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Scritto Giovedì 01 luglio 2021 alle 16:44

Oggiono: abbandonare Retesalute, una scelta di campo 'miope'

Nessuno ha il monopolio della verità e del buon senso ma sconcerta l'unanimismo del Consiglio Comunale di Oggiono, svoltosi lunedì sera, relativo l'abbandono dell'Azienda Speciale Consortile di Diritto Pubblico Retesalute e l'imbocco di un percorso di affidamento dei servizi alla Persona  all'Impresa Sociale “Il Girasole”.
Il buon senso infatti si dovrebbe misurare rispetto a valori e prassi maggiormente condivise ma non sempre ciò può in automatico coincidere con l'effettivo interesse collettivo invece che con un conformismo culturale.
Infatti se i parametri di riferimento fossero realmente, come esposto nel dibattito, i presunti vantaggi economici per il proprio Comune (in questo caso ancora invece da compiutamente dimostrare) o quelli di un maggior peso (altrettanto da dimostrare) per il proprio Comune all'interno di “consorzi e ambiti” più grandi come quelli territoriali, allora si potrebbe anche dire che la scelta operata all'unanimità sarebbe di buon senso.
Ma se la scelta di fatto perdesse di vista anche gli interessi collettivi più ampi come ad esempio il mantenimento delle funzioni di primari servizi come quelli alla Persona in capo allo Stato che , attraverso gli Enti locali, dovrebbe garantire direttamente ai propri cittadini, specie a quelli svantaggiati, allora l'invocato buon senso perlomeno diventerebbe opinabile.
In caso contrario perlomeno si dovrebbero dimostrare circostanziatamente e comparativamente quelli che vengono definiti i vantaggi economici che, in questo caso, produrrebbe l'ingresso in “Girasole” indicando i costi complessivi, e non solo alcune voci di essi, afferenti a tutti i servizi gestiti.  Anche perché è risaputo che una delle maggiori cause del “buco” di bilancio prodotto in Retesalute siano state le tariffe al di sotto del loro prezzo di costo. A livello economico si dovrebbe quindi mettere semplicemente a confronto la sommatoria a regime dei costi di Retesalute con i corrispettivi di “Girasole”.
Non mi sembra che ciò sia emerso durante il pur articolato dibattito in Consiglio Comunale, ne che tale questione sia stata posta da alcun consigliere.
Riguardo al presunto maggior “peso” d'indirizzo e controllo esercitabile nella programmazione dell' Ambito lecchese e in “Girasole” come argomentato nella articolata e puntuale esposizione del Vicesindaco Negri, non si è sciolto l'interrogativo del perché lo stesso peso non sarebbe potuto essere esercitato nell'Ambito meratese/casatese a cui afferisce Retesalute col concorso degli altri 3 Comuni dell'Oggionese (Ello, Sirone e Nibionno), che non risulta abbiano intrapreso un percorso di dissociazione dall'Azienda Speciale di Diritto Pubblico.
Di fatto, pur nel rispetto delle opinioni di tutti, mi sembra che si sia persa l'occasione di comparare in profondità e con dati completi le due scelte proprio anche circa quei parametri evidenziati nel corso del dibattito.
Ma l'aspetto più stridente, non solo a mio avviso, è stato ancora una volta quel non aver potuto  neppure registrare un minimo accenno da parte di alcun consigliere alla questione più importante e direi dirimente : la “scelta di campo” sottesa ai 2 “modelli” che vede in Retesalute un baluardo della gestione pubblica e senza scopo di lucro e di quella di “Mercato” ( in qualche modo di lucro e con un peso maggiore nel CdA del “Privato sociale” rispetto a quello dei Comuni) di “Girasole”. Una scelta che avrebbe dovuto andare ben oltre le critiche condizioni attuali di Retesalute e che invece rischia, anche per mano del comune di Oggiono, di contribuire a far buttare il bambino (il modello dell'Azienda Speciale) con l'acqua sporca (la malagestio contabile da non confondere  con  la riconosciuta e riscontrata eccellenza qualitativa dei servizi alla Persona gestiti da Retesalute).
Proprio per questo risulta assai stonata la “vicinanza” espressa dalla consigliera Acerbi alle maestranze di Retesalute, che vedono seriamente minacciati e resi precari i loro qualificati professionali posti di lavoro. Come anche risulta anacronistica, per non dire peggio, la non partecipazione al voto da parte del consigliere Ferrari, peraltro protagonista di un' altrettanto presunta strumentale difesa d'ufficio nei confronti dei cittadini Italiani nell'assegnazione degli appezzamenti pubblici ad uso orto riguardante uno degli altri punti all'ordine del giorno del Consiglio.
Come anche è suonato purtroppo come “qualificante” in senso negativo la dichiarazione di voto della maggioranza, che ha di fatto sancito la decisione unanime dei presenti dell'uscita da Retesalute. Decisione sottolineata dall'intervento definito coerente con la visione sempre espressa dalla lista di maggioranza.
Ma la “cultura e la sensibilità politica”, non solo della maggioranza ma dell'intero Consiglio Comunale, prescinde da considerazioni che vadano oltre le contingenti convenienze ma sottenda una visione valoriale più ampia sul ruolo degli Enti pubblici che sempre più rischiano di delegare ai “privati” o a modelli “privatistici” ( con relativi rischi) la gestione di primari servizi per la Collettività ?
Germano Bosisio
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