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Scritto Sabato 24 aprile 2021 alle 17:02

Nibionno: individuati gli ambiti per la rigenerazione urbana

Individuati gli ambiti di rigenerazione urbana e territoriale a Nibionno. L'amministrazione ha infatti approvato la deliberazione che non è una variante urbanistica agli atti del piano di governo del territorio (Pgt), ma è utile alla creazione di una banca dati regionale in cui sono censite tutte le aree dismesse.
A presentare il documento è stato l'architetto Elena Sgroi, precisando che il Pgt di Nibionno già comprende le indicazioni per minimizzare ulteriore consumo di suolo.

La rigenerazione territoriale riguarda un ambito specifico, mentre quella urbana riguarda un compendio, quindi un edificio industriale o residenziale con attorno le pertinenze.
Sono stati individuati, in sintonia con strategie nel Pgt, come ambiti di rigenerazione territoriale tutti i centri storici, mentre per la rigenerazione urbana sono stati inseriti le seguenti aree: il compendio dismesso in località Ceresa, un comparto in via Volta, un comparto via Gaggio, il florivaismo lungo la SS36, l'ex edificio scolastico di via Kennedy oggi magazzino comunale, gli edifici non completati in via XXV aprile, l'edificio agricolo in via Merla e gli edifici artigianali dismessi.
"L'idea è di un recupero del patrimonio edilizio esistente - ha precisato la professionista - Abbiamo individuato gli ambirti di rigenerazione territoriale, ovvero tutti i nuclei storici, creando un piano particolareggiato con l'idea di incentivarli e dando indicazioni puntuali".
Il documento è in sintonia con il concetto di ristrutturazione edilizia: nei comuni sotto i 5000 abitanti, in ambiti non vincolati, si può intervenire nel centro storico attraverso interventi di ristrutturazione edilizia.
"La legge 18/2019 ha introdotto ulteriori opportunità che non c'erano quando approvato Pgt - ha proseguito Sgroi - Un livello è quello delle agevolazioni economiche, mentre l'altro riguarda il consumo di suolo. Non si può consumare altro suolo, quindi occorre rendere agevole il recupero patrimonio edilizio esistente". Con le agevolazioni introdotte dal comune si può determinare un costo di costruzione fino a un massimo del 50% e si può partecipare a bandi di rigenerazione che riguardano il pubblico e il privato. "L'obiettivo è rigenerare una parte di paese. Non è è importante che l'intervento sia di dimensioni significative. Può essere un intervento piccolo che, nell'insieme, rigenera un ambito dismesso".
Nei comparti natura industriale, per esempio, si può procedere con un permesso di costruzione in deroga, che consente di utilizzare il bene e interromperne la dismissione.
M.Mau.
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