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Scritto Domenica 23 maggio 2021 alle 15:13

Viaggio in Brianza/17: tappa a Castello per scoprire la storia di Brianzola e di S.Lorenzo

Il nostro Viaggio in Brianza prosegue quest'oggi sulla strada che sale da Dolzago verso Colle Brianza. A metà percorso si incontra la piccola frazione di Brianzola, anticamente chiamata Brianzora: frazione dell'odierno comune di Castello Brianza, fu sede di un antico monastero dedicato a San Lorenzo Martire.

IL COMUNE DI BRIANZOLA
Brianzola si distingue dagli altri comuni della zona per la sua precoce comparsa. L'entità comunale si diffuse nel nord Italia solo alla fine dell'Undicesimo secolo, Brianzola si era invece già costituita in Comune come testimonia un lungo atto milanese del 1245 con cui si annota una lunga vertenza intercorsa tra il Comune di Milano e quello, appunto, di Brianzola: "[...] C'è poi una registrazione a debito per 13 lire e 10 soldi di terzuoli che il Comune di Milano era tenuto a corrispondere a Graziolo Nazario del luogo di Ucloe, registrazione scritta del notaio Ardeico de Crotta, resa operante nonché sottoscritta dal notaio Bonizone da Doirago nel giorno di domenica 23 agosto dell'anno 1243, importo in parte coperto per 9 lire ed 8 soldi da un'intimazione fatta al comune di Brianzola". Non è stato purtroppo trovata traccia capace di far risalire alla circostanza che diede motivo all'amministrazione milanese di rivalersi sui brianzollesi; tale vertenza ha in ogni caso un enorme valore, autorizzandoci di fatto a ritenere il nostro libero Comune già attivo nel 1243, come indicato.
Al progresso civile e al dinamismo della comunità di Brianzola contribuirono certamente, insieme al locale monastero benedettino, anche coloro che decisero di emigrare a Milano; si hanno innumerevoli tracce di questi personaggi ritrovate negli archivi di Sant'Ambrogio. Un esempio con cui si può ricordare un evento di vita quotidiana a Brianzola è testimoniato dagli atti che vedevano i contadini dell'odierna frazione pagare dei tributi per la coltivazione di alcuni terreni del Capitolo di Monza in natura, precisamente in formaggio.

La comunità di Brianzola, come il suo monastero, perse col tempo il suo antico dinamismo. Basti pensare che nel 1346 il precoce municipio contribuiva a mantenere le strade del contado con circa duecentotrenta braccia, mentre nel 1390 la frazione veniva descritta come "[...] selva comune che sembra evocare le più antiche regole del villaggio in uso quando le inermi popolazioni sottomesse al potere militare difendevano nell'accesso consortile ad una quota di pascoli, boschi ed acque, le radici della primitiva aggregazione".
Nel 1412 Brianzola iniziò a far parte del particolare regime amministrativo e politico del Monte di Brianza, che sottoponeva ad una più agevole tassazione i suoi abitanti. Questo periodo di maggior agio e sviluppo terminò con l'arrivo delle forze straniere alla caduta del Ducato di Milano, alla fine del Quindicesimo secolo. Dal 1558, sino al Diciassettesimo secolo, Brianzola risultava elencata tra le comunità della pieve di Missaglia. La giustizia veniva amministrata dal vicario della Martesana, poiché non vi era un delegato di corte presente in loco. Amministrativamente parlando, Brianzola poteva vantare un sindaco, eletto in pubblica piazza, anche se la sua carica poteva facilmente cambiare per ricoprire altre funzioni a seconda delle necessità dei casi. Allo stesso modo, veniva eletto l'esattore paesano che si occupava della riscossione delle tasse sul territorio.
Con l'arrivo di Francesi, Spagnoli e Austriaci la Brianza cadde in forte miseria: si coltivavano miglio, fagioli, fave, rape e frumento, essendo ancora sconosciute le patate e la lavorazione del granturco. Le Castagne e la frutta svolgevano un ruolo importante nell'alimentazione del tempo perché il frumento raccolto andava per la gran parte ceduto al padrone.
Nel tempo Brianzola fece parte di distretti o dipartimenti diversi a seconda della nazione che la gestiva. Nonostante questo, non perse mai la denominazione di Comune, mantenendo quindi una propria autonomia per quanto sottomessa al continuo cambiamento organizzativo.

