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Scritto Lunedì 10 maggio 2021 alle 08:57

Oggiono: nell’anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato il sindaco aderisce all’appello del comune di Cinisi

«Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un arma contro la rassegnazione, la paura, l’omertà». Nella notte fra l’8 e il 9 maggio 1978 Peppino Impastato veniva assassinato a Cinisi, Palermo, per mano della mafia.
Giornalista, militante di Democrazia Proletaria, per anni si era battuto nel denunciare le attività della mafia, la corruzione e la collusione fra mondo politico locale e criminalità organizzata. Le forze dell’ordine fecero passare l’assassinio come un suicidio. Non solo, venne presa in considerazione l’ipotesi che Impastato fosse rimasto vittima di un attentato terroristico che egli stesso stesse preparando. La verità, nota e chiara a molti, ha faticato ad emergere dal punto di vista processuale. Solo nei primi anni Duemila vennero condannati mandanti ed esecutori dell’omicidio.



Il sindaco di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo

Per ricordare la figura di Peppino Impastato, in questo anniversario della sua uccisione, così come per ribadire la condanna di ogni fenomeno mafioso, Giangiacomo Palazzolo – sindaco del comune di Cinisi - ha invitato tutti i sindaci di Italia a inviare una foto con un cartello con sopra scritto: “La mafia è una montagna di merda”. Uno stralcio di una celebre affermazione di denuncia fatta da Peppino Impastato dalle frequenze di Radio Aut: «Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda. Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi, prima di abituarci alle loro facce, prima di non accorgerci più di niente». Un’ espressione di denuncia che al tempo stesso è volontà di riscatto contro il fenomeno mafioso, a favore della Sicilia, esattamente come la sua riflessione sulla «bellezza» come «arma contro la rassegnazione».


Gli studenti del comprensivo di Cinisi

All’appello del sindaco di Cinisi hanno risposto centinaia di primi cittadini di diversi comuni italiani. Fra questi Chiara Narciso, sindaco di Oggiono. Dall’iniziativa è nato un vero e proprio “corteo virtuale” per ribadire la condanna del fenomeno mafioso. Non sono mancate le adesioni da parte di sindaci delle città capoluogo, parlamentari, giornalisti e figure dello spettacolo. Con loro anche i familiari di persone assassinate dalla mafia come: Rita Dalla Chiesa, figlia del Generale Carlo Alberto e Claudio Fava, figlio del giornalista Giuseppe.


Il sindaco di Oggiono Chiara Narciso

Il video - disponibile all’indirizzo web 9 Maggio 2021 - YouTube - è stato proiettato la scorsa notte sull’ex casa di Gaetano Badalamenti, capo mafia, condannato per diversi reati, fra cui l’omicidio di Peppino Impastato. Quella stessa casa che appartenne al boss mafioso – ripresa in una famosa scenda del film “I cento passi”, pellicola che narra la storia di Impastato - oggi ospita la biblioteca del comune di Cinisi.
Lorenzo Adorni
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