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Scritto Martedì 20 luglio 2010 alle 17:36

Per l'acqua pubblica 1 milione e 400mila firme. Lombardia e Lecco prime fra regioni e province

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Sono tornati ieri sera da Roma dopo aver consegnato in Corte di Cassazione quasi un milione e mezzo di firme contro la privatizzazione dell'acqua. E all'indomani di quest'atto conclusivo della campagna referendaria cominciata lo scorso 25 aprile i referenti provinciale, Tiziana Rinaldi, e regionale, Roberto Fumagalli, hanno commentato un risultato davvero incredibile, che vede la Lombardia al primo posto nella graduatoria nazionale per il numero di firme raccolte e la provincia di Lecco prima in base al rapporto numero di firme e numero di abitanti.

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Foto di gruppo del comitato

I numeri parlano chiaro. In meno di 3 mesi in provincia di Lecco sono stati completati 412 moduli, 12.349 (di cui circa il 95% certificate) le firme raccolte. Su 311.452 cittadini residenti ben 11.091 residenti hanno firmato, 1.258 invece le firme dei non residenti, per un totale di 448 comuni di provenienza; 110 banchetti organizzati a copertura di 41 comuni (su 90) e 120 volontari al lavoro.
Il maggior numero di firme è stato raccolto a Lecco (3.045), seguita dalle firme raccolte dalla Cgil (1.550) e dal comune di Oggiono (944). Alto il numero di firme raccolte anche da Mandello (604), Barzanò (586) e Casatenovo (501).

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Roberto Fumagalli referente regionale del comitato mentre parla a Roma

Numeri davvero inattesi secondo la referente provinciale Tiziana Rinaldi. "Si tratta di un risultato strepitoso: 1 milione 401 mila 432 firme raccolte, da moltiplicare per i tre quesiti referendari, significa una vera e propria montagna di moduli. A livello provinciale l'obiettivo iniziale era di 4 mila firme e ne abbiano raccolte 12.349, vale a dire che abbiamo quasi triplicato l'obiettivo. Come provincia è uno dei migliori risultati e secondo me bisogna sottolineare il fatto che siamo riusciti a garantire una copertura di 41 comuni su 90, se avessimo avuto a disposizione maggiori forze il risultato sarebbe stato addirittura maggiore. Un successo reso possibile grazie al lavoro svolto da associazioni e all'impegno di coloro che si sono messi disposizione: si è trattato di un grande momento di democrazia partecipata e la gente ha aderito perchà© sente il problema sulla propria pelle. Ci auguriamo che le forze politiche facciano una riflessione".

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Grande soddisfazione anche per il referente provinciale Roberto Fumagalli. "La campagna referendaria ha raccolto 1 milione 400 mila firme. Non è mai successo in Italia che una campagna referendaria superasse il milione di firme, è un risultato storico. Il dato lecchese inoltre si distingue sia a livello regionale che nazionale. La Lombardia con oltre 230 mila firme raccolte occupa il primo posto nella graduatoria nazionale e conferma che anche nella nostra regione, che può vantare modelli efficienti ed economici di gestione pubblica dei servizi idrici i cittadini non vogliono che la conduzione di un servizio vitale qual è l'acqua finisca nella mani della speculazione finanziaria".
Il referente regionale ha infatti messo in guardia contro il rischio concreto che la gestione degli acquedotti finisca nelle mani dei privati se scattasse l'obbligo di gara europea così come previsto dal Decreto Ronchi,.
"A Milano la gestione è pubblica ed è ottima" ha proseguito Fumagalli "le perdite sono sotto il 10% quando la media europea si assesta attorno al 30-40%, anche il costo della tariffa è il più basso d'Europa grazie alla gestione pubblica: 50 cent/mc. Ma gli acquedotti rendono e in quanto tali sono appetibili. Attualmente l'acquedotto di Milano è in attivo, fa utili che vengono reinvestiti nel miglioramento delle reti. Perchà© darli in mano a un privato?".

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Marco Bersani e Alex Zanotelli tra colleghi conosciuti a Arezzo

Positivo anche il giudizio di Giorgio Carnicella di Cgil, membro attivo del Comitato. "Abbiamo aderito al comitato condividendo fin dall'inizio il principio per cui l'acqua è un diritto universale e deve rimanere un bene pubblico, spesso infatti le operazioni di liberalizzazione sono servite semplicemente a trasformare un monopolio pubblico in un monopolio privato. Come dice lo slogan: "Si scrive acqua ma si legge democrazia". Quest'esperienza ha visto la partecipazione attiva di volontari e associazioni di estrazioni differenti, aspetto che dà  un valore aggiunto di democrazia. L'imbarazzo è che la politica spesso non tiene conto di questo coinvolgimento della gente".
"Vorrei ringraziare il comitato per lo straordinario lavoro di partecipazione" ha aggiunto Marco Baleari, Funzione Pubblica Cgil. "Per noi è una grande soddisfazione aver contribuito a questo risultato storico. Adesso l'auspicio è che in primavera la gente vada a votare, sperando che nel frattempo il governo non faccia applicare i provvedimenti relativi alle scadenze alla fine dell'anno. Se queste adesioni sul tema dell'acqua si avranno anche relativamente ad altri servizi credo che daremo una svolta significativa a questo paese".
Adesso la prossima importantissima sfida sarà  quella di portare alle urne 25 milioni di italiani per il referendum, previsto per la primavera 2011. Un risultato raggiungibile? Il Comitato si è dichiarato ottimista, per ora le premesse sembrano far ben sperare.
Marta Mazzolari
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