LA STORIA ANTICA DEL MONASTERO E LA CHIESA DI SAN LORENZO
Già il ben noto storico Don Rinaldo Beretta rilevò le difficoltà per una ricerca organica sul monastero; non a caso la scarsità di fonti impedisce ancora oggi di scoprire quanto e da chi venne eretto il complesso monastico. Giovanni Dozio, altro storico brianzolo, informa che si tratta di un monastero per monache benedettine esistente già prima del 1163; molto probabilmente queste informazioni il Dozio riuscì a ricavarle da alcune pergamene di Vimercate, le quali segnalavano i possedimenti delle monache nella zona di Castello.
Oggi, grazie al recupero di una pergamena, è possibile accertare con un ragionevole grado di certezza, che la presenza benedettina in Brianzola, fosse addirittura precedente; il documento in questione è infatti un atto del 23 febbraio del 1136 tramite il quale una certe Adeletta, vedova di Romano di Milano, donò le terre da lei possedute nel territorio di Cavaione (frazione del comune di Truccazzano, nell'hinterland Milanese) alla chiesa ed al monastero di San Lorenzo di Brianzola.
Con la soppressione del Status eccesiae mediolanensis per via di ordinanza vescovile il monastero venne accreditato all'ordine benedettino. Le monache benedettine di Brianzola vissero un periodo di relativa prosperità tra il Dodicesimo ed il Tredicesimo secolo; in seguito la mancanza di un adeguato sostegno economico provocò un evidente regresso e furono inutili le richieste di soccorso delle monache. Lo stesso Don Beretta ricorda: "Rimase sempre un piccolo cenobio, scarso di redditi e per conseguenza di poche monache". Dopo la soppressione del monastero nel 1470, le ultime monache furono trasferite nel ben più ricco monastero di Bernaga. A Brianzola rimase la chiesa di San Lorenzo e l'edificio monastico, un esempio di tempio tra i più belli ed ampi dell'intera pieve di Missaglia.

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Anche questo piccolo gioiello, con la chiusura del cenobio, incorse in un progressivo declino. Contrariamente al monastero, questa chiesa non venne smantellata, continuando a svolgere almeno formalmente le sue funzioni religiose. Le condizioni della chiesa non erano certo buone quando, nel 1567, arrivò padre Leonetto Chiavone, delegato del Cardinal Carlo Borromeo, per visitare il priorato. Le impressioni non furono buone e, in seguito ad un verbale di ispezione, il delegato cardinalizio emanò i seguenti ordini capaci di far comprendere le condizioni di San Lorenzo: "il massero e gli altri che dimorano nei locali del chiostro o casa della chiesa, sgombrino per San Martino (ovvero l'11 novembre dell'anno allora corrente), ritornando ad abitare nei loro vecchi locali colonici, e tutta la casa sia lasciata a disposizione del cappellano (si parla della canonica, quella che si può vedere a sinistra della scalinata del sagrato di San Lorenzo). Nella chiesa non vi sia più libero passaggio, e nemmeno si conservino in essa cose profane: il cappellano tenga chiusa la chiesa nei tempi debiti. Si eseguiscano le necessarie riparazioni della chiesa, e si rimettano gli altari secondo le prescrizioni sancite. i faccia la sagrestia dov'è il coro delle monache, e si provvedano i paramenti necessari al divin culto. Sia posto sotto sequestro il vino (51 brente in tre botti) esistente nella cantina coerente alla chiesa, il miglio e gli altri grani adunati nel granaio di detta casa della chiesa. Le chiavi della cantina e del granaio siano consegnate al console del Comune di Brianzola (Ottaviano de Manzochis), e da rimettere a nessuno senza speciale licenza dell'arcivescovo. Il prete Francesco Civilini, cappellano di Giovenzana e Cagliano dovrà essere presente all'esecuzione di questi ordini e sarà data per questa congrua mercede".

