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Scritto Giovedì 08 aprile 2021 alle 17:17

I lavoratori agricoli esclusi dai ristori per il Covid. Il 10 i sindacati incontreranno il Prefetto

Massimo Sala di Flai Cgil
Fra i ''dimenticati'' ci sono anche loro: i lavoratori di agriturismi e aziende agricole. Ma anche i florovivaisti e i giardinieri, tutti esclusi dal provvedimento di sostegni e dalle misure di ristoro del Governo. Anche nel lecchese è stato proclamato lo stato di agitazione della categoria, con una serie di mobilitazioni che culmineranno con l'incontro in programma sabato 10 aprile alle ore 11 presso la sede della Prefettura in Corso Promessi Sposi.
''Da essenziali a dimenticati'' e ancora ''senza ristori e senza sostegni''. Sono questi gli slogan che in questi giorni stanno accompagnando la protesta nazionale di tanti lavoratori del settore, molti dei quali con contratti stagionali, che complice il ridimensionamento dell'attività di agriturismi ed aziende affini a causa dell'emergenza Covid, si trovano da tempo a casa e privi di sostegno economico.
Per questi motivi Fai, Flai e Uila stanno chiedendo a gran voce -a livello nazionale - alcune misure indispensabili a tutelare lavoratrici e lavoratori. Fra queste il conteggio per l'anno 2020 delle stesse giornate di lavoro del 2019; l'introduzione del bonus per gli stagionali dell'agricoltura e la sua compatibilità con il reddito di emergenza; infine il riconoscimento di una cassa integrazione stabile per i pescatori.
Tanti i lavoratori coinvolti anche in provincia di Lecco, dipendenti perlopiù di aziende agricole attive nel territorio della Brianza; dal Parco del Curone passando per le campagne del casatese, dove è ancora molto forte la vocazione per il lavoro della terra.
''Non è prevista alcuna forma di supporto nei confronti di queste persone che anche nel nostro territorio sono state dimenticate'' ci ha spiegato Massimo Sala di Flai Cgil che insieme al collega Silvano Scaccabarozzi di Fai Cisl rappresenterà le difficoltà della categoria al prefetto dr.Castrese De Rosa nel vertice in programma a fine settimana. ''Questi soggetti hanno pagato un prezzo davvero molto alto negli ultimi mesi. Basti pensare alla contrazione delle giornate lavorative nel 2020, ma anche alle condizioni di estremo rischio rispetto alla possibilità di contagio in cui hanno operato. Il tutto con l'unico scopo di assicurarsi la sopravvivenza economica familiare, garantendo, nel frattempo, la disponibilità di alimentazione al Paese''.
A queste motivazioni, già sufficienti a scatenare la protesta, si aggiungono poi i tentativi - per nulla graditi alle sigle sindacali - di reintroduzione dei voucher in agricoltura e la stasi delle negoziazioni contrattuali sul rinnovo dei contratti provinciali di lavoro scaduti ormai da oltre 15 mesi.
L'iniziale presidio con una ventina di lavoratori ipotizzato dinnanzi alla sede della Prefettura, lascerà invece il posto all'incontro con la sola presenza delle sigle sindacali. ''Responsabilmente, vista l'emergenza sanitaria in atto, interverremo soltanto noi delegati, rappresentando le ragioni di questa categoria, dimenticata, come tante altre'' ha concluso Sala, ribadendo le difficoltà di tanti lavoratori che sono stati esclusi dal diritto a qualsiasi "sostegno", malgrado abbiano subito la perdita di milioni di giornate di lavoro a causa dell'emergenza Covid.
G.C.
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