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Scritto Domenica 27 giugno 2021 alle 10:03

Oggiono: sarebbe un grave errore uscire da Retesalute!

Germano Bosisio
Leggo su Casate/Merateonline che il mio sindaco ha preannunciato, durante la recentissima Assemblea dei Soci di Retesalute, l'uscita del Comune di Oggiono da questa preziosa seppur martoriata Azienda Pubblica Consortile.
Non mi stupisce che l'abbia fatto elencando sinteticamente anche alcuni motivi che sarebbero alla base di questa importante scelta, anticipata rispetto ad una ben più ampia trattazione su questo tema che dovrebbe avvenire lunedì 28/6 in Consiglio Comunale.
Mi stupisce invece che non si sia colto da parte di questa Amministrazione quello che considero il cuore di questa vicenda: l'importanza dirimente del modello dell'Azienda Speciale di Diritto Pubblico (non a scopo di lucro) di cui Retesalute è qualificante espressione nella gestione/erogazione dei Servizi alla Persona, a cui anche Oggiono aveva aderito nel 2019.
Rete Salute è un ente, un consorzio di Comuni (27), per mezzo del quale vengono erogati i servizi socio-assistenziali, socio-educativi e socio-sanitari ai propri cittadini. I Comuni, per ottimizzare i servizi e ridurre i costi, si erano da tempo consorziati per erogare servizi essenziali alle fasce deboli e ai più bisognosi, ad esempio, i disoccupati, le famiglie indigenti, i disabili.
Intendiamoci ogni opinione è legittima e rispettabile ma al contempo dietro ogni scelta, specie di questa portata e valenza sociale, si può intuire la “cultura politica” di chi la compie.
Non sto ulteriormente a sviscerare i motivi che dovrebbero, non solo a mio avviso, essere alla base del mantenimento di una qualificante adesione, una vera e propria “scelta di campo”, nella gestione dei servizi di primario interesse pubblico, come del resto ho ampiamente argomentato in miei precedenti contributi pubblici (per approfondire vedere link sottostanti di alcuni di questi articoli, in ordine temporale crescente).
Quello che qui mi preme fare è un appello a tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza perché la preannunciata discussione in Consiglio Comunale possa realmente costituire un momento di approfondita consapevolezza sui pro e contro di questa scelta a partire dalle motivazioni addotte, comunque con apprezzabile correttezza, dal sindaco Narciso.
In particolare come queste motivazioni siano congrue e compatibili con la posizione di altri Comuni dell'Oggionese (Ello, Sirone e Nibionno), che sembrerebbero orientati a mantenere la loro adesione a Retesalute. Ecco, ad esempio, uno dei passaggi dell'intervento del sindaco riportato integralmente sui siti sopra evidenziati:
“E’ invece una scelta che viene da una riflessione più a lungo termine: in questi due anni ci siamo resi conto che il fatto di appartenere ad un Ambito, quello di Lecco, e nel contempo essere soci dell’Ente strumentale di un altro Ambito comporta, per un Comune delle nostre dimensioni, una serie di difficoltà nella gestione quotidiana dei servizi. E non ci permette di esercitare a pieno titolo il ruolo che riteniamo che il nostro Comune debba avere sui tavoli della programmazione territoriale”.
Quali sarebbero queste “difficoltà nella gestione quotidiana dei servizi” e perché non ci permetterebbero di “esercitare a pieno titolo il ruolo che riteniamo che il nostro Comune debba avere sui tavoli della programmazione territoriale” rispetto a quanto potenzialmente esercitabile da Oggiono congiuntamente ai Comuni dell'Oggionese sopra riportati?
Ma soprattutto perché preannunciare ora, in un momento delicatissimo per Retesalute per le note vicende in corso, questo percorso di sganciamento per aderire molto probabilmente all'Impresa sociale “Il Girasole” a componente mista pubblico/privata (per meglio dire privato/pubblico, visto il peso maggioritario della componente del cosiddetto “privato/sociale”)?
Spero perlomeno che la comparazione tra le due possibili “scelte  di campo” sia oggetto di un'attenta valutazione da parte non solo di tutti i Consiglieri ma dell'intera Cittadinanza. Del resto sono sotto gli occhi di tutti, specie in Lombardia, le conseguenze dell'impoverimento del ruolo precipuo del “pubblico” in settori primari delicatissimi per la Collettività.
Non giova di certo aver registrato che tali aspetti non siano stati neppure presi in considerazione sia dalla maggioranza che dalle minoranze durante i dibattiti delle precedenti sedute consiliari dedicate a questi dirimenti temi, tutt'altro che fumosi viste certe possibili conseguenze.
Occorrerebbe un supplemento di “sensibilità politica” che vada ben oltre il fatto contingente delle convenienze del momento e che sappia rimettere nell'ordine d'importanza più generale la questione di un qualificato ruolo “pubblico” anche nei servizi direttamente o indirettamente gestiti dagli Enti locali. Spero quindi che questa preannunciata grave scelta sia perlomeno rimessa in discussione.

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Germano Bosisio
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