Queste indicazioni vennero eseguite solo in minima parte: l'ingombrante presenza di una famiglia locale, condizionò notevolmente il corso dei lavori. Essi erano i commendatori del priorato di San Lorenzo e, stando a quanto riporta Don Rinaldo Beretta, con questi nobili c'era poco da scherzare: "Se qualche villano del luogo avesse osato ficcare il naso nelle faccende di quei signori, avrebbe corso il pericolo di qualche archibugiata nella schiena o qualcosa di simile".
Per capire la scaltrezza della stirpe è utile tornare a descrivere un episodio riguardante il primo commendatario della famiglia; al suo tempo la chiesa di San Lorenzo e le strutture ad essa legate erano in condizioni disastrose, tanto da necessitare riparazioni immediate. Per questo scopo egli scrisse al Papa in persona, chiedendo di cedere permanentemente i caseggiati cadenti ed i terreni sterili ad un altro soggetto. Da abile furbo giurista qual era, si "dimenticò" però di menzionare che la persona in questione non era altri che suo fratello. Egli mentì anche sul valore effettivo dei beni del priorato, facendo risultare solo trecento delle ottocento pertiche di terreno coltivabile. Il Papa, vedendo questi numeri pensò di fare un affare accettano la richiesta. Quando qualche anno dopo giunse in visita Leonetto Chiavone, gli abitanti di Brianzola rivelarono a questi che i beni del priorato "erano stati perpetuamente livellati a vil prezzo con grave danno della chiesa".

LA NASCITA DELLA PARROCCHIA DI BRIANZOLA
Domenica 19 agosto 1571 San Carlo Borromeo giunge a Brianzola e trova la chiesa di San Lorenzo sufficientemente ampia con le sue tre navate. L'altare maggiore è situato sotto un'ampia volta, le pareti di quest'ultima sono per la maggior parte imbiancate, se non dipinte con pitture ormai scolorite. Le due cappelle laterali sono dedicate rispettivamente a Santa Caterina quella di destra, a Santo Stefano quella di sinistra. Quest'ultima è stata modificata per permettere la costruzione e l'accesso alla Sagrestia aggiunta dopo la visita del Chiavone. Per ridare dignità e decoro alla chiesa, a causa dei soprusi rilevati gli ordini del Cardinale Carlo Borromeo furono articolati e abbondanti.
In occasione di questa importante visita, gli abitanti di Brianzola vollero far sentire la loro voce: erano stanchi di doversi recare presso la chiesa a monte, ovvero il Campanone, inoltre le rendite dei terreni della chiesa di San Lorenzo erano sufficienti per poter pagare lo stipendio ad un cappellano fisso che permettesse così la creazione di una nuova parrocchia. Questo avvenne tempo dopo, quando a Carlo Borromeo successe il Cardinale Federico Borromeo che istituì la parrocchia di Brianzola nel 1607.

