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Scritto Venerdì 09 luglio 2021 alle 19:26

Casatenovo: su Vismara Galbiati chiede l'intervento di giunta regionale e Ministero

''C'è grande attenzione al futuro del salumificio Vismara da parte dell'amministrazione comunale di Casatenovo''. Lo ha ribadito ieri il sindaco Filippo Galbiati, prendendo parte all'audizione - in IV Commissione Attività produttive di Regione Lombardia - convocata per fare il punto in merito alla situazione dell'azienda di Cascina Sant'Anna.
Alla presenza dei rappresentanti della proprietà (fra cui Lisa Ferrarini) del commissario giudiziale dr.Franco Cadoppi e delle organizzazioni sindacali, il primo cittadino ha chiesto che la delicata questione venga portata all'attenzione - come già avvenuto in passato - del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e della giunta regionale.

Il sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati

Se l'andamento produttivo sta dando da tempo segnali positivi per il salumificio di Casatenovo, la vera preoccupazione risiede nelle decisioni che dovrà assumere l'autorità giudiziaria. In primis nell'esito del concordato che riguarda l'azienda Ferrarini. Da quest'ultimo dipendono infatti le sorti della realtà casatese.
Due le strade, come le parti in causa. La prima è quella del gruppo Pini e della partecipata statale Amco (il ''cavallo'' gradito anche dalla proprietà, che con il colosso valtellinese ha instaurato rapporti commerciali da oltre due anni). C'è poi la cordata concorrente, messa in piedi dai creditori Banca Intesa e Unicredit - ostile alla continuità del salumificio Vismara - che vede la partecipazione di Gsi-Bonterre, Opas e Hp.
E' su questo aspetto che si stanno concentrando le maggiori preoccupazioni di enti e lavoratori. Il piano concordatario presentato dalla cordata emiliana non prevederebbe la continuità produttiva di Casatenovo, con pesanti ripercussioni su centinaia di lavoratori e sulle loro famiglie.
C'è poi un secondo aspetto, che riguarda il concordato Vismara, già omologato, ma sul quale pende un ricorso presentato da Spienergy, società spezzina che commercializza gas ed energia elettrica, nonchè creditore delle aziende della galassia Ferrarini. La prossima settimana, in Appello, il tribunale di Bologna si esprimerà sulla fondatezza dello stesso; una pronuncia che sta generando comprensibile attesa nelle parti.

Da parte delle sigle sindacali lecchesi (Fai-Cisl e Flai-Cgil) c'è cauto ottimismo a livello generale sulle varie questioni aperte. Si guarda con fiducia alla proposta concordataria di Ferrarini (quella del gruppo Pini tanto per intenderci): l'unica che garantisce un futuro al salumificio casatese, che ad oggi gode di discreta salute, perlomeno per quel che riguarda la produttività.
Intanto, l'attenzione è tutta rivolta agli oltre centosessanta lavoratori del salumificio casatese, come giustamente ha rilevato anche l'amministrazione comunale che ieri all'audizione era presente insieme ai rappresentanti della Provincia di Lecco e ai consiglieri regionali Raffaele Straniero e Mauro Piazza.
''Senza voler entrare nel merito della decisione del tribunale, la priorità delle istituzioni deve essere quella di mantenere il sito produttivo e i livelli occupazionali'' ci ha detto Galbiati, ricordando il documento condiviso nei mesi scorsi in consiglio comunale a sostegno del salumificio che ha fatto la storia dell'economia locale. ''Ci siamo resi disponibili a riportare il tema all'attenzione della conferenza capigruppo, ma serve il coinvolgimento della giunta regionale e del Ministero. La questione non riguarda soltanto Casatenovo, ma l'economia di Lombardia e di Emilia Romagna, proprio per questo motivo la discussione deve essere portata sui tavoli del MISE. La priorità di tutte le istituzioni, al di là delle decisioni assunte dal tribunale, deve essere il mantenimento del salumificio a Casatenovo''.
G.C.
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