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Scritto Martedì 05 ottobre 2021 alle 12:11

Casatenovo: identità sessuale fra stereotipi e verità nella serata di Cambia...Menti

Un incontro su identità, espressione di genere e non solo. Una serata per capire meglio chi siamo e come assumere un comportamento corretto verso chiunque. Erano questi alcuni dei temi dell'iniziativa dal titolo Conoscere per essere liber* organizzata dall'associazione Cambia...Menti e da Agedo (Associazione di genitori parenti e amici di persone omosessuali) con il patrocinio del Comune di Casatenovo.

Le relatrici in un'immagine scattata durante la serata

La serata, condotta da Valentina Meschi e Matilde Perego, ha preso il via alle ore 21 di venerdì 1° ottobre presso la sala del centro La Colombina dove si sono radunate molte persone, tanto che gli organizzatori non si aspettavano tutto questo pubblico e hanno dovuto aggiungere ulteriori sedute.
Ad introdurre l'evento è stato Luciano Zardi di Cambia...Menti, il quale ha voluto sottolineare come l'obiettivo dell'associazione di cui fa parte sia quello di cercare di proporre dei temi di attualità e creare attorno ad essi un dibattito, così da affrontarli con un bagaglio di informazione maggiore.

Matilde Perego

Cambia...Menti aveva già organizzato una serata sul tema dei migranti nel 2019, con l'affievolirsi della pandemia ha potuto riprendere gli incontri con un tema che necessita conoscenza.
''Non abbiamo competenze particolari, ci piace dire che dove ci sia necessità di sollevare discussioni e approfondirli: in questi casi, la nostra associazione c'è per organizzare attività, anche grazie al comune'' ha affermato Zardi in conclusione alla sua introduzione.

Ha preso quindi la parola Matilde Perego, che ha spiegato il perché di questa serata e di come sia nata. ''A Milano ci sono locali e attività dedicate a tutti, in Brianza no. Io vorrei essere me stessa anche dove mi sento a casa, senza essere costretta a spostarmi. Ho pensato di proporre a Valentina questa serata dove facciamo conoscere le tematiche legate all'interezza dell'essere umano le quali, ancora troppo spesso, non sono conosciute. Conoscere ci permette di illuminare ciò che non conosciamo; vogliamo coinvolgere la maggior parte delle persone e offrire la possibilità di un punto di vista diverso''. Una serata, quindi, fatta per conoscere, condividere, confrontarsi, chiarire e coinvolgere.

Valentina Meschi

La prima tematica affrontata è stata quella del sesso biologico, seguita da identità di genere, espressione di genere e orientamento sessuale. Nella nostra società siamo abituati a pensare che chi ha testicoli é uomo e chi ha vulva è donna. In realtà non basta, perché il nostro sesso biologico può cambiare a seconda anche di altri fattori: in base alla combinazione di questi ci identifichiamo in modi diversi, così da avere diversissime possibilità.
Il primo accento è stato posto sulle persone intersessuali, ovvero quelle persone che presentano, sin dalla nascita, caratteri sessuali che non rientrano nella tradizionale classificazione maschile e femminile. Succede che, in una percentuale di casi, viene assegnato un sesso sbagliato: dall'8.5% al 45%. Pochissimi paesi lasciano la possibilità di scegliere alla nascita il terzo sesso, cioè intersex: si tratta di Malta, Portogallo, Germania, Islanda, Irlanda, Belgio, Danimarca. In altri, come il nostro paese, non c'è nessuna legislazione; in Italia c'è stata una proposta di legge che però non è stata portata avanti.

Si è passati poi a parlare di genere: esistono cose da maschio e cose da femmina? Il termine genere viene usato spesso a sproposito o senza chiarezza. Nella nostra società c'è l'abitudine di dividere le cose in due, maschio e femmina. A questi generi si attribuisce delle categorie che stereotipizzano certe scelte e categorie, per esempio pensiamo ai colori rosa e azzurro, nei giocattoli il reparto maschio e femmina, nei vestiti le gonne e i pantaloncini. Dall'esito delle ecografie i parenti iniziano a farsi aspettative: è una cosa che abbiamo talmente dentro che già lì iniziamo a fare categorie. É vero però che, se si abitua un maschio a giocare con una bambola o una femmina con una macchinina, loro non disprezzeranno di certo! Non ci si accorge di quanto siamo dentro ad un sistema fin troppo radicato.

Fra il pubblico anche il sindaco Filippo Galbiati

C'è però bisogno di differenziare espressione di genere da identità. Innanzitutto, sono parole che riguardano il genere e non l'identità sessuale. La prima indica come qualcuno decide di mostrarsi agli altri; la seconda invece, è il modo in cui ognuno di noi si percepisce e identifica all'interno della dicotomia maschile/femminile o in qualsiasi altra sfumatura di identità si sente appartenere.
Lo step successivo è stato quello di capire la differenza tra gli aggettivi transgender e cisgender. I primi sono coloro che si identificano in un'identità di genere diversa dalle caratteristiche del sesso biologico, i cisgender invece sono quelle persone che si identificano in un'identità di genere uguale alle caratteristiche del proprio sesso biologico. Esiste poi un disagio percepito da un individuo che non si riconosce nelle caratteristiche del proprio sesso biologico e quindi nel genere assegnato alla nascita, si tratta della disforia di genere.

