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Scritto Martedì 20 luglio 2021 alle 16:04

Bevera: centauro morì per le conseguenze dello scontro con una vettura. Condannato ad un anno, un mese e dieci giorni l'autista

Un anno, un mese e dieci giorni. E' la condanna inflitta stamani - in abbreviato - dal giudice per le udienze preliminari Salvatore Catalano nei confronti del 28enne conducente della Ford Fiesta che nel pomeriggio di Ferragosto di tre anni fa era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale a Bevera di Castello Brianza.
Un violento scontro con una motocicletta avvenuto nei pressi del santuario mariano, a seguito del quale ad avere la peggio era stato Marco Stucchi, 41enne che si trovava in sella alla due ruote. Finito rovinosamente sull'asfalto, il viganese originario di Sulbiate, in provincia di Monza, era stato elitrasportato in codice rosso all'ospedale di Varese. Rimasto ricoverato in condizioni disperate per diversi mesi, lo scorso anno ne era stato dichiarato il decesso.

Un paio di immagini scattate sull'incidente occorso a Ferragosto 2018 a Bevera

Secondo quanto era emerso nell'immediatezza dei fatti la Bmw avrebbe tamponato la parte posteriore sinistra della Fiesta. Quest'ultima procedeva verso Lecco quando, giunta all'altezza dell'impresa edile Cesa, si sarebbe avvicinata al centro della carreggiata per svoltare a sinistra. L'impatto fra i due mezzi - che viaggiavano nella stessa direzione - era stato inevitabile, con il motociclista finito violentemente a terra; il conducente della Fiesta invece, aveva perso il controllo del mezzo che si era schiantato contro il cancello a protezione dell'azienda e della limitrofa abitazione che stava raggiungendo.
I carabinieri della stazione di Brivio, occupatisi dei rilievi, avevano trasmesso gli atti alla Procura, con l'apertura di un fascicolo d'indagine - per l'ipotesi di reato di lesioni stradali - a carico del ragazzo alla guida dell'auto.
Il sostituto procuratore Silvia Zannini aveva chiesto l'archiviazione non ravvisando evidentemente colpe nella condotta dell'autista della Fiesta. Una versione che però non aveva convinto i familiari del centauro che - tramite l'avvocato Stefania Brambilla del foro di Lecco - avevano prodotto una consulenza in grado di mettere in discussione quanto emerso dalla ricostruzione del sinistro, presentando così opposizione alla richiesta di archiviazione.
Il gup Paolo Salvatore aveva restituito gli atti al pubblico ministero Andrea Figoni (nel frattempo cambiato, stante il trasferimento a Parma della dottoressa Zannini ndr) concedendo sei mesi di tempo per la redazione di una perizia cinematica in grado di ricostruire con esattezza lo stato dei luoghi, il punto d'impatto tra i mezzi e più in generale la dinamica di un sinistro nel quale ha perso la vita un giovane uomo e che ha stravolto la sua famiglia.

Le risultanze dell'indagine condotta hanno così portato nei mesi scorsi alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura nei confronti di Mattia P., 28enne residente a La Valletta Brianza, imputato per omicidio stradale stante l'avvenuto decesso del motociclista.
Stamani l'udienza preliminare celebrata al cospetto del giudice Salvatore Catalano, che ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria. Presenti in Aula anche gli avvocati Stefania Brambilla e Marco Rigamonti, in rappresentanza dei familiari del motociclista. Mancava invece l'imputato che - tramite i suoi legali - aveva scelto di avvalersi del rito abbreviato.
Un anno, un mese e dieci giorni (con il beneficio della pena sospesa e il riconoscimento di un'attenuante) la condanna a suo carico sentenziata dal giudice Catalano, che ha altresì stabilito la corresponsione di una provvisionale ai familiari del motociclista deceduto da quantificare in sede civile, oltre alla sospensione della patente di guida per la durata di un anno.
G.C.
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