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Scritto Venerdì 04 giugno 2021 alle 09:15

Garbagnate: precisazioni dalla ragioneria sul patrimonio. Il sindaco rifiuta le critiche

Il sindaco Mauro Colombo
Non si placa il dibattito aperto in consiglio con il sindaco che torna all'attacco. Partiamo dalla questione tecnica. Il comune di Garbagnate Monastero non si è impoverito nel 2020: lo stato patrimoniale ha registrato, al contrario, un incremento di valore che sfiora i 600.000 euro. Lo ha precisato il responsabile della ragioneria Ido Romanò dopo le affermazioni emerse durante il consiglio comunale di lunedì sera, mentre era aperta la discussione sul rendiconto della gestione finanziaria 2020. In quell'occasione la capogruppo di opposizione, Elisabetta Rigamonti, ha sostenuto che il comune, in una sola annualità, avesse perso valore per oltre 3.000.000 euro, passando da un valore di 16.400.000 euro del 2019 ai 13.200.000 euro del 2020. Un impoverimento che stonava un po' troppo all'interno della contabilità economico patrimoniale. Compiute le verifiche, oggi è lo stesso ragioniere a voler precisare con una nota che il dato contenuto nell'anno 2019 era errato: la quota di partecipazioni comunali ammontava nel 2020 a 701.793,72 euro mentre l'anno precedente era poco superiore, pari a circa 735.000 euro e non 3.938.530,98 euro, come erroneamente riportato nel documento visionato dalla consigliera d'opposizione. Lo squilibrio tra le cifre è piuttosto vistoso, ma il responsabile d'ufficio ha ritenuto opportuno chiarire, numeri alla mano, quest'aspetto rimasto in sospeso durante la seduta di consiglio.
La ragioneria comunale ha spiegato alla consigliera Rigamonti quanto accaduto: "In merito all'osservazione sull'impoverimento del Comune di Garbagnate Monastero si osserva dallo stato patrimoniale 2020 e 2019 che, alla voce partecipazioni, risultano iscritti nello stato patrimoniale dell'anno 2019 euro 3.935.530,98 a fronte, per l'anno 2020 di euro 701.793,72 con una differenza di 3.233.737,26 euro. Questa differenza porterebbe un totale attivo del 2019 a 14.074.340,77 euro, anziché 17.308.078,03 euro a fronte di un attivo di 14.666.715,13 euro per l'anno 2020, con un aumento dello stato patrimoniale attivo di 592.374,36 euro rispetto all'anno 2019, quindi con un sostanziale incremento del valore del patrimonio comunale. Probabilmente la società esterna ha recepito male i dati nell'anno 2019 ma, essendo presente per un ente di piccole dimensioni lo stato patrimoniale semplificato, il dato nel 2020 è stato riportato nella giusta dimensione contabile non essendoci state, nel 2020, né un'operazione di vendita delle partecipazione né ricapitalizzazioni per 3.233.737,26 euro".
Se la questione contabile ha trovato risposte, non si placa invece il dissapore della parte politica che non ci sta a vedersi affibbiata l'etichetta di amministrazione "tutto tasse e niente servizi". "Ricordo alla consigliera Rigamonti che lei porta avanti il passato e da quel passato abbiamo ricevuto una cassa svuotata a cui abbiamo dovuto porre rimedio, riuscendo a non penalizzare i cittadini e offrendo alle aziende la possibilità di detrarre gli aumenti dettati dall'Imu" ha sostenuto il sindaco Mauro Colombo, ribadendo poi, ancora una volta, quanto già espresso durante la seduta. "Non accetto sentire dire dall'opposizione, per partito preso, che non abbiamo dato servizi: non è vero ed è sbagliato dare questo messaggio. Tutto quello che facciamo, avviene nelle regole perché gli investimenti sono sostenuti con entrate, sono mirati e non messi nel cassetto come in passato quando si inserivano nel bilancio preventivo opere faraoniche ma poi non si faceva nulla. Nel 2019, quando ci siamo insediati, il comune aveva le casse svuotate".
Infine, il primo cittadino ha sollecitato la consigliera Rigamonti ad avanzare proposte. "Le minoranze, se hanno le idee, devono dire quello che vorrebbero fare. Devono darci soluzioni reali: noi le abbiamo date dimostrando che in un anno e mezzo abbiamo risanato le casse e stiamo facendo investimenti perché abbiamo soldi reali".
M.Mau.
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