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Scritto Martedì 12 ottobre 2021 alle 20:57

Ello: conferita in Villa Amman la cittadinanza onoraria al conte Edoardo

Entrare in tarda serata nel cortile interno di villa Amman ha un fascino del tutto particolare. Le luci calde provenienti dalle finestre delle stanze delle due ali laterali offrono la possibilità di intravedere, anche al buio, le linee semplici ma, allo stesso tempo raffinate, della villa. Un edificio il cui corpo centrale, risalente alla fine del Settecento, riesce ad apparire come semplice e imponente al tempo stesso. Esempio riuscito di architettura neoclassica, ispirata alle opere del Piermarini, abbellita da uno splendido parco con alberi monumentali e conservata ancora oggi in ottime condizioni. Villa Amman a Ello è oggi una delle più importanti dimore della Brianza.

Il conferimento della cittadinanza onoraria al conte Amman

L'occasione per una visita breve è stata data dal conferimento della cittadinanza onoraria al conte Edoardo Amman. Una cerimonia svoltasi in forma solenne, nella serata di lunedì 11 ottobre, alla presenza del sindaco Virginio Colombo e dei consiglieri comunali.
Varcando la soglia dell'ingresso nella grande sala al pian terreno si ha l'impressione di rivivere le emozioni che i visitatori di un tempo potevano provare. Le finiture in marmo delle stanze, estremamente ricercate, talvolta slanciate verso l'alto, accompagnano lo sguardo dei visitatori verso i soffitti affrescati. Arredi in stile e diversi libri antichi concorrono a delineare un quadro decisamente notevole e apprezzabile.

Il conte Edoardo e alcuni membri della sua famiglia hanno accolto gli ospiti intorno a un tavolo. Terminate le formalità di rito, dovute al fatto che l'incontro è stato ufficialmente una seduta del consiglio comunale, per l'occasione in una sede diversa dal Municipio, il sindaco Colombo ha iniziato a spiegare le motivazioni che hanno portato l'Amministrazione a conferire la cittadinanza onoraria al conte Edoardo Amman.
Si tratta, nei fatti, della prima cittadinanza onoraria conferita dal comune di Ello. Il regolamento creato "ad hoc" per questo genere di atti è stato approvato solo di recente. «La scuola materna di Ello - ha spiegato il primo cittadino Colombo - è stata inaugurata nel 1925. La dobbiamo al conte Edoardo Amman». Si tratta del nonno dell'attuale conte Edoardo, figlio del conte Mario. «È stato - ha continuato il sindaco ricordando la storia del conte - per anni presidente dell'ente morale della scuola materna. La famiglia Amman ha dato un notevole contributo alla costruzione del nostro asilo. Per questo motivo ci sembra giusto dare, questa sera, questa onorificenza di cittadinanza onoraria» ha concluso Colombo. «Lei è il primo cittadino non ellese che riceve la cittadinanza onoraria da parte del comune di Ello» ha spiegato il sindaco, rivolgendosi al conte Edoardo, mentre nella sala l'applauso dei presenti interrompeva il discorso.

Diversi ringraziamenti sono giunti dal conte Edoardo, rivolti a tutti gli amministratori comunali presenti. «Mio nonno e mio padre hanno dato un contributo a Ello» ha commentato il conte, ricordando come all'epoca il paese fosse molto più limitato a poche famiglie, prima dello sviluppo urbano che sarebbe arrivato solo successivamente.
Il conte Edoardo, che ha ricevuto la cittadinanza onoraria ellese alle soglie dei cento anni di età, è nato a Milano nel 1922. La famiglia Amman ha però origini austriache. Fu Franz Xaver Amman - italianizzato poi in Francesco Saverio - nato in Austria, a giungere in Italia negli anni Venti dell'Ottocento. Gli Amman, in particolare Alberto, fratello di Edoardo, diedero vita a una fiorente attività industriale nel settore tessile e del cotone. Non solo in Lombardia, ma anche in Friuli-Venezia Giulia dove nel 1875, a Pordenone, avviarono uno dei cotonifici più all'avanguardia dell'epoca. Fu Alberto Amman a ricevere in concessione il titolo nobiliare di conte da re Umberto I nel 1887.
Il conte Edoardo Amman, figlio di Mario Amman, ha ereditato il titolo dal padre al quale era stato concesso nel 1924. Edoardo, sposato con donna Angela Orombelli dal 1954, ha quattro figli e altrettanti nipoti.

Il sindaco Colombo, prima di conferirgli la cittadinanza onoraria, ha dato lettura a una breve biografia del conte. Nel 1943 Edoardo Amman prestò servizio militare come allievo ufficiale a Merano. In seguito, venne inquadrato nel quinto reggimento alpini. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 si rifugiò in Svizzera. Paese che lasciò per aderire alla lotta di resistenza partigiana combattendo in Val d'Ossola prima di riparare nuovamente in territorio elvetico. Terminato il secondo conflitto mondiale fece rientro in Italia e si laureò, nel 1949, in economia e commercio all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Iniziò un periodo di lavoro in Inghilterra, a Londra, nel settore di produzione della lana. Nel 1960 divenne dirigente del settore zootecnico estero dell'azienda farmaceutica Carlo Erba. Un altro ruolo professionale che lo portò a viaggiare molto nei paesi esteri, in Europa e in Unione Sovietica. Con la cessione della società alla Montedison, il conte andò in pensione. Nel 1981 è stato insignito dell'onorificenza di combattente per la libertà e del grado di tenente dall'allora governo Spadolini. Nell'arco della sua carriera ha avuto ruoli di rilievo nei consigli di amministrazione di importanti istituti di credito italiani, fra cui Cariplo.

Una vita che ha attraversato buona parte del Novecento, compresi alcuni degli eventi più significativi del secolo scorso. Durante la serata il conte ha condiviso con i presenti alcuni ricordi, come la situazione difficile durante il secondo conflitto mondiale. Edoardo Amman ha ricordato i timori del padre quando, durante le fasi più dure della guerra, in paese non giungevano più i rifornimenti alimentari. Il conte stesso, come molti altri militari dopo l'armistizio, rischiò la cattura. Fu costretto a rientrare nel nord Italia da Tarquinia nascosto in modo rocambolesco. Anche senza la divisa «bastava - ha spiegato - un piccolo particolare come la fibbia della cintura». Molti soldati erano, infatti, costretti a tenere, non avendone a disposizione altre, le cinture dell'uniforme. Venivano individuati e inviati nei campi di lavoro in Germania.
Al termine della cerimonia, felice per l'onorificenza consegnatagli dal sindaco a nome di tutto il consiglio comunale, il conte Edoardo ha ampiamente ringraziato tutti i presenti e ha espresso un augurio ai consiglieri comunali e a tutto il paese.

L.A.
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