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Scritto Domenica 25 luglio 2021 alle 16:14

Missaglia: in basilica la 1^ Messa da presbitero di Padre Dominic, atteso dalla missione in Giappone

Festa grande in chiesa a Missaglia nella mattinata di domenica 25 luglio, dove i fedeli si sono raccolti numerosi per salutare e festeggiare Padre Dominic Richard Dafader per la sua ordinazione presbiterale, tenutasi nei giorni scorsi a Monza alla presenza dell'Arcivescovo mons. Mario Delpini, e che si ripeterà anche nelle prossime settimane - Covid permettendo - nella sua terra d’origine. Il religioso, missionario del Pime e nativo di Our Lady of Sorrows in Bangladesh, negli ultimi due anni ha supportato le attività oratoriane nella comunità pastorale Maria SS. Regina dei Martiri, e in particolare all’interno della parrocchia dei SS. Faustino e Giovita di Maresso dove ha dato un contributo significativo ai sacerdoti.





Inizialmente, Padre Dominic sarebbe dovuto partire per il suo Paese d’origine per essere ordinato alla fine del mese di agosto per poi trasferirsi in Giappone, sua prima terra di missione, ma le rinnovate condizioni di emergenza sanitaria in Asia hanno stravolto questi piani. Diventato presbitero, dovrà comunque lasciare la comunità di Missaglia, Lomaniga e Maresso, artefice nei giorni scorsi di una colletta che gli è stata consegnata per sostenere le spese legate ai festeggiamenti e per la sua nuova missione nipponica.





L’ultima domenica di luglio è stata perciò l’occasione per celebrare la sua prima messa solenne nella basilica di Missaglia, alla presenza dei confratelli del Pime con il rettore Padre Luigi Bonalume, dei sacerdoti della comunità pastorale di Sovico, Biassono e Macherio nella quale era stato accolto, nonchè del sindaco Bruno Crippa e dell’assessore alla cultura Donatella Diacci, oltre che ovviamente dei religiosi locali, con il parroco don Bruno Perego, don Andrea Scaltritti, don Stanislao Brivio e don Guido Limonta. Proprio don Bruno ha esordito all’inizio della celebrazione ricordando che la vocazione sacerdotale di Padre Dominic deriva da un’intima chiamata di Dio a costruire la sua vita attorno alla Parola di Cristo e a trasmetterla ai popoli.





“Non abbiamo la pretesa di fare una grande festa come il tuo popolo in Bangladesh - ha affermato commosso il parroco - ma vorremmo lo stesso che ti arrivasse il nostro ringraziamento per questi anni insieme e soprattutto per esserti reso disponibile a rispondere alla chiamata di Dio a portare a compimento la sua opera”. Dopo la lettura del Vangelo da parte del seminarista del Pime Gregorio Ba Oo, la parola è tornata a don Bruno per l’omelia, nella quale l’attenzione è stata rivolta completamente alla bellezza, ma anche alle difficoltà del ministero affidato a Padre Dominic.




“Il primo pensiero che voglio regalarti è proprio quello che riguarda la scelta di Dio di accoglierti e di riporre fiducia in te come suo servitore, perché il Signore non parla mai a vanvera, nemmeno nei vangeli, e questa decisione fa quindi parte della sua volontà. Il secondo pensiero che spero possa aiutarti nel tuo cammino è che il sacerdote, in quanto educatore, più che dare risposte dovrebbe concentrarsi nel porre domande di senso, profonde, essenziali e fondamentali come Gesù ha fatto con i suoi discepoli. Il sacerdozio non è però una strada in discesa, caro Padre Dominic, infatti ci saranno momenti in cui ti sembrerà che la tua esistenza ti stia sfuggendo di mano e che non ci sia nulla che tu possa fare per fermarla. Ma ricordati sempre delle parole di Gesù, il quale diceva che chi perderà la vita per causa sua o del Vangelo in realtà si salverà. Grazie al Signore saprai sempre per chi e per cosa stai perdendo la tua vita. Il tuo compito sarà quello di fare in modo che Dio parli attraversi di te, e attraverso te operi e agisca, Dopo 50 anni di sacerdozio posso affermare che Dio non imbroglia, che non serve preoccuparsi di cosa lasciamo se abbiamo fiducia in Lui e nel fatto che quello che troveremo fa esattamente parte del progetto che Lui ha pensato per noi”.




Dopo la benedizione finale di Padre Dominic, il neo-presbitero ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno sostenuto nel proprio percorso iniziando proprio con Dio, che ha definito come l’origine della propria vita. “Grazie ai miei genitori per il sostegno e l’incoraggiamento: loro mi aspettavano in Bangladesh ma la situazione pandemica non lo ha permesso. Grazie a questa comunità pastorale per questi due anni in cui mi avete mostrato la bellezza di essere prete e ho potuto fare esperienza tra tutti voi. Grazie a don Giuseppe, parroco di Sovico, e grazie a tutti gli altri preti della comunità pastorale di Biassono, Macherio e Sovico perché con voi ho imparato molte delle cose che spero potranno aiutarmi anche per il prossimo capitolo della mia vita. Grazie al Superiore Padre Ferruccio Brambillasca, al rettore del Pime, Padre Luigi Bonalume, a tutti gli altri miei confratelli, i miei compagni di viaggio che hanno fatto parte della mia vocazione ogni giorno e che mi hanno insegnato l’amore e la pazienza, oltre che a tutte le suore qui presenti".



"In questi anni ho capito cosa significa essere pastori di una comunità, ho imparato ad essere fedele nella preghiera e ho donato me stesso all’amore di Dio e alla Chiesa, e tutti voi siete stati degli esempi di vita sacerdotale: ciò che sono oggi è anche grazie alla vostra presenza passata e presente” ha concluso con commozione padre Dominic, rivolgendo poi delle parole in bengalese ai propri genitori collegati in videoconferenza per seguire l’intero evento.



L’ultimo a prendere la parola è stato il sindaco Bruno Crippa, il quale ha sottolineato il coraggio del religioso nell’intraprendere la sua missione, augurandogli un percorso sereno e ricco di soddisfazioni. Alla celebrazione eucaristica ha infine fatto seguito un piccolo concerto di strumenti bengalesi sul piazzale della basilica e un pranzo in onore del festeggiato presso il salone polivalente dell’oratorio di Missaglia.
M.B.
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