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Scritto Giovedì 20 maggio 2021 alle 08:57

Cassago: maggioranza e #Insieme contrari alla liquidazione volontaria di ''Retesalute''

Dopo averlo rinviato alla successiva seduta, anche il consiglio comunale di Cassago ha discusso e votato la delibera per la liquidazione volontaria di Retesalute. A differenza però della decisione presa dalla maggior parte degli altri comuni, l'altra sera il consiglio cassaghese si è trovato quasi unanime nel dichiararsi contrario alla delibera. I soli voti favorevoli sono stati quelli dei consiglieri Sergio Pini e Maurizio Corbetta, della minoranza Progetto Cassago Democratica.
Il sindaco Roberta Marabese, ha aperto il punto all'ordine del giorno illustrando brevemente i fatti che hanno condotto l'azienda speciale consortile ad un debito di 3 milioni e 700 mila euro, maturato tra il 2015 e il 2019.

Il gruppo di maggioranza

''La vicenda risale al 2019 quando con il cambio del consiglio di amministrazione l'azienda è stata sottoposta a un riesame e sono emersi dei debiti societari. Oltre all'analisi economica sono state fatte anche delle analisi giuridiche, i pareri risultanti sono svariati e di diverso contenuto. Per diversi motivi noi non siamo favorevoli alla delibera che andremo a votare oggi'' ha chiarito fin da subito Marabese. La delibera così come è stata presentata al consiglio di Cassago e a tutti gli altri comuni soci di Retesalute prevede che, attraverso la liquidazione volontaria della società, il liquidatore abbia facoltà di provvedere alla risoluzione in bonis dell'azienda, quindi di riportare il bilancio in pareggio.
''L'intenzione dei sindaci è quella di quantificare lo stato passivo e suddividerlo in base alle competenze per ciascun comune, operazione che a mio avviso è impossibile e questa liquidazione porta solo all'estinzione della società'' ha spiegato Marabese che grazie alla sua formazione giuridica ha analizzato puntualmente la situazione. Secondo il sindaco di Cassago e l'amministrazione comunale la strada proposta dall'assemblea dei sindaci non è quella che permetterà di salvare la società. A differenza della liquidazione volontaria, secondo Marabese l'unica strada praticabile è la liquidazione giudiziaria. ''Nonostante siano stati spesi 40 mila euro per quantificare le perdite, non c'è stato un vero e proprio accertamento. Se i sindaci vogliono la liquidazione solo quella giudiziaria è realmente in grado di giudicare la responsabilità dei precedenti amministratori''.

Sergio Pini e Maurizio Corbetta di Progetto Cassago Democratica

Anche il segretario comunale, la dottoressa Manfreda, si espressa a favore delle ragioni del sindaco Marabese. A suo avviso, infatti, la delibera contiene delle contraddizioni in termini, per questo motivo non ha potuto esprimere il suo parere favorevole. Prima di passare la parola alle minoranze, il sindaco Marabese ha chiarito nuovamente la sua posizione. ''Non volevo arrivare a questo punto perché ci sono altri modi per salvare l'azienda. Bisognerebbe innanzitutto capire se Retesalute sia in grado o meno di funzionare. La liquidazione volontaria non porterà al ripristino in bonis della società''.
Successivamente ha preso parola Rosaura Fumagalli, capogruppo di #Insieme Cassago ed ex sindaco del paese, che ha avuto modo di incontrare l'azienda speciale consortile sulla strada del suo precedente mandato. Nella dichiarazione di voto della minoranza emergono diversi punti critici e interrogativi sulla gestione dell'azienda, che durante la lettura si sono rivelati pienamente condivisi dal sindaco Marabese, che ha ribadito di essere stata una dei pochi a pensarla diversamente durante l'assemblea dei sindaci. ''La lungimirante visione che ha permesso la costituzione e la gestione di Retesalute negli anni passati sembra che ora manchi totalmente, perché da due anni c'è una situazione di stallo dovuta a mancanze e a repentini cambi di decisione da parte dei sindaci, che con scelte politiche faziose non si rendono conto che i paesi di piccole e medie dimensioni, in ambito sociale, non possono fare da soli'', ha esordito il consigliere Fumagalli. I ritardi, la mancata documentazione a supporto dei debiti dichiarati ed emersi, l'abbandono dell'azienda da parte dei professionisti più qualificati e la cattiva gestione della comunicazione verso l'esterno, hanno condotto il gruppo di #Insieme Cassago a pronunciarsi contro la delibera per la liquidazione volontaria della società.

Il segretario comunale dr.ssa Manfreda

In conclusione, il consigliere Fumagalli ha chiesto lumi sui futuri indirizzi che il comune di Cassago ha intenzione di intraprendere in tema di servizi alla persona dal momento che la maggior parte dei comuni ha già votato a favore della liquidazione volontaria della società. ''Quello che ha detto è quello che io ho cercato di gridare a gran voce in assemblea e qualcuno mi ha pure deriso perché sono stata una delle poche, insieme ad altri comuni, a cercare di far sentire la propria voce'', ha risposto il sindaco Marabese, sollevato dal fatto che minoranza e maggioranza si trovassero d'accordo su un tema così importante.
A chiudere il coro di voci del consiglio è intervenuto il capogruppo di Progetto Cassago Democratica, Sergio Pini, che ha spiegato i motivi per cui lui e il collega Maurizio Corbetta avrebbero votato a favore della delibera, contrariamente alle posizioni espresse dal resto del consiglio. ''Riteniamo che gli accordi e i ragionamenti sviluppati in questi mesi dai 24 comuni - che hanno orientamento sia di centro sinistra che di centro destra - meritino fiducia. Votiamo a favore della delibera perché riteniamo che nel guazzabuglio delle interpretazioni, delle leggi, del dire e del non dire, la bellezza del creare un'azienda ad hoc sul nostro territorio per i servizi alla persona non sia scalfibile'', ha chiarito fin dal subito Pini.

Ultima a destra il sindaco Marabese

Nonostante il preambolo in difesa di Retesalute il consigliere di Progetto Cassago Democratica ha ammesso che nella gestione economico-finanziaria della società ci siano stati degli errori macroscopici, che ad oggi non risultano legati a malversazione, ma alla cattiva gestione dell'azienda. In poche parole, i prezzi dei servizi offerti erano inferiori ai costi. ''La strada della liquidazione volontaria sembra essere la strada che possa permettere alla società di ritornare in bonis. Non si può fare da soli su questo tema, fare da soli significa pensare in maniera sbagliata. È necessario un atto di coraggio politico per non fare andare tutto a carte e quarantotto'', ha spiegato la sua posizione Pini ricordando che dalle loro decisioni dipenderà anche il futuro lavorativo dei dipendenti dell'azienda.
Il sindaco Marabese ha perciò ribadito la propria posizione. ''È importante che un'azienda rispetti i principi di economicità ed efficienza. Se l'unico modo per salvare Retesalute è alzare le tariffe, la società non è in grado di funzionare''.
Anche il consigliere Fumagalli ha convenuto che sia mancata la volontà politica da parte dei sindaci di ripianare i debiti che già c'erano due anni fa. Infine, Pini ha concluso il suo discorso richiamando l'assemblea a un coraggio imprenditoriale che non si deve nascondere dietro alle norme e al legalese. Con i soli voti favorevoli dei consiglieri Pini e Corbetta, la delibera è stata bocciata dal consiglio di Cassago. Tuttavia, il primo cittadino ha voluto ringraziare l'assemblea per i toni e il confronto produttivo che c'è stato tra i consiglieri.
M.Bis.
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