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Scritto Mercoledì 07 aprile 2021 alle 08:46

Molteno perde Giovanni Redaelli, 100 anni. Fu reduce e prigioniero di guerra in Africa

Giovanni Redaelli con il sindaco Giuseppe Chiarella lo scorso anno


A poco meno di due mesi dal 101esimo compleanno è mancato Giovanni Redaelli, decano di Molteno e reduce di guerra dopo un'esperienza di prigionia in terra africana.
Nacque a Tregiorgio il 27 maggio 1920 da una famiglia di contadini che si trasferì a Molteno quando lui era ancora bambino. Andarono a vivere in frazione Gaesso, dove l'altro giorno è venuto a mancare.
Appena ventenne, ricevette la chiamata alle armi. Nel 1940, arrivò la chiamata in guerra e vi prese parte, anche se non avrebbe dovuto partecipare in quanto unico figlio maschio della famiglia. Destinato inizialmente in Russia, all'ultimo momento venne inviato in Africa, dove cominciarono per lui una serie di vicissitudini che ebbe la fortuna di raccontare ai famigliari, una volta rientrato in madrepatria. Le prime difficoltà cominciarono già durante il viaggio in nave, quando vennero bombardati da sottomarini inglesi. Riuscirono tuttavia a salvarsi e a sbarcare a Tripoli. Da qui riuscirono a spostarsi in Libia dove, per tre anni, si occuparono di costruire linee telegrafiche. Al termine di questo periodo, i militari avrebbero dovuto fare rientro in patria. Un imprevisto cambiò radicalmente i piani, costringendo Giovanni ad altri momenti di fatica: a seguito di un attacco, fu fatto prigioniero dagli americani. Venne quindi portato in Algeria in un campo di prigionia dove venne impiegato a costruire la ferrovia. La seconda guerra mondiale giunse al termine e nel marzo 1946, il moltenese riuscì a fare rientro a casa. Tornò in nave, dopo aver trascorso gli ultimi sei anni senza mai ricevere né inviare lettere alla famiglia che lo credeva perito. In quello stesso anno si sposò e dal matrimonio nacquero tre figli che oggi lo piangono insieme a nipoti e pronipoti.
Nel dopoguerra, lavorò alla ditta "Carniti" di Oggiono ma nel tempo libero continuò a svolgere il mestiere trasmesso dai genitori: il contadino.
Lo scorso anno, l'amministrazione comunale si recò da lui, porgendo gli auguri dell'intera comunità e consegnando una pergamena a ricordo dell'importante traguardo.
Giovanni ha lasciato Regina con Angelo, Stefano con Lucia, Carmelita con Mario. La cerimonia per l'ultimo saluto si terrà quest'oggi, mercoledì 7 aprile alle 15 nella chiesa parrocchiale di San Giorgio a Molteno. Al termine proseguirà per il cimitero locale.
M.Mau.
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