E i non binary? Non binary è un termine ombrello sotto cui stanno tutte le persone che non si identificano nel binario uomo/donna. É difficile da spiegare in una società dove per forza devi sceglierti un genere; i non binary sfidano questa divisione netta. Le relatrici hanno portato un esempio per affrontare meglio l'argomento.
"Un ragazzo in un video dice sono orgoglioso di essere non binary perché é meraviglioso stare in una categoria non scelta dalla società. Queste persone non se la sentono di identificarsi in uno o l'altro; non è importante! In alcune società esistono più di due generi, per esempio in India, in Indonesia e in alcune tribù nordamericane".

Si è quindi passati all'argomento successivo: l'attrazione. ''Prima di tutto - hanno spiegato le relatrici - non è detto che chi ci attrae sessualmente lo faccia anche romanticamente; io posso essere attratto sessualmente da qualcuno che non lo fa romanticamente e viceversa''. La trappola di questa credenza è stata individuata nella società eteronormativa. Questa, in effetti, prevede: un binarismo di genere (uomo/donna), due generi opposti e distinti associati in automatico al sesso biologico della persona, l'eterosessualità come orientamento sessuale di default. Da questo nasce l'importanza del coming out: senza quello si è automaticamente eterosessuali, quindi si è obbligati a dichiararsi. A questo proposito, Meschi e Perego hanno tenuto a sottolineare la differenza tra coming out e outing. ''Si tratta di coming out quando lo faccio io, di outing quando lo fa qualcun altro per me. Ecco perché il coming out è bene, mentre l'outing no: sono io a dover esplicitare, non gli altri a presumere''.
Spiegato a quel punto, anche il famoso ma spesso incompreso acronimo LGBTQUIA+. Le lettere L, G, B, A e il + indicano gli orientamenti sessuali: Lesbica, Gay, Bisessuale, Asessuale e il + in cui rientrano le altre possibilità. La T riguarda l'identità di genere: Transgender. La I l'orientamento biologico: Intersessuale. La Q sta per Queer, termine ombrello usato da persone a cui stanno strette le altre definizioni. E il più? Il "plus" simboleggia che tutto va bene, che ci sono infinite combinazioni e tutte sono legittime.

Luciano Zardi di Cambia...Menti

Dopo aver spiegato e dibattuto sui vari termini, è stato proposto una sorta di gioco dove, grazie all'aiuto di un disegno di un omino pan di zenzero, ognuno ha potuto capire le proprie declinazioni. Il pubblico, molto attivo durante la serata, ha provato a cimentarsi nella prova; a questo proposito sono emerse combinazioni molto differenti che fanno capire quanto le categorie non debbano avere barriere. In fin dei conti ciò che conta é stare bene con sé stessi. Una persona che sta bene fa bene alla società, è importante, quindi, dare l'opportunità ai bambini e alle bambine di scegliere cosa poter essere e fare e stare bene. Questa è stata la conclusione delle due ragazze, che hanno poi invitato l'associazione Agedo - nella persona di Nicoletta Mariani - ad intervenire. La segretaria dell'associazione e referente della zona di Monza e Brianza, dopo aver espresso la sua felicità per il gran numero di persone presenti, ha spiegato che Agedo é una famiglia, un gruppo che aiuta i genitori che ricevono coming out dai propri figli. L'associazione, in pratica, organizza degli incontri in cui si racconta la propria esperienza e ci si rende conto di non essere soli al mondo.

Al centro Nicoletta Mariani di Agedo

"É facile dire di abbracciare tutti, ma può non essere facile apprendere la notizia. Quando te lo dicono, ti mettono davanti alla realtà, può esserci uno sbandamento. Il genitore é portato a fare un esame di coscienza, capire se è giusto accettare o no e, purtroppo, chiedersi se si é fatto qualcosa di sbagliato. Non c'è mai un errore però! Innanzitutto i propri figli non direbbero mai la cosa se non si fidassero dei genitori: a livello educativo qualcosa é stato passato quindi. Ma perché ci si interroga su qualcosa di sbagliato? Perché il mondo esterno ci costringe ad una normalità che non é veritiera. Non si sceglie, é tutto lecito. Tutti i genitori poi hanno paura delle conseguenze verso il proprio figlio. Chi é diverso dagli altri viene additato, picchiato, ecc.: i genitori hanno paura, é un tratto comune. Agedo serve, nel momento in cui si ha paura, di scendere in piazza insieme ai propri figli" ha affermato Mariani. "I nostri figli sono parte del mondo e non di un mondo a parte", è questo lo slogan di Agedo che riassume al meglio lo scopo dell'associazione. In Brianza esistono poi altre associazioni, come BOA, Brianza Oltre l'Arcobaleno, fondata da ragazzi che dicono che non serve andare a Milano per sentirsi liberi.


Spazio infine al dibattito, con l'intervento fra gli altri del primo cittadino di Casatenovo Filippo Galbiati, presente in sala. ''Da sindaco dico che tutti meritiamo una cosa: la serenità. Il registro utilizzato da voi stasera ci ha dato un'indicazione non verbale molto bella, la serenità! Dietro a tutto questo tema c'e questo, l'essere sereni con sé stessi. La domanda non é se sia sbagliato questo o quello, ma perché deve essere sbagliato?''.
L'incontro si è quindi concluso con il ringraziamento, da parte delle relatrici e dei referenti di Cambia...Menti agli assessori ai servizi sociali Caldirola di Casatenovo e Manzoni di Lecco, entrambi fra il pubblico.
A.V.
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