LE CAMPANE IN SALVO
I lavori di costruzione del campanile vennero appaltati nell'agosto del 1894 per ospitare il nuovo concerto di campane l'anno successivo.
Nell'ottobre del 1942 vennero rimosse le campane da molti campanili: Barzago, Maresso, Missaglia e anche Barzanò. Brianzola venne risparmiata, ma per quale motivo? Nel settembre del 1942 il parroco venne a sapere che la ditta Ottolina di Seregno il mese successivo sarebbe venuta per rimuovere il concerto di campane. Il parroco di allora sembra fosse in confidenza con il titolare dell'impresa, i cui addetti avevano montato le campane sul campanile di Cologna, quindi tentò tutti i mezzi di evitare la disgrazia. In un colloquio abbastanza movimentato a Seregno, il parroco riuscì a convincere l'Ottolina a rimandare l'opera alla prossima primavera. "Data la cattiva stagione, se fosse sopravvenuta una nevicata, il lavoro sarebbe stato bloccato". Con questa ragione, si poteva giustificare il ritardo di fronte alle autorità governative.
La primavera però giunse e l'Ottolina si rifece vivo a Brianzola, ma il lavoro di rimozione delle campane fu rimandato. In maggio però il pericolo ricomparve: le azioni militari andavano di male in peggio ed il governo pretese la consegna delle campane. Il parroco allora stese una lettera indirizzata al capo del governo in cui chiedeva che venissero esentate dalla requisizione le campane di Brianzola, Santuario di Maria Santissima Bambina. Con la busta in mano, il parroco si recò dal presidente dell'ente governativo per la requisizione delle campane a cui espose il caso mostrando la lettera; era difficile sperare in qualche buon risultato perché erano state salvate a stento le campane del Santuario di Loreto e del Santo di Padova.
Sulla questione non si pronunciò nessuno sino all'estate del 1943, quando Ottolina ritorna nella zona recuperare le campane di Bosisio, Pusiano e Oggiono. Fortunatamente, prima di giungere a Brianzola, Mussolini presentò le sue dimissioni e queste operazioni trovano definitivamente la loro fine.
Oggi questo campanile è molto ambito tra i campanari della zona perché possono dare sfogo alla loro passione anche per una buona mezz'ora senza incorrere in richiami o lamentele, in quanto queste campane vengono suonate raramente.

LO SVILUPPO ARCHITETTONICO DI SAN LORENZO
La chiesa di San Lorenzo si è ingrandita nel tempo per soddisfare le necessità della comunità che la ospitava. La prima descrizione è quella redatta dall'emissario di San Carlo Borromeo, il già citato Chiavone, che scrive:"[...] tale chiesa è costruita a tre navate, lunghe trenta braccia e larga venti (un braccio è pari a circa un metro e ottanta), tutta costruita in pietra silicea ed antichissima. Proprio per la vecchiaia e le volte si sono in gran parte degradate anche perché la chiesa è coperta da tegole solo per due terzi. Il pavimento è rotto e da rifare insieme con alcune volte che minacciano di rovinare, ma si può dire che tutta la chiesa ha bisogno di restauro, benché le pareti della chiesa dentro e fuori con le colonne in pietra silicea a sagoma quadrata che sostengono le volte o preparate a sostenerle siano di grosse pietre silicee e di durata eterna [...].
Anche la visita del Cardinale Ferdinando borromeo del 1611 confermò la descrizione dell'edificio del suo emissario:"[...] chiesa a tre navate con piccole finestre ad arco e colonnette nel mezzo. Aveva tre altari. La cappella maggiore era a forma esagonale con antica decorazione pittorica. C'era poi, a forma di semicerchio, la cappella di santa Caterina con dipinti guasti. In fine, di recente origine, c'era l'altare di san rocco. Evidentemente era stata eseguita la serie di recuperi dettata da San Carlo [...]".
Si può affermare che tra il Dodicesimo secolo, in cui venne originariamente costruita la chiesa, ed il Sedicesimo secolo, la chiesa abbia subito delle sostanziali modifiche. A sostegno di questa tesi si hanno alcune decorazioni rinvenute durante l'intervento di manutenzione del tetto nel febbraio del 2007, in corrispondenza delle lunette della navata centrale. Tali decorazioni evidenziano il contorno della copertura lignea a capriata utilizzata nelle costruzioni medioevali, quindi in contraddizione con la copertura a volta citata dal Chiavone.
L'edificio, dalle ricerche archeologiche svolte, risulterebbe oggetto di un grande ampliamento e della sopraelevazione del tetto, rendendolo più ampio e spazioso in seguito alla nascita della parrocchia di Brianzola. Per lo stesso motivo vennero fatti dei primi restauri ai dipinti delle pareti per darle maggior splendore.

