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Scritto Mercoledì 16 giugno 2021 alle 14:37

Garbagnate: la minoranza difende la tesi di aumento delle tasse e attacca sul patrimonio

La eco sulle difficoltà finanziarie del comune di Garbagnate Monastero, ripetutamente denunciate dal gruppo guidato dall’attuale sindaco Mauro Colombo, risuona ancora forte e dà fastidio alla formazione di minoranza che, seppur in continuità con la precedente amministrazione - il nome è rimasto invariato - ne prende ampiamente le distanze e prova a sfilarsi dagli strascichi del passato in quanto i componenti sono cambiati: l’ex sindaco Sergio Ravasi si dimise al consiglio d’insediamento, lasciando spazio a due volti nuovi e a Gianpaolo Magli, con una passata esperienza amministrativa.
Veniamo al nodo. Nel consiglio di fine maggio, il gruppo di Colombo aveva portato in approvazione la delibera sul rendiconto di gestione finanziaria 2020 (CLICCA QUI), il documento che chiude il precedente anno di amministrazione. Il primo cittadino ha evidenziato il risultato del fondo di cassa, aumentato di circa 600.000 euro rispetto a quello del 2019. Sull’anno 2019, il ragioniere responsabile di servizio Ido Romanò aveva detto che “c’era stato un equilibrio finanziario, ma virtuale”.
Oggi la capogruppo di minoranza Elisabetta Rigamonti, che aveva contestato l’aumento delle imposte e l’impoverimento del patrimonio comunale, afferma: “Vorrei fare chiarezza su quanto è avvenuto durante il Consiglio Comunale del 31 maggio, perché è bene che i cittadini siano informati su fatti così importanti.


Da sinistra i consiglieri Fornoni, Rigamonti e Magli di Nuove Direzioni (foto di repertorio)

La presunta difficoltà di cassa di cui parla il sindaco non è riscontrabile nei dati di bilancio e questo è inconfutabile: alla fine dell’anno 2019 il saldo della  cassa del comune era positivo per 576.000 euro, come confermato dallo stesso sindaco. Ricordo peraltro che il sindaco Colombo è stato eletto a maggio 2019, quindi mi domando come mai abbia aspettato sette mesi prima di intervenire, se la situazione finanziaria era così negativa”.
La consigliera è intervenuta anche sulla tassazione, ribadendo la linea sostenuta in consiglio: “L’incremento delle imposte è confermato dai dati di bilancio consuntivo: le entrate IMU hanno avuto un incremento pari al 44% passando dai 472.000 euro del 2019 ai 680.000 euro del 2020 e quelle per l’IRPEF un aumento del 17% passando dai 120.000 del 2019 ai 140.000 del 2020”. Poi c’è la questione del valore del patrimonio comunale che, oggetto del dibattito in consiglio, era stata poi chiarita dall’ufficio ragioneria (CLICCA QUI): si era parlato di un errore. Un errore che la minoranza non accetta di vedere all’interno dei documenti ufficiali di un comune e ricorda quanto accaduto in passato: “Il sindaco, per buona pace di tutti, con un comunicato ci ha informato che il dato del patrimonio netto riportato dal Rendiconto 2020 era sbagliato: di oltre 3.000.000 di euro! Mi chiedo che tipo di analisi abbiano fatto gli amministratori per non rilevare un errore così macroscopico. Voglio ricordare che già lo scorso anno il sindaco ha proposto l’approvazione di un bilancio con un parere negativo del revisore dei conti: quando poi ho fatto notare tale incongruenza in Consiglio Comunale, l’Amministrazione ha verificato che si era trattato di un errore di trascrizione, perché in realtà il parere del revisore era favorevole. Ma io mi domando: questi amministratori leggono i documenti che portano in Consiglio Comunale oppure ritengono che non siano dati poi così importanti?”.
La consigliera replica poi all’attacco del sindaco che la invitava a fare proposte concrete anziché a sottolineare i difetti dell’amministrazione: “Il sindaco Colombo si aspetta proposte da parte nostra? - domanda ironica Rigamonti - Abbiamo chiesto sin dall’insediamento del Consiglio Comunale, dopo le elezioni, di poter partecipare con spirito di collaborazione ad esempio alla Commissione Bilancio. In tale commissione avremmo potuto condividere e discutere tutte le iniziative utili alla gestione e allo sviluppo del nostro paese. Il sindaco al contrario ha eliminato tale commissione, esistente nella precedente amministrazione, chiudendo di fatto ad ogni ipotesi di dialogo con le minoranze. Abbiamo anche chiesto, sin dallo scorso 28 gennaio, di poter accedere al protocollo e a tutt’oggi non abbiamo ancora avuto risposta in merito”.
La consigliera Rigamonti propone ancora una volta un’apertura da parte del gruppo di maggioranza, troppo chiuso in se stesso e chiede di guardare la formazione con nuovi occhi: “È vero che apparteniamo al Gruppo “Nuove Direzioni”, ma è anche vero che nessuno di noi consiglieri di minoranza era nella precedente amministrazione e che vorremmo guardare al futuro e non al passato, in una logica di collaborazione e non di competizione denigratoria. Collaborare però non significa acconsentire a tutto ciò che viene deciso dalla Maggioranza “a prescindere”. Questa amministrazione non ci interpella mai, prende decisioni anche importanti senza sentire il nostro parere: ci rimane solo la sede del consiglio comunale per esporre il nostro pensiero. Mi auguro per il futuro che l’amministrazione comunale si dimostri più aperta e disponibile al dialogo per il bene dei cittadini del nostro paese”.
M.Mau.
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