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Scritto Domenica 19 settembre 2021 alle 22:10

Viaggio in Brianza/22: tappa a Barzago in visita alla parrocchiale di San Bartolomeo

In questa nuova tappa del nostro Viaggio in Brianza vi vogliamo portare alla scoperta di una delle parrocchiali del nostro territorio che, come tutte, ha una sua storia che è bene ricordare e conoscere: la chiesa di San Bartolomeo di Barzago. Grazie alla preziosa guida di Italo Allegri abbiamo potuto apprezzare le meraviglie di questo tempio che per quanto sotto gli occhi di tutti, nasconde una storia antichissima.

LE ORIGINI DELLA CHIESA DI SAN BARTOLOMEO
Le origini della chiesa risalgono ai primi secoli dopo l'anno mille, quando si ebbe una ripresa delle attività produttive in tutti i settori che portò all'aumento demografico e alla conseguente costruzione di chiese e cappelle che con il tempo, acquisiranno autonomia rispetto alle chiese pievane.
Le prime notizie della presenza della chiesa di San Bartolomeo a Barzago risalgono al Tredicesimo secolo, in un antico registro degli altari dedicati ai Santi venerati nelle varie chiese della Diocesi di Milano: il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani.
Come viene testimoniato da un atto notarile del 25 aprile 1454, la chiesa di San Bartolomeo acquisisce autonomia dalla Pieve di Missaglia, quando il beneficio dovuto ai possedimenti di Barzago, non è più destinato alla chiesa di San Vittore in Missaglia, bensì al sacerdote Don Giorgio Beretta (Georgius de Labereta). È comunque possibile che questa autonomia sia precedente all'atto notarile di metà Quattrocento, ma solo questo documento ne dà testimonianza.


LE VISITE PASTORALI: TESTIMONIANZE DELLO SVILUPPO DELLA CHIESA
Altre notizie relative alla chiesa di Barzago risalgono alla visita del primo delegato di San Carlo, il gesuita Padre Leonetto Chiavone, che nel novembre del 1567, si recò al villaggio che allora contava intorno alle trecento anime. Al suo arrivo trova una piccola chiesa, con un tetto di tegole e senza campanile, ma solo una campanella appesa fuori dal portale d'ingresso. All'interno Leonetto riporta la presenza di un l'altare dedicato a San Rocco, uno alla Beata Vergine oltre a quello di Bartolomeo.

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

In occasione di questa visita, l'emissario di San Carlo incontrò Giovanni Paolo Perego che si presentò a nome della frazione di Bevera per chiedere che la sua cascina fosse legata alla comunità di Barzago. Infatti Bevera era legata a San Vittore di Brianza (conosciuto anche come il Campanone) che distava diversi chilometri, rendendo spesso impossibile partecipare alle funzioni. La richiesta venne concessa sul posto da Padre Chiavone, poi confermata da San Carlo.
La successiva visita fatta di persona da San Carlo risale al 19 agosto 1571; quando l'allora Arcivescovo di Milano giunse a Barzago era tarda notte, venne quindi ospitato nella casa nobile di Giovanni Battista Isacchi. La mattina seguente si svolse la visita pastorale che rilevò una condizione invariata della chiesa rispetto a quanto descritto quattro anni prima dal suo inviato Padre Chiavone. Di questa chiesa quattrocentesca è arrivata a noi una piantina, realizzata nel 1578 in cui si possono riconoscere i tre altari già prima citati.

