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Scritto Martedì 20 luglio 2021 alle 07:56

Casatenovo: svastiche naziste e resti di bivacchi e falò nella valle del Pegorino

Svastiche naziste e scritte inneggianti a Hitler nella valle del Pegorino a Casatenovo. Una scoperta inquietante, che risale ormai a inizio mese, quando alcuni escursionisti in transito a piedi per i sentieri che si snodano da Cascina Rancate verso Correzzana, hanno avvistato per caso i resti di un bivacco allestito all'interno del letto di un affluente (in secca) del più noto corso d'acqua che segna il confine fra il territorio lecchese e quello monzese.

Alcune delle scritte sui sassi nel greto del rio scelto da ignoti come punto di ritrovo

Una zona un poco defilata, ma non per questo inaccessibile; ci è voluto poco infatti, per notare quei simboli, disegnati con delle bombolette spray di colore azzurro su diversi massi nel greto del torrente.
A pochi passi poi, i resti di due falò e la scritta inquietante ''forni'', con una freccia che indica la direzione dei punti in cui era stato acceso il fuoco.

Ad un primo sguardo la zona sembra essere stata scelta quale punto di ritrovo, non occasionale, da un gruppo di ignoti, probabilmente di giovane età a giudicare da alcuni resti di cibo ancora visibili.

Carte di caramelle, bottiglie d'acqua vuote, involucri contenenti snack delle più note marche commerciali sono disseminati nel letto del torrente in secca, all'interno del quale sono state anche allestite delle pseudo tende avvalendosi delle ''canne'' del granoturco tagliate da un campo nelle vicinanze. E poi un pallet in legno, con alcune parti dipinte di rosso e un cerchio concentrico disegnato sulla corteccia di uno degli alberi.

Resta il mistero su orari e modalità del ritrovo, che avviene (o è avvenuto, questo non è dato sapere) forse in orario serale, senza escludere che il posto possa essere stato raggiunto con un veicolo, considerando la non immediata vicinanza all'abitato di Rancate.

Sradicati, probabilmente dalla stessa mano, anche i pali e le frecce della segnaletica montati anni fa dai volontari delle associazioni che si occupano di valorizzare il territorio casatese.

Insomma, uno scenario inquietante, un punto di ritrovo allestito da ignoti, sul quale tuttavia si sono già accesi i riflettori da parte delle locali forze dell'ordine.
G.C.
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