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Scritto Domenica 27 giugno 2021 alle 07:50

Dolzago: Michele Bonacina è campione italiano di triathlon. Si prepara agli europei

Ha abbracciato il triathlon da ragazzino, quando questo sport era ancora poco conosciuto e iniziava a incuriosire gli sportivi. Oggi ha in tasca il titolo italiano assoluto di Triathlon Cross Country. Sul tavolo ha già la convocazione per gli europei di settembre. Lui è Michele Bonacina, classe 1996 ed è residente a Dolzago.


Michele premiato al campionato italiano

Fresco di laurea in osteopatia, ottenuta lo scorso dicembre, affianca la vita professionale alla disciplina agonistica che lo impegna per più di venti ore a settimana. La passione viene dalla famiglia: entrambi i genitori praticano la corsa e hanno avviato i figli allo stesso sport. A partire dalle elementari Michele partecipava già alle corse campestri, mentre il nuoto a livello agonistico lo ha cominciato anni dopo. Con il triathlon è stato un colpo di fulmine, nel quale è rimasta coinvolta anche la sorella Carlotta, 21 anni, studentessa di giurisprudenza e anche lei atleta agonista. “Ho incominciato una decina d’anni fa - spiega Michele - Mio papà era iscritto a una mezza maratona in Svizzera. Il giorno prima c’era una gara di triathlon per bambini. Siccome praticavo già la corsa e il nuoto e avevo fatto qualche gara in bicicletta, ho deciso di provare e mi è piaciuto. All’epoca mi piaceva l’ambiente, la gara in sé che era stimolante”.



Negli anni successivi, iscritto a una squadra a pochi chilometri da casa, non ha mai mancato l’appuntamento con la gara elvetica finché è riuscito a vincerla. Da qui è partita la motivazione che lo ha spinto a proseguire fino a oggi. Per sette anni è stato iscritto al ProPatria di Milano, poi è passato a Pavia, dove è rimasto tre anni. In gioventù ha collezionato alcuni successi: dopo i primi quattro anni di attività agonistica, si è classificato al terzo posto al campionato italiano Junior. Dopo l’ingresso nella nazionale Junior, ha partecipato a qualche gara in coppa Europa. Qualche rallentamento nelle prestazioni è arrivato con l’Under23: “C’erano alcuni problemi a livello di federazione e io con lo studio mi allenavo meno rispetto ai coetanei. Riuscivo a rimanere nel gruppo, ma mai a fare una bella gara”.



Lo scorso anno anno è approdato in Valdigne, una società valdostana. Terminati gli impegni universitari, è riuscito a riacquistare uno spazio che gli è valso la medaglia d’oro. Con il cambio di maglia e di allenatore - oggi Paolo Riva - ha aggiunto un nuovo interesse, il triathlon Cross che sostituisce la gara in bicicletta con quella in mountain bike. “Ho riscoperto la bici che usavo quando facevo le gare alle elementari e mi sto divertendo parecchio. Le gare su strada erano diventate più monotone. Nel cross, invece, ci si gioca tutto fino in fondo: ognuno gareggia per proprio conto e ci sono distacchi più ampi, persino di minuti” ha aggiunto.
Lo scorso 15 maggio ha vinto, a Sestri Levante, il campionato italiano di Triathlon Cross Country. “Questa vittoria ha significato tanto per me dopo il podio che avevo conquistato da Junior e senza risultati importanti per tanti anni - ha sottolineato - A seguito della pandemia, le gare si svolgono a cronometro, quindi finché non arrivano quasi tutti non si sa con certezza chi è il vincitore. Non ho potuto gustarmi l’ultimo pezzo, nonostante fossi davanti e pensavo, ma non avevo la certezza, di aver vinto. È mancato l’arrivo trionfale. L’unica pecca è stata questa: mi è sempre piaciuta l’idea di arrivare e tagliare lo striscione, che quest’anno non c’era. Mi spronerà per l’anno prossimo”.



Un mese fa, ad una gara di Xterra in un circuito internazionale avvenuta a Toscolano Maderno, è rimasto fuori dal podio per un soffio: ha chiuso la gara in quarta posizione. Era una short treck, una gara corta con qualifiche al mattino e poi la competizione al pomeriggio, con una diretta anche in televisione.
Al di là dei risultati, il triathlon è una disciplina che richiede parecchio tempo, ma lui si è abituato sin da ragazzino. “Mi alleno 4-5 volte alla settimana a nuoto, la mattina alterno bici e corsa per un totale di circa 20 ore a settimana. Quando studiavo avevo meno tempo, ma ho sempre fatto così: dalle medie sono abituato ad andare a scuola e, appena uscito, ad allenarmi. La mia giornata tipo è questa: ormai fa parte della mia routine”.
La stagione di gare inizia a febbraio marzo e finisce a ottobre. Dopo alcune settimane di riposo, Michele sfrutta la pausa dei mesi più freddi per allenare gambe e braccia. Intanto, mantiene la continuità con le gare singole di nuoto e corsa: “Aiutano a livello di allenamento e poi ti fanno sentire l’adrenalina”.
Negli anni, ci sono stati parecchi cambiamenti: “Il nuoto è lo sport con il quale ho faticato maggiormente, nonostante sia quello dei tre che mi è viene abbastanza bene - ha proseguito - Ho sempre fatto più fatica ad allenarmi perché preferisco stare in compagnia e non rimanere in vasca da solo per fare avanti e indietro. Attualmente, però, lo pratico volentieri perchè mi trovo bene con i ragazzi e l’allenatore Stefano Rigamonti della piscina di Barzanò. Da quest’anno la parte che preferisco è la mountain bike: mi piace uscire, andare nei boschi, fare le discese. Spesso la domenica mi riservo tre-quattro ore di tempo per un allenamento più lungo”.



La stagione ora prosegue con altre gare che Michele affronterà come preparazione a due obiettivi per lui più importanti: i campionati europei di XTerra che si svolgeranno a fine agosto in Germania e l’europeo di triathlon Cross, atteso il 24 settembre a Molveno, in Alto Adige. Quest’appuntamento è su convocazione, mentre salterà la gara mondiale, annullata a causa della pandemia. “In questo momento sono ansioso di organizzare l’estate - ha rivelato - Alla gara di fine agosto non manca molto tempo. Il 18 luglio farò in Italia un'altra gara di XTerra: a quel punto avrò solo un mese per preparare tutto. Cercherò di preparare bene entrambi gli appuntamenti: essendo a un mese l’una dall’altra, devo cercare di avere due picchi di forma per quel periodo”.
Michela Mauri
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