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Scritto Domenica 02 maggio 2021 alle 18:08

Ringraziamento al personale dl Pneumologia e Ginecologia dell'ospedale di Merate

Buongiorno.

Siamo due sorelle nate e cresciute a Casatenovo; vogliamo esprimere il nostro sentito grazie al reparto di pneumologia dell'ospedale di Merate, dove nostro papà Carlo è stato per due volte ricoverato... purtroppo la degenza in ospedale è avvenuta in piena pandemia, con tutto ciò che questo porta con sè per chi si ritrova ad affrontare in solitudine non soltanto la malattia ma anche uno sconforto emotivo assai difficile da superare se nessuna persona cara può esserti fisicamente vicino. Ecco, in questa parentesi buia, preceduta tra l'altro da mesi di sofferenza fisica e psicologica, nostro papà ha avuto la fortuna di incontrare un angelo che si chiama Dottoressa Fumgalli e molte altre persone amorevoli e coscienziose che non solo si sono prese cura di lui, ma lo hanno fatto sentire meno solo, gli hanno dato quei sorrisi, quelle parole e quella comprensione che noi purtroppo non potevamo dargli!

Una precisazione: nelle settimane precedenti il ricovero a Merate, altre due strutture (es. ospedale di Monza) non avevano ritenuto necessario ricoverare papà, poichè, secondo loro, non era in pericolo di vita... "e poi signora, ormai suo papà ha 87 anni". Bene, a distanza di qualche giorno nostra mamma accompagna d'urgenza a Merate il papà in condizioni estreme (a fatica si reggeva sulle sue gambe, era magrissimo e faticava a respirare, come purtroppo stava da parecchie settimane): ricovero immediato! La notte stessa papà entra praticamente in coma e i medici temono il peggio... fortunatamente supera la crisi e piano piano, settimana dopo settimana, il quadro di grave scompenso in cui si trovava al momento del ricovero migliora e dopo un mese abbondante di degenza viene dimesso.

Qual è la morale della storia? Penso sia chiara per tutti: struttura grande e "importante" non sempre equivale a prestazioni qualificate e a misura di paziente... un ospedale è fatto innanzitutto di persone, non di numeri e calcoli... E una realtà come quella dei presidi ospedalieri non può essere gestita solo in un'ottica di bilanci finanziari o di chissà quali interessi (che probabilmente a noi cittadini sfuggono). Ci chiediamo quale logica possa esserci dietro queste mosse amministrative (o politiche?) che tolgono risorse e attenzioni a realtà felici e qualificate come quella del Mandic; perchè privilegiare realtà più grandi a discapito di quelle più piccole, se queste ultime funzionano bene e tengono alto il prestigio della sanità italiana?! Una sanità che, tra l'altro, non naviga certo in buone acque...

Purtroppo a queste e a molte altre domande non abbiamo trovato risposta... abbiamo solo due certezze: la prima è che l'ospedale di Merate è una realtà felice che merita risorse umane e finanziarie per tornare a essere una struttura di grande valore umano e professionale; la seconda è che chiuderlo sarebbe una decisione irresponsabile e assolutamente incomprensibile, a meno che si ragioni esclusivamente in un'ottica di calcoli e interessi.

Infine rivolgiamo il nostro sentito grazie anche al reparto di ginecologia del Mandic, guidato dal meraviglioso Professor Del Boca: tanta gratitudine anche a lui, al suo staff e alla straordinaria Lorena Crippa, che mette nel suo essere infermiera non solo le capacità professionali, ma anche cuore e coscienza.

Grazie!

Nuccia e Daniela
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