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Scritto Giovedì 07 ottobre 2021 alle 15:35

Nibionno: 60° di matrimonio per Vittorina e Pierino Beccalli

Una serata speciale quella di mercoledì 6 ottobre. Nella chiesa dedicata ai SS. Gervasio e Protasio a Nibionno sono stati ricordati i 60 anni di matrimonio di Vittorina Redaelli e Pierino Beccalli, storico postino e molto noto all'interno della comunità civile e pastorale del paese.

Vittorina e Pierino Beccalli

A celebrare la liturgia è stato il figlio della coppia, don Angelo, coadiutore della pastorale giovanile di Cesate, che per l'occasione aveva chiesto al prevosto di Tabiago, don Luigi Bianchi, la possibilità di ricordare l'anniversario dei genitori attraverso una messa serale comunitaria.

Da sinistra il parroco don Luigi Bianchi e don Angelo Beccalli, figlio della coppia

Una proposta accolta con gioia dal sacerdote, che ieri ha voluto personalmente ringraziare i due sposi Pierino e Vittorina per l'eredità spirituale che hanno lasciato alla parrocchia con il loro lavoro e il loro coinvolgimento nella vita comunitaria e anche, soprattutto, per aver dato un concreto esempio di come ''si possano educare quattro figli in modo meraviglioso''.
Presenti alla messa infatti, oltre al figlio Angelo, anche i fratelli Alfredo, Davide e Luigia, tutti ricordati e descritti nelle parole del sacerdote come sempre disponibili e pronti a dare una mano in ogni occasione.

Nonostante i due si siano uniti in matrimonio in realtà il 7 ottobre 1961, la funzione si è svolta nella serata di ieri a causa di impossibilità logistiche nell'organizzare la celebrazione il giorno successivo, ma ciò non ha ovviamente inficiato la buona riuscita dell'evento, caratterizzato da un'atmosfera pregna di emozioni e ricordi per i presenti e per i famigliari di Vittorina e Pierino.
La messa infatti, iniziata alle 20.15, è stata accompagnata dai suggestivi canti del coro LineArmonica, diretto da Samuele Rigamonti e di cui fa parte anche la stessa nipote della coppia festeggiata, Simona, figlia di Luigia, presente insieme al fratello Massimo.

Il Coro LineArmonica

L'attenzione è stata poi tutta per l'emozionante omelia di don Angelo, che trovandosi a pochi metri dalla panca in cui sedevano i genitori ha colto l'occasione per rivolgersi spesso direttamente a loro. Il significato del suo discorso è stato fin da subito chiaro: per conservare e permettere all'amore di durare nel tempo non basta la fortuna e nemmeno i sentimenti ma spesso quel che fa la differenza è la forza di volontà reciproca nel portare avanti una relazione.

Simona, la nipote dei coniugi Beccalli, sull'altare per le sacre letture

''Sicuramente in 60 anni di matrimonio la fortuna ha avuto la sua parte, ma il rapporto dei miei genitori non è sempre stato facile o lineare, in molti momenti ci sono state delle difficoltà che solo la costanza e la fiducia in Dio potevano far superare. Non a caso, poi, siamo qui stasera per ricordare e festeggiare un sacramento come il matrimonio che è esattamente il segno efficace della grazia di Dio e che dimostra concretamente che il suo amore è davvero reale. Da cosa però lo capiamo? Beh, sicuramente dai regali che ci lascia in dono, come ad esempio quello del matrimonio, e che ci permette di vivere nel suo amore senza mai sentirci soli. Per questo motivo, dovremmo tutti cercare di ricordarci più spesso i doni che Dio ci ha fatto con i sacramenti e ringraziarlo per averci dato tante opportunità di essere felici, come lo sono e lo sono stati i miei genitori in tutti questi anni. Di solito quando celebro un matrimonio di due novelli sposi dico sempre loro che il percorso del matrimonio fa passare le persone dal dirsi "ci vogliamo bene" al "vogliamo volerci bene", rendendo la scelta di amarsi ogni giorno, con più o meno difficoltà, la base della propria unione in Dio'' le parole cariche di affetto e stima pronunciate da don Angelo.

La coppia festeggiata insieme ai quattro figli

Sull'omelia poi non poteva essere più d'accordo lo stesso Pierino, che non a caso è solito ripetere il famoso detto: ''l'amore non è bello se non è litigarello'', a dimostrazione del fatto che la realtà è costituita anche da compromessi, ma che con la presenza di Dio anch'essi possono diventare molto più che accettabili.
M.B.
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