Questo primo edificio del Tredicesimo secolo venne abbattuto nel 1592 perché decadente, come testimoniato dal visitatore Giovanni Pietro Barchio. Al suo posto venne eretta una chiesa di maggiori dimensioni consacrata nell'ottobre 1603 dal Vescovo di Bobbio, Monsignor Francesco Cittadini, evento documentato dalla lapide marmorea che si può ritrovare oggi affissa sulla destra dell'ingresso.
In questo nuovo tempio, vennero realizzate due cappelle: una dedicata a San Rocco dove la Confraternita della Beata Vergine del Rosario aveva sede; una dedicata a San Sebastiano dove, per lascito testamentario del nobile Giovanni Battista Isacchi, i padri domenicani delle Grazie di Milano dovevano celebrare una messa quotidiana. Per svolgere questa mansione, veniva distaccata a Barzago una coppia di religiosi domenicani dal convento di San Giacomo di Casatenovo (una volta posto dove oggi si trova Villa Lattuada), che risiedevano a Barzago.
La nuova parrocchiale di San Bartolomeo è descritta nella pianta del 1649: osservandola possiamo riconoscere due cappelle contrapposte, il battistero in basso sul lato di settentrione ed il campanile a fianco del presbiterio. Inoltre, si può notare la presenza di un organo al centro della navata nord, ciò testimonia che già allora era in uso celebrare le messe cantate.


LA COSTRUZIONE DELL'ATTUALE PARROCCHIALE: DALLA FINE DEL SETTECENTO AI PRIMI DEL DUEMILA

Un secolo dopo, la comunità di Barzago intraprende la costruzione di un nuovo luogo di culto nel medesimo luogo del precedente. Dal febbraio del 1768 inizia la raccolta di fondi e di materiali per la costruzione della nuova chiesa i cui lavori iniziano nel 1778. La paternità dell'opera architettonica è da attribuite a Carlo Giovanni Sangalli, che sottoscrive la distinta delle pietre utilizzate per la realizzazione della facciata; nonostante il Sangalli non si sia mai qualificato come ingegnere o architetto, era conosciuto all'epoca per aver portato a compimento la costruzione della chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Brigida di Cassago.

Il cantiere per il campanile venne aperto il 3 giugno 1738, come indicato sulla prima pietra di costruzione della torre. Alta cinquanta metri ospita un concerto composto da otto campane ma, per la fabbrica del coro ossia presbiterio, abside, cupola, altare e qualche altro locale, l'inizio dei lavori si ebbe nel 1791, concludendo definitivamente la realizzazione della chiesa nel 1793 con l'esecuzione del ciclo decorativo.
La chiesa di Barzago, sottoposta ad opere di conservazione e di adeguamento secondo i nuovi canoni liturgici, venne consacrata il 20 novembre 1921 dal Cardinale Achille Ratti (eletto Papa qualche mese più tardi, nel febbraio 1922 con il nome di Pio XI), come indicato nella lapide affissa sopra a quella già citata del 1603.
Nella seconda metà del Novecento si ebbero importanti restauri all'interno della chiesa ed all'esterno, come il rifacimento della copertura. All'inizio del nuovo Millennio si è avuto l'ammodernamento del sagrato e del sistema di riscaldamento a piano pavimento, della rete di illuminazione ed il restauro di tutti gli affreschi e decorazioni interne, tra cui l'organo originale del 1841.


LA FACCIATA, IL SAGRATO E I DINTORNI DELLA CHIESA

La facciata della chiesa è in stile neoclassico. L'ordine superiore ospita un mosaico di San Bartolomeo Benedicente di autore ignoto posto negli anni Novanta che ricopre un precedente affresco oramai deteriorato ed irrecuperabile. Sopra all'odierno mosaico è posta una pietra con la funzione di chiave di volta su cui è incisa la data degli inizi dei lavori: 4 agosto 1778. In realtà la popolazione del paese si era già attivata da ben dieci anni raccogliendo sia offerte sia materiale da costruzione che veniva raccolto in quello che oggi è il sagrato della chiesa.
Quest'ultimo è stato realizzato nel 2001, prima ospitava un campo santo, oggi ricordato dalla colonna votiva posta nel 1917; sulla targa posta alla base di questo monumento si può trovare anche la data dell'ultima sepoltura effettuata nel vecchio cimitero: 1793.
Come è possibile notare guardandosi intorno, la chiesa di San Bartolomeo si trova in un luogo decentrato rispetto al centro abitato, questo perché nel Tredicesimo secolo il villaggio era molto fitto e sarebbe stato impossibile trovare lo spazio per costruire una chiesa tra le tante cascine. Si decise di costruirla sul limitare dell'abitato, lasciando la casa parrocchiale in paese, obbligando sacerdoti e fedeli ad una breve passeggiata per giungere al tempio.


