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Scritto Giovedì 01 aprile 2021 alle 18:50

Vaccini al PalaBachelet ma per soli due giorni: i sindaci sperano che Ats cambi idea

Soddisfazione, amarezza e incertezza sul futuro. Sono questi i tre sentimenti che traspaiono dai sindaci dell'oggionese presenti questa mattina durante le fasi di avvio del centro vaccinale. Pensato come struttura intercomunale, il centro del PalaBachelet è stato avviato con sei giorni di ritardo.

Assolutamente non imputabile ai sindaci, ma alla decisione di Ats di rinviarne l'avvio a causa della carenza di dosi di vaccino disponibili. Come conseguenza, presso la struttura allestita a tempo di record e pronta già da giovedì 25 marzo, le somministrazioni del siero anti Covid-19 sono iniziate solo oggi, primo aprile. Nel frattempo, le condizioni sono mutate. La campagna, che era stata pensata per la somministrazione di dosi a oltre due mila anziani ultraottantenni, ne vaccinerà ora solo duecento. Durante gli scorsi giorni molte persone sono state inviate a vaccinarsi presso i centri ospedalieri di Lecco, Merate e presso le strutture private. Il risultato è che gli oltre dieci giorni di operatività previsti per il PalaBachelet si sono ridotti a due soli.

Soddisfazione, per essere riusciti ad allestire la struttura e avviare la campagna, è stata comunque espressa da molti sindaci, fra cui Chiara Narciso di Oggiono, Mauro Colombo di Garbagnate Monastero e Matteo Redaelli di Rogeno. Tuttavia, i primi cittadini dei quattordici comuni dell'oggionese, nonostante il loro impegno, sono stati i primi a subire le ripercussioni delle incertezze organizzative della campagna di vaccinazione gestita da Ats. Oltre a ciò, hanno dovuto raccogliere i dubbi e le preoccupazioni dei loro concittadini di fronte ai ritardi e ai rinvii.
«C'è stata apprensione sul fatto di essere stati lasciati indietro. Gli anziani l'hanno avuta, ci tenevano ad essere vaccinati e farlo quanto prima» ha spiegato Matteo Redaelli, sindaco di Rogeno - che ha inoltre ricordato: «nel momento in cui si verificato lo slittamento dell'inizio delle vaccinazioni c'è stato sconforto e anche apprensione».

Il rinvio dell'apertura è stato dettato da Ats sia per la mancanza di dosi di vaccino sia per la scelta di privilegiare l'apertura di grandi centri di vaccinazione. A livello lecchese, i grandi centri potrebbero essere il Palataurus di Lecco, la sede Technoprobe di Cernusco Lombardone e la sede della Comunità Montana di Barzio in Valsassina. La campagna vaccinale "di massa" dovrebbe prendere il via in questi centri nelle prossime settimane.
«Per noi sindaci - ha dichiarato Chiara Narciso, primo cittadino di Oggiono - la speranza è che venga rivista la politica degli organi superiori che predilige i grandi hub vaccinali. Ci auguriamo che per gli "over 70" e per le persone fragili si possa continuare a operare con centri locali come questo». Sicuramente il PalaBachelet resterà allestito per le vaccinazioni di "richiamo" della campagna avviata in data odierna. Dopo quella fase, sul futuro c'è incertezza.

I sindaci Chiara Narciso (Oggiono) e Matteo Redaelli (Rogeno)

«Sono scelte - ha spiegato il sindaco in riferimento al futuro del PalaBachelet quale centro vaccinale - che vengono prese da Regione Lombardia e a cascata da Ats e Asst. Se saranno irremovibili con la decisione di andare avanti con i grandi hub, non ci sarà molta possibilità...» I sindaci dell'oggionese non si sono comunque rassegnati all'idea di non avere un polo vaccinale che continui ad operare anche nei prossimi mesi. «Se a fronte delle richieste di noi sindaci, che stiamo portando avanti anche con Anci, si privilegeranno, almeno per alcune categorie, i centri vaccinali dislocati sul territorio, quelli già attivi potrebbero continuare a funzionare».
I primi cittadini dell'oggionese vorrebbero continuare a offrire un servizio di vaccinazione "vicino a casa" per gli anziani e per le fasce "a rischio". «Più - ha spiegato Narciso - i numeri delle persone da vaccinare aumentano, più avrebbe senso dirottare le fasce deboli e protette nei centri vaccinali locali come questi. Noi sindaci diamo la nostra disponibilità, ma sono decisioni che spettano alle autorità sanitarie e sulle quali non abbiamo nessuna competenza».

Mauro Colombo, sindaco di Garbagnate Monastero

Su quanto successo nelle scorse settimane, e sulla decisione di Ats di rinviare di sei giorni l'apertura del polo vaccinale dell'oggionese, Narciso ha spiegato: «C'è stato un momento in cui sembrava che tutto questo fosse successo perché noi sindaci o medici di base non avessimo avuto un'attenzione nei confronti della fascia anziana della popolazione. In realtà non è stato così, noi abbiamo sempre fatto la nostra parte. Appena c'è stata data l'opportunità di allestire un centro sul territorio, in cinque giorni è stato preparato. Era pronto due sabati fa. Poi l'apertura è slittata fino ad oggi per la mancanza delle dosi di vaccini».

A sinistra Emanuele De Capitani, sindaco di Sirone

Considerazioni, quelle sull'importanza di avere un centro di vaccinazione locale, che sono state condivise anche dal suo collega Emanuele De Capitani sindaco di Sirone.
«La speranza - ha spiegato riferendosi al PalaBachelet - è che venga valorizzato perché evita i grandi assembramenti e le code dei grandi hub che abbiamo visto in televisione. Speriamo che lo si tenga aperto per l'oggionese e non solo». De Capitani ha comunque riconosciuto che il tema dei centri vaccinali è «complesso». Il sindaco di Sirone ha sottolineato come un modello di questo genere, che ha dimostrato di funzionare senza causare disagi alla popolazione, possa essere applicato anche in altre zone. «Il paradosso - ha concluso, commentando quanto successo finora a livello regionale - è che le persone più fragili sono state quelle costrette a spostarsi di più». Spostamenti che i centri vaccinali locali come il PalaBachelet, almeno per gli anziani e per le persone con patologie significative, consentirebbero di evitare.

L.A.
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