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Scritto Mercoledì 07 aprile 2021 alle 19:07

Un sistema che non regge più

Non è certo solo da oggi che questo Sistema neoliberista dia grandi segni di cedimento, ma le sempre più aspre contraddizioni che lo contraddistinguono strutturalmente si stanno particolarmente svelando in questo gravissimo periodo pandemico.
Senza girargli troppo attorno, a dimostrarne ormai l'assoluta incapacità di reggere le sorti di una umanità sempre più sofferente a tutti livelli, si possono evidenziare alcuni particolari ed emblematici aspetti, tra i tanti oggettivamente rilevabili. Ormai non sembrano più reggere, dal livello locale a quello planetario, le manovre "compensative" per far fronte questa grave situazione pandemica sia dal punto di vista sanitario che da quello economico. E quando qualche accorgimento lenitivo sembra funzionare si scontra però con una delle maggiori contraddizioni di questo cosiddetto "modello di sviluppo" , quello che sta in crescendo producendo stridenti disparità e disuguaglianze sempre più spinte tra chi è in condizioni "privilegiate" e chi, invece, ne subisce gli effetti più pesanti. Pensiamo ad esempio, oltre all'iniquo sistema tirannico dei brevetti sui vaccini che sta disvelando tutte le proprie contraddizioni, al cosiddetto sistema dei "ristori" (o risarcimento o indennizzi che dir si voglia : al di là delle "furbate" semantiche la sostanza è sempre la stessa...) che potrebbe veramente alleviare la situazione di chi, incolpevolmente, è costretto a non poter lavorare e quindi impossibilitato ad auto sostentarsi. I "ristori" italiani, ma non solo questi, di fatto si stanno rivelando insufficienti e spesso tardivi al di là di qualsiasi Governo possibile, fosse composto anche da Maghi e Draghi. Ma la domanda centrale da porsi qual è, senza per questo voler giustificare minimamente gli atti perlomeno discutibili di "ribellione" che si stanno moltiplicando ? E la domanda è : Perché i ristori sono insufficienti oltre a volte tardivi ? Ma è chiara a tutti la riposta : Perché non possiamo permetterci di gonfiare ancora di più il nostro già pesante Debito Pubblico ! E' questa la risposta standard che ci danno politici ed economisti del mainstream mediatico ! Ma perché ad esempio questo vero e proprio "blocco" che grava (o sembra fatto gravare) sulle teste di ognuno di noi non sembra valere ad esempio per gli USA ? Perché il loro sistema monetario di stabilità economica si può permettere di raggiungere livelli di Debito Sovrano (come ad esempio anche il Giappone) ben superiore ai nostri livelli rispetto ai rispettivi PIL (Prodotto Interno Lordo) ? Senza voler esprimere qui dotte disquisizioni di natura economica e finanziaria, che non mi competono, risulta chiaro a tutti questa disparità d'impostazione di base che costringe ad esempio l'Europa a subire le regole, di una presunta stabilità monetaria e di bilancio, che si è data e che ormai non reggono più, perlomeno alla prova dell'emergenza. E la dimostrazione più palese è proprio quella costituita dalle varie deroghe che la stessa Europa, non certo quella "Sociale" immaginata dai suoi Padri Fondatori, è costretta ad auto propinarsi nel tentativo di scongiurare una vera e propria crisi di sistema. Ma allora perché non porsi ad esempio un cambio strutturale dei propri paradigmi, vista la palese incapacità di reggere alla prova di pesanti condizioni critiche ! E perché ad esempio non prendere seriamente in considerazioni proposte tutt'altro che irrealizzabili (perché modificare i Trattati, non sarebbe possibile ?) come la cancellazione delle quote dei Debiti Sovrani prodotti dalla pandemia, peraltro sostenuta da autorevolissimi esperto economici ? https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/cancellare-parte-del-debito-in-europa-non-pi-un-tab https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/il-debito-detenuto-dalla-bce-si-pu-e-si-deve-annullare 
https://valori.it/debito-pubblico-non-cancellare-perpetuare/
Un altro aspetto strutturale sotto gli occhi di tutti, anche a livello locale, è l'incapacità di questo modello planetario dominante di far fronte al "disagio" sociale derivante dalla perdita dei posti di lavoro dovuta sia al continuo sviluppo tecnologico che ad un selvaggio processo di delocalizzazione , degno frutto di una non governata Globalizzazione. Come anche della centralissima questione dell'uso ragionevole delle risorse "limitate" del nostro Pianeta e dell'annessa questione climatico/ambientale che non può essere di certo risolta solo con ritualistici Convegni Internazionali spesso inconcludenti o con mega progetti di "Transizione ecologica", se rimanessero solo belle enunciazioni sulla carta. Ed è ormai ineludibile porsi il problema di quale assetto sociale si configurerà se continuassimo testardamente a perseguire "Modelli di Sviluppo" che fanno sostanzialmente leva solo sui meccanismi di Mercato e del Profitto, sempre e comunque. E che riducono quindi in definitiva ogni cosa e dimensione umana a pura merce. La verità è che ci occorre un nuovo modello di riferimento. Un modello di riferimento che sempre più in tanti stanno cercando di profilare, ed anche già di implementare, basti ad esempio pensare a "Costruire la Società della Cura, uscendo dalla sola Economia del Profitto" o da quella Economia ed Ecologia Integrale prefigurata da un Papa profetico come Francesco, ormai una delle poche voci autorevoli e ben al di là del solo consesso religioso. Utopia ? Sogno ? Ma è la vita concreta di ogni giorno che ci obbliga a concepire l'Utopia, quella che sa trasformare il Sogno in Realtà, come ormai l'unica scelta veramente razionale ! Ed è compito di tutti saperla concretizzare rimettendo realmente l'Uomo al centro del Sistema e non rendendolo sostanzialmente una "pedina" come è ora !
Germano Bosisio
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