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Scritto Venerdì 14 maggio 2021 alle 10:22

Barzanò: il consiglio liquida Retesalute, minoranza astenuta

Dopo essere passata per i consigli comunali dei comuni comproprietari, la liquidazione di Retesalute è arrivata anche nel consiglio comunale di Barzanò. L’operazione e i futuri indirizzi sono stati discussi durante il consiglio comunale dell’11 maggio. Il primo cittadino di Barzanò, Giancarlo Aldeghi, ha illustrato le vicissitudini che hanno portato alla liquidazione della società speciale consortile. Retesalute, infatti, presenta dei bilanci in perdita per un ammontare totale pari a tre milioni, accumulati dal 2015 al 2019. “Siamo in questa situazione perché abbiamo approvato dei bilanci in pareggio. I bilanci che ci presentavano ogni anno non erano in perdita”, ha spiegato il sindaco. I responsabili della mala gestione dovranno essere individuati e toccherà al giudice valutare il loro grado di colpevolezza. Il sindaco ha però voluto separare fin da subito la liquidazione della società dalla presunta colpevolezza dei gestori: “Noi oggi prendiamo una scelta responsabile per dare un futuro a questa azienda. Poi in un secondo momento gli organi competenti faranno approfondimenti e indagini. Questa sera chiediamo l’autorizzazione alla messa in liquidazione dell’azienda”. Il sindaco non nasconde il rammarico per ciò che è accaduto per svariati anni e dichiara chiaramente che deve esserci stato qualcuno che ha manipolato i bilanci per farli figurare in attivo e non in passivo.



La diffidenza della minoranza però ha cominciato a farsi sentire durante la serata del consiglio, il che ha portato il dibattito ad allungarsi: “Nessuno può essere contento di quello che è successo, nessuno lo avrebbe auspicato, ma è successo. Non è intenzione di nessuno nascondere chissà cosa. Anzi, abbiamo cercato di fare emergere tutti i fatti nel modo più chiaro possibile”, ha chiarito il primo cittadino. “Sia chiaro che nessuno ha rubato niente: in questa vicenda i tre milioni non sono stati rubati, ma la società è stata gestita male e si è cercato di coprire la mala gestione”, ha continuato il sindaco. È stato l’ex consiglio di amministrazione ad accorgersi che nei bilanci presentati qualcosa non tornava. Con la liquidazione, l’amministrazione di Barzanò ha voluto responsabilizzare la politica e trovare una soluzione, considerato anche il valore strategico e vitale che l’azienda possiede per quanto concerne l’erogazione di servizi alla persona e alla famiglia, come si legge chiaramente nella dichiarazione di voto stilata e letta dal gruppo Impegno Civico Barzanò. “Impegno Civico è favorevole alla messa in liquidazione volontaria, evitando quella giudiziale ma, come ben specificato nell’atto di indirizzo, prevedendo obiettivi ben precisi legati al mantenimento delle risorse umane, al perseguimento di tutte le azioni possibili per salvaguardare la continuità dei servizi, l’accertamento della massa passiva per ogni singolo Ente consorziato, la formazione della massa attiva e, non ultimo, il vincolo sulla composizione collegiale dell’organo di liquidazione”. La fermezza dell’amministrazione nel voler continuare il rapporto con le risorse umane di Retesalute è stata ribadita prima del voto dal sindaco: “Dobbiamo togliere di mezzo quelli che sono stati gli errori per poter andare avanti. Non vogliamo che questa azienda sparisca, perché oltre al valore in sé del servizio, ha rappresentato la capacità del territorio di lavorare in modo unitario. Non tutti sono stati in grado di organizzarsi in questo modo, alcuni ci stanno arrivando solo ora. Siamo arrabbiati ma siamo ancora più fermi nel difendere questa azienda a tutti i costi, consapevoli che non può che portare vantaggi”. Alla fine, la liquidazione di Retesalute è stata approvata dalla maggioranza, mentre tre consiglieri della minoranza si sono astenuti.
M.Bis.
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