettura è molto piacevole e scorrevole. Ci sono tanti personaggi, tanti cambi di scenari, momenti in cui si pensa di sapere cosa è successo, ma poi non è così" ha introdotto la discussione Paola Pioppi. Il racconto parte dalla scomparsa di una donna, Mónica Andrade, figlia di un celebre cardiochirurgo. L'indagine viene affidata al noto poliziotto Leo Caldas, che è stato protagonista anche dei romanzi precedenti. Inizia a cercare di capire cosa sia successo a questa ragazza, anche se inizialmente non appare molto convinto. Caldas svolge il suo lavoro non per dovere, ma perché è un uomo compassionevole, vuole dare pace a chi soffre. Si racconta non solo l'indagine, ma anche la città e la collettività di Vigo, che tra l'altro è la cittadina di origine di Villar. Ovviamente ambientare un libro in un luogo esistente e per di più di appartenenza può avere dei vantaggi, ma anche dei limiti:
"La mia scrittura è terapeutica - afferma Villar - mi serve a curare la nostalgia per Vigo perché ora vivo a Madrid. Parlando della mia cittadina è come se fossi lì. In fondo Vigo ha tutto nonostante sia più piccola di Madrid. È una città, ma non cessa di essere rurale. Ha il mare, tantissima bella gente, la frontiera. Insomma, è perfetta. Vigo è strutturata su due sponde collegate da un traghetto che passa ogni giorno. Non a caso il titolo del romanzo da me scelto è proprio "L'ultimo traghetto"". Una particolarità che Domingo inserisce in tutti i suoi libri sono delle voci di vocabolario. Ogni capitolo è introdotto da una voce. Queste parole hanno un senso rispetto a quello che viene raccontato, alcune volte il senso è chiaro, ma altre volte meno: "Questa cosa è nata per gioco - spiega lo scrittore - perché non sapevo se i miei romanzi un giorno sarebbero stati pubblicati e letti da qualcuno. Sicuramente c'è da dire che adoro le parole e i dizionari e muovermi sul terreno della metafora. Questa usanza particolare la devo soprattutto ad un'italiana, Silvia Meucci, che è stata la mia prima agente letteraria e mi ha consigliato di mantenere questo gioco con le parole".


Nel libro si incontrano tantissimi personaggi, che trasmettono un senso di vita sereno. Sicuramente Vigo è una cittadina più tranquilla rispetto a Madrid o a qualsiasi altra città europea. Villar conosce molte persone di Vigo e alcuni personaggi del romanzo sono reali, mentre altri sono frutto dell'immaginazione. Le persone reali a cui si è ispirato sono state generose a concedere che si parlasse di loro. L'autore è particolarmente affezionato a tre personaggi: il padre di Leo Caldas perché assomiglia al suo; Camillo, un bambino con difficoltà a relazionarsi. Si veste con colori molto appariscenti e gli altri lo osservano straniti. Questi colori fuori dagli schemi vengono scelti perché in natura gli animali velenosi hanno proprio questi colori. È anche il personaggio che ha fatto piangere di più Domingo durante la stesura del romanzo stesso; troviamo infine Napoleone, che è un mendicante, ma conosce il latino. Vuole trasmettere il messaggio che la fortuna economica non va necessariamente di pari passo con la saggezza.
Con la pubblicazione del secondo romanzo, "La spiaggia degli affogati", Villar aveva affermato che il crimine è dell'indole umana, chiunque potrebbe uccidere: "Questo lo penso ancora, almeno da un certo punto di vista. A me interessa scrivere, non indagare la cattiveria degli umani. Non penso che le persone siano cattive di natura, ma ci sono delle ragioni che poi portano nella vita a compiere azioni malvagie. A me appassiona vedere come una società, una famiglia, un luogo si vedono tutti coinvolti quando avviene un delitto. Mi piace studiare come un delitto inficia le relazioni. Si tratta di un interesse letterario, psicologico e antropologico". "L'ultimo traghetto" è stato scritto in dieci anni e i motivi sono vari. Per prima cosa Domingo non si ritiene uno scrittore "fertile" perché esita a delle insicurezze e la scrittura è un lavoro di resistenza, di tenacia. Poi c'è anche da dire che il lavoro viene rallentato dal fatto che la stesura avviene prima in gallego e poi c'è la traduzione in spagnolo. Nel 2012 l'autore aveva pronto un libro di cinquecento pagine, "Croci di terra". La morte del padre però lo ha cambiato emotivamente e si è accorto che aveva bisogno di scrivere un altro libro. Così ha deciso di raccontare un'indagine, ma concentrando la sua attenzione sulle relazioni tra i personaggi e, in particolare, il legame con la figura paterna. Il romanzo è stato molto gradito dal pubblico spagnolo, ma anche quello italiano potrà apprezzarlo: "In letteratura ciò che conta è l'emozione - secondo Villar - e questo vale in realtà anche per ogni forma d'arte. L'emozione non si ferma davanti alle frontiere. Spero che il lettore italiano possa amare questo viaggio a Vigo, così come io amo viaggiare in Italia".
S.B.
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