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Scritto Lunedì 18 ottobre 2021 alle 18:24

Cassago chiama Chernobyl: benedette le ambulanze dirette in Ucraina con una dedica speciale a Sergio e Giancarlo

Ad una manciata di settimane dalla cerimonia di benedizione delle due ambulanze avvenuta a Roverè Veronese, l'associazione Cassago chiama Chernobyl ha riproposto un'analoga iniziativa ''in casa'', presentando domenica mattina ai propri concittadini e alle autorità intervenute, l'ultimo duplice e grande gesto di solidarietà per l'Ucraina.

Il taglio del nastro dei due mezzi di soccorso benedetti domenica mattina a Cassago

I due mezzi di soccorso, dismessi in Italia per via delle normative ma perfettamente funzionanti, verranno infatti consegnati ad altrettante strutture sanitarie ucraine alla fine di ottobre: una all'ospedale provinciale di Kozelets, mentre l'altra sarà destinata al centro medico regionale di Novyy Bilous. Entrambe portano una dedica speciale, alla memoria di quattro persone venute purtroppo a mancare ma che, ciascuna a modo proprio, ha saputo lasciare un segno. Una delle due ambulanze ricorderà i fratelli Elisabetta (Betty) e Nicolò Guglielmini, originari di Roverè Veronese e tragicamente deceduti durante un incidente stradale a Luceni, non lontano da Saragozza, in Spagna, nel 2008.

La benedizione impartita da don Giuseppe

Una dedica legata alla sinergia stretta nel corso degli anni fra Cassago chiama Chernobyl e le associazioni Cavaion nel Mondo di Cavaion Veronese e Domani Zavtra di Darfo Boario Terme. Non a caso ieri mattina sono intervenuti anche i rappresentanti istituzionali dei comuni veneti: il sindaco Sabrina Tramonte (di Cavaion Veronese) e l'ormai ex (da pochi giorni) prima cittadina di Roverè Veronese, Alessandra Caterina Ravelli, oltre ai genitori dei due giovani e a Daniela Guadagnini del sodalizio cavaionese.
L'altro mezzo di soccorso invece, ricorderà Sergio Redaelli di Cremella e il cassaghese Giancarlo Minella, entrambi venuti a mancare nei mesi scorsi e veri e propri pilastri per l'attività di Cassago chiama Chernobyl.

Al microfono il presidente di Cassago chiama Chernobyl, Armando Crippa

''Siamo orgogliosi di questo progetto e dobbiamo dire grazie anche al nostro meccanico di fiducia Gianfranco Ravasio che come sempre ha rimesso a nuovo le due ambulanze. E con queste ultime due arriviato a diciassette mezzi consegnati negli anni all'Ucraina dove hanno certamente contribuito a salvare molte vite'' le parole pronunciate da Armando Crippa, presidente dell'associazione Cassago chiama Chernobyl, che fra l'altro è in procinto di tagliare il traguardo dei venticinque anni di fondazione. Cinque lustri sono infatti trascorsi dal primo numeroso gruppo di ragazzini accolti in Brianza per le vacanze terapeutiche. ''Domenica partiremo per la consegna: ci attende un viaggio di circa tremila chilometri. Un'ambulanza ci è stata donata dalla Croce San Nicolò di Lecco, l'altra invece siamo riusciti ad ottenerla partecipando ad un bando regionale: arriva dall'ospedale Mandic di Merate''.

Dopo la benedizione impartita dal parroco don Giuseppe Cotugno e il taglio del nastro, spazio dunque agli interventi delle istituzioni. A cominciare dalla padrona di casa, il sindaco di Cassago, Roberta Marabese che ha elogiato l'operato del sodalizio: ''grazie per quello che avete fatto in questi venticinque anni. Quello dell'accoglienza è un tema forte: avete dato a questi bambini una grande opportunità e tanto affetto. Ricordo con emozione e nostalgia anche Sergio e Giancarlo che hanno fatto del servizio all'associazione una delle loro ragioni di vita''.

Al microfono il sindaco di Cassago, Roberta Marabese

Anche l'assessore di Cremella, Cristina Brusadelli e la prima cittadina di Costa Masnaga, Sabina Panzeri, hanno preso la parola rivolgendo parole di gratitudine ad Armando Crippa e a tutti i volontari che si sono resi protagonisti di una ''testimonianza cristiana e di cittadinanza attiva''. ''Grazie per aver continuato a lavorare anche in pandemia, e grazie per quello che fate per questi ragazzi, garantendo loro un futuro importante'' le parole delle due amministratrici, alle quali hanno fatto seguito quelle dei referenti dei comitati di accoglienza di Rogeno, Nibionno e Costa.

Al microfono Daniela Guadagnini di Cavaion nel Mondo

Non poteva mancare infine, un saluto da parte di Eugenio Mitskevich, vice console ucraino a Milano, in procinto di lasciare l'incarico, mentre Maria Pia Livoni presidente dell'associazione Croce San Nicolò di Lecco ha rinnovato la disponibilità del sodalizio a cedere ulteriori ambulanze agli amici cassaghesi qualora ce ne sarà la possibilità.

Al centro il vice console Eugenio Mitskevich

Dal sagrato della parrocchiale la cerimonia si è infine spostata al ristorante per un pranzo conviviale durante il quale è stata distribuita a ciascuna delle autorità intervenute, una bottiglia di olio ricavato dai terreni del socio e volontario dell'associazione, Aleandro Bonanomi, direttamente dalla località Paù di Santa Maria Hoè. Un dono sicuramente molto gradito ed apprezzato dai presenti.
G.C.
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