Nel corso dei secoli successivi la chiesa è stata ulteriormente modificata e restaurata. I resti della muratura medioevale, visibili esternamente sull'abside centrale e sulle pareti laterali, sono stati probabilmente recuperati in epoca tardo ottocentesca, quando l'interesse per il periodo romanico divenne tendenza architettonica del momento. Proprio in questo secolo, si ebbe il primo rifacimento della facciata in stile neoclassico, con un grande timpano e delle colonne in basso rilievo.
Come testimoniano vari documenti la facciata è stata successivamente sopraelevata e costruita secondo gli stilemi barocchi di inizio Ventesimo secolo. Secondo un progetto datato 1904, è stato realizzato un corpo aggiuntivo a forma di U intorno alla zona presbiteriale e absidale creando lo spazio per la sagrestia e l'oratorio.
Le decorazioni ed i dipinti oggi visibili all'interno sono stati realizzati negli anni Venti del Novecento come attestano le didascalie sul catino della cappella laterale destra e sull'affresco realizzato sopra la porta d'ingresso. Da un'analisi visiva, si può ipotizzare che nel medioevo, probabilmente, il campanile era localizzato in corrispondenza con l'ultima campata sul lato nord prima del presbiterio. In base ad un'analisi storica e materica si è deciso di fare delle prime indagini stratigrafiche in corrispondenza dell'abside laterale destro d'impianto romanico. Durante tali indagini si sono ritrovate delle decorazioni probabilmente Seicentesche di alto pregio.

L'ASSOCIAZIONE PRO CHIESA BRIANZOLA
Questa bellissima chiesa di cui vi abbiamo raccontato le storie e le origini sarebbe probabilmente caduta in rovina se la comunità di Brianzola non si fosse stretta intorno ad essa costituendo l'Associazione Pro Chiesa Brianzola che ha reso possibile lo svolgimento di importanti opere di restauro e manutenzione. L'impianto di riscaldamento, il rifacimento delle decorazioni interne e del tetto, come la posa del nuovo impianto elettrico e l'illuminazione interna sono stati i risultati di un grande impegno dei volontari dell'Associazione che ogni anno, la terza domenica di settembre, organizzano la festa in occasione della ricorrenza di Santissima Maria Bambina. Una grande processione con la statua della Vergine e la celebrazione della messa danno inizio ai festeggiamenti.
Il successo della manifestazione è dovuto inoltre ad un'operosa cucina che propone piatti di tutti i tipi agli intervenuti che possono anche godere degli eventi che vengono organizzati, come concerti e altri spettacoli, tra cui lo scampanio delle campane per mano dei migliori campanari della zona. Il tutto si svolge sul sagrato della chiesa di Brianzola e nel vicino giardino della ex casa parrocchiale, rendendo vivo per un weekend questo tranquillo quartiere di collina.
"Dal 1995 si è iniziato a raccogliere i soldi necessari per la manutenzione della chiesa direttamente dalla festa di Brianzola, permettendoci di mantenere San Lorenzo in buone condizioni e di intervenire quando necessario" ci racconta la nostra guida, membro dell'Associazione Pro Chiesa Brianzola. "L'intervento che oggi preme maggiormente è quello sulla facciata. Sarebbe necessario un intervento di restauro profondo e costoso che per ora non è possibile, anche perché lo scorso anno non abbiamo organizzato la festa e probabilmente nemmeno quest'anno la faremo, considerate le attuali restrizioni".

Ringraziamo molto l'Associazione Pro Chiesa Brianzola che ci ha permesso di visitare tutti gli angoli più nascosti della chiesa di San Lorenzo e ci ha fornito importanti informazioni per la redazione di questo articolo. Un'ulteriore fonte di informazioni sulla storia del comune di Brianzola è stato il libro "Castello di Brianza nella Storia" di Valerio Sala.
La nostra visita si è conclusa con la scalata in cima al campanile di San Lorenzo che ci ha permesso di guardare la nostra amata Brianza da un'altra prospettiva potendone ammirare la bellezza e la sua ampiezza, motivandoci a continuare con impegno nella ricerca e nella scoperta della bellezza della nostra terra. Se volete scoprirne di più, seguiteci sul nostro profilo Instagram dove condividiamo foto, storie e racconti di tutta la Brianza.

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