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Scritto Lunedì 12 aprile 2021 alle 17:36

Cassago, disagio giovanile: telecamere, forze dell’ordine e pedagogia per arginarlo

Il sindaco Roberta Marabese
A Cassago nelle ultime settimane è emersa una vera e propria emergenza sociale a seguito di episodi di devianza giovanile che l'amministrazione è determinata ad affrontare e risolvere grazie all'aiuto di diverse misure.
Durante il consiglio comunale del 10 aprile, il consigliere del gruppo di minoranza #Insieme Cassago, Antonio Carrino, ha voluto approfondire il tema, che durante la pandemia pare essersi acuito, tanto da portare il sindaco Roberta Marabese a sottoporre la problematica al Prefetto Castrese De Rosa.
Il consigliere Carrino ha chiesto nello specifico quali fossero le politiche giovanili che si attiveranno nel corso del 2021 per far fronte al preoccupante fenomeno e in quale misura saranno intensificati i servizi di controllo e di vigilanza affinché questi fatti diventino sempre più rari.
Il sindaco Roberta Marabese ha quindi spiegato all'intera assemblea la dimensione del problema. "Su diversi muri del paese sono comparse scritte volgari e di spregio nei confronti delle forze dell'ordine. C'è da rilevare un disagio anche all'interno del parco, perché questi gruppi di ragazzi si permettono di occupare aree il cui utilizzo attuale è inibito. Ci sono altre situazioni particolari che mi hanno indotto a rivolgermi al Prefetto, che ringrazio perché si è fatto carico del nostro paese e ci è venuto incontro".
La settimana scorsa infatti, il sindaco ha potuto esprimere le sue preoccupazioni legate a questo tema in un incontro avuto in Prefettura, in occasione del quale si è deciso di mettere in atto diversi interventi. Tra questi l'installazione di alcune telecamere che permetteranno di avere un controllo su tutto il territorio comunale. Oltre a questa misura di sorveglianza, il sindaco vuole anche coinvolgere i genitori creando un comitato apposito per capire meglio i ragazzi e trovare questioni che possano attrarli e interessarli. Ad approfondire la voce del primo cittadino è convenuto anche il vicesindaco e assessore alla cultura, Monica Conti: "la problematica giovanile si è intensificata in questo ultimo anno, ma c'è sempre stata, non è una novità. Ultimamente se ne ste parlando molto, abbiamo quindi deciso di contattare un pedagogista specializzato nei processi educativi e coinvolgere genitori e ragazzi". Ad accompagnare questo intervento l'amministrazione ha pensato anche ad iniziative di tipo teatrale e culturale per fare uscire i ragazzi da queste loro problematiche.
"Il percorso non sarà semplice, ma vogliamo realizzarlo. Purtroppo, gli ultimi episodi accaduti sono abbastanza sconcertanti e non vorremmo che sfuggano dal nostro controllo" ha concluso Conti.

Il vicesindaco Monica Conti

Nella discussione attorno ai giovani il consiglio è tornato sull'associazione FrecciaRossa e sul ruolo dei gruppi giovanili nel fungere da collante sociale, tanto da scongiurare l'avvento di simili episodi. Anche se il nome del gruppo non è mai stato pronunciato a chiare lettere, il suo riferimento è stato protagonista della restante parte del dibattito.
"La recente storia di Cassago è stata caratterizzata dalla presenza di gruppi giovanili, che avevano il ruolo di collante per i ragazzi e di coordinamento con l'amministrazione. Onestamente non ricordo episodi così violenti in passato", ha rimarcato il consigliere Carrino. Ma il sindaco Marabese si è difeso dalla possibilità che questi fatti siano nati con l'insediarsi della nuova amministrazione nel 2019. "Quando siamo arrivati questi ragazzini c'erano già e combinavano disastri. La pandemia ha esasperato la situazione perché non hanno un posto dove andare e sembra che il loro divertimento maggiore sia quello di distruggere il paese. All'interno del parco nel 2018 c'era stato un arresto per droga, quindi la situazione è presente da tempo e nessuno l'aveva mai affrontata prima".
La degenerazione degli episodi ha costretto il sindaco Marabese a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Lo stesso sindaco ci ha tenuto a separare quanto è compito delle politiche sociali dallo spaccio vero e proprio: "un conto è il disagio giovanile che la pandemia ha acuito, un altro sono problematiche serie che vanno oltre la competenza strettamente comunale".
I riferimenti ai tempi passati non sono però piaciuti al consigliere Rosaura Fumagalli, sindaco sino alla primavera 2019: "respingo al mittente l'accusa di non aver fatto niente negli anni precedenti. Era importante creare sinergie con i paesi confinanti e il lavoro che facevamo con l'assistente sociale prevedeva il coinvolgimento delle famiglie".
Fumagalli ha convenuto sul fatto che l'associazione giovanile non possa risolvere tutti i problemi, ma a suo dire costituirebbe in ogni caso un aiuto importante e fondamentale per l'amministrazione. "Più di una volta mi sono appoggiata a questa associazione dotata al suo interno di figure professionali specifiche che erano in grado di intercettare questi ragazzi e di creare momenti di aggregazione''.
Il discorso sul coinvolgimento dell'associazione giovanile - che non viene chiamata per nome - ha fatto in modo che il sindaco ricordasse all'intera assemblea che in questo periodo storico stiamo affrontando una pandemia: "parliamo di cose serie, concrete e attuabili. L'aggregazione giovanile al momento non è consentita".
Anche Sergio Pini, il consigliere di Progetto Cassago Democratica, ha precisato il suo punto di vista sulle politiche giovanili. "Non dobbiamo dare l'idea di trattare questi temi con contrasto e repressione. Sulle problematiche sociali dovremmo impiegare tutto il nostro impegno per i prossimi anni: si allargano le disuguaglianze sociali su tutto il territorio nazionale, Cassago compresa. Cerchiamo di lavorare insieme per fare qualcosa di bello per questo paese".
Martina Bissolo
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