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Scritto Lunedì 21 giugno 2021 alle 09:38

Barzanò: una mostra sulla legalità allestita in sala civica dai ragazzi delle medie (3°D)

''Visto il risultato raggiunto dagli alunni, il lavoro è degno di essere visto e condiviso dalla comunità in cui questi ragazzi crescono''. E' con queste parole, pronunciate dalla prof.ssa Silvia Berzetta, cariche di giusto orgoglio per lo sforzo delle ragazze e dei ragazzi della classe 3D della scuola media dell’Istituto Comprensivo di Barzanò che si è aperta, domenica 20 giugno alle ore 10, la mostra “Mafia tra fiction e realtà”, realizzata, grazie al supporto delle amministrazioni comunali di Barzanò, Barzago, Sirtori, Viganò e Cremella, proprio grazie ai lavori degli studenti, esposti presso la sala civica barzanese.



''Si è trattato di un lavoro interdisciplinare, iniziato nel mese di novembre 2020, quando ci siamo accorti di come i ragazzi percepissero alcune figure appartenenti all’immaginario pop recente sulla criminalità organizzata: ragazzi, quasi loro coetanei, che si arricchiscono in fretta, e per questo, in maniera distorta, erano visti come eroi. Tramite una scrupolosa ricerca sia storica sia visiva, sui documenti e sulla bibliografia consigliata anche dalla Biblioteca Civica, abbiamo visto con gli alunni come nel tempo è stata narrata la mafia, spingendoci indietro sino all’era post unitaria, e proprio per ribaltare il concetto di eroe. Ognuno dei ragazzi, dopo la ricerca, ha praticamente adottato uno dei personaggi storici che abbiamo studiato, e, anche grazie al lavoro svolto con la prof.ssa Mariella Ripamonti, ha realizzato un’opera con un linguaggio visivo d’impatto, che arriva diretto e forte allo spettatore'' ha proseguito la docente.

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E proprio la prof.ssa Ripamonti ha spiegato come il lavoro non si sia concentrato solo sui testi, ma anche sulla ricerca del linguaggio visivo, perché l’obiettivo era anche quello di ''apprendere, tramite l’arte, a raccontare e trasmettere messaggi, con una riflessione, come quella sul tema della mostra, che ha dato all’immagine un linguaggio molto più serio''.
E dunque tutta la comunità del territorio ora può avere la possibilità di vedere il risultato del percorso dei ragazzi, anche e soprattutto per restituirgli il senso del compito di realtà svolto: l’allestimento – totalmente realizzato dagli alunni, che anche in questo hanno trovato occasione d’apprendimento -, diviso (anche e soprattutto al fine di ottemperare alle normative antiassembramento) in due spazi, il primo dedicato alle opere visive realizzate dagli alunni, incentrate ognuna su di un personaggio che – come ha ricordato il sindaco di Viganò, Fabio Bertarini, presente all’inaugurazione in rappresentanza dell’amministrazione comunale assieme all’assessore all’istruzione, alla cultura ed al sociale Renato Ghezzi, hanno dato la vita, pur volendo continuare a vivere, come tutti gli esseri umani, per combattere la criminalità organizzata, persone normali, il cui esempio, anche nel piccolo, può essere seguito da chiunque – ha combattuto e si è sacrificato per combattere le mafie, ed il secondo dedicato invece alla proiezione di un video, sempre realizzato dagli alunni della 3D e montato da Davide Sala, al quale è andato un sentito ringraziamento.



Da Francesca Morvillo a Giancarlo Siani, passando per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, una galleria di personaggi di tutte le categorie (perché, come ha ricordato sempre la prof.ssa Berzetta, per combattere la criminalità organizzata non c’è necessariamente bisogno di appartenere alle forze dell’ordine) ed estrazione sociale, tutti accomunati per essere diventati – a ragione – gli eroi della lotta alle mafie, e i nuovi eroi degli alunni che, studiando il loro vissuto, hanno potuto proporre il loro esempio a tutta la comunità.
Perché – come ha ricordato Matteo Sala, assessore alla cultura e all'istruzione del comune ospitante – il coordinamento e la condivisione sono una delle prime armi contro il fenomeno mafioso: come ha detto il Capo dello Stato in occasione della Giornata della Legalità, la scuola è al primo posto per combattere l’ignoranza su cui si basa la mafia. Parole simili a quelle pronunciate dalla prof.ssa Viviana Patricelli, dirigente del comprensivo di Barzanò; dagli eroi scelti dai ragazzi, possiamo tutti, e sempre, imparare una lezione.
Marina Temperato
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