IL PRESBITERIO E IL VENERATO CROCIFISSO
La pianta della chiesa si compone da una sola navata composta da tre campate che vanno a concludersi nel presbiterio. La disposizione attuale del presbiterio è opera dell'architetto don Gaetano Banfi ed è stata realizzata nel 1991, mentre il nuovo altare è stato consacrato nel febbraio 2001 da Monsignor Giovanni Giudici.
Nel tempietto, che sovrasta l'altare di fine Settecento, si conserva il Venerato Crocifisso che la tradizione vuole donato da San Carlo, per quanto questo fatto non sia attestato da fonti certe. Probabilmente il crocifisso si trovava inizialmente appeso sopra l'ingresso del presbiterio. A metà del Settecento venne restaurato ed al termine dell'intervento venne ricollocato in chiesa dopo una solenne processione. In questa occasione si manifestò una forte devozione per questo Crocifisso, testimoniate anche da dozzine di ex voto come racconta la tradizione popolare. Per favorire questa devozione, il Crocifisso fu posto in una cappella laterale nel 1783 dove vi rimase fino al 1942, quando per volontà del Cardinal Schuster venne posto nel tempietto sopra l'altare.

IL CICLO DI AFFRESCHI
Nel medaglione della cupola che sovrasta il presbiterio è rappresentata la proclamazione delle Beatitudini di Gaetano Bolla con i quattro evangelisti raffigurati nei pennacchi. Nella parete meridionale si può poi riconoscere la scena della "Discesa della Manna dal cielo" contrapposta sull'altra parete dalla "Ultima Cena", realizzate nel 1793 da Giovanni Maria Gariboldi.
Passando ora ad osservare la volta si possono vedere tre raffigurazioni riguardo la vita di San Bartolomeo: nella prima campata adiacente la facciata troviamo "L'Accusa di San Bartolomeo", nella campata adiacente al presbiterio si riconosce "Il Martirio di San Bartolomeo" mentre al centro della volta è rappresentato San Bartolomeo nella Gloria dei Santi. Intorno a quest'ultimo sono rappresentate quattro donne, tre delle quali rappresentano le tre Virtù Teologali (Fede, Speranza e Carità), mentre nel quarto, quello in basso a sinistra, è raffigurata una quarta fanciulla che rappresenta la Chiesa.
Una curiosità è rappresentata dalla coppia di piccole vetrate che si possono osservare dal centro della navata in alto sulle contrapposte pareti. Realizzata dai Fratelli Taragni di Bergamo istallate nel 1962; quella a destra rappresenta l'incoronazione del Crocifisso celebrata il 21 novembre 1921 dall'Arcivescovo Ratti.

LE CAPPELLE LATERALI
Procedendo in senso orario, diremo qualche parola sulle principali cappelle della chiesa di San Bartolomeo di Barzago.
A seguito della cappella dedicata al Fonte Battesimale, troviamo quella del Sacro Cuore di Gesù in cui è stato conservato il Crocifisso sino al 1942. Passando sul lato meridionale, troviamo la cappella di San Giuseppe dove è stata posta una dossale lignea (ovvero la decorazione che circonda la nicchia dell'altare) e la statua di San Giuseppe con Bambino acquistati nel 1798 dal Convento di Santa Maria della Misericordia di Missaglia che in quell'anno veniva abbandono dai religiosi per scacciati da Napoleone ed i suoi ordini di soppressione contro le proprietà della chiesa.
Anche la successiva cappella dedicata a Sant'Antonio da Padova è arredata con alcuni elementi provenienti dall'appena citato Convento di Missaglia, ma non la statua in legno del Santo acquistata nel 1748.

 

Per concludere questo breve ma importante approfondimento sulla chiesa di San Bartolomeo, tanto cara alla comunità di Barzago, ringraziando Italo Allegri per la sua preziosa consulenza, senza dimenticare Don Giovanni Colombo ed i sacrestani per la loro grande disponibilità.

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