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Scritto Domenica 24 ottobre 2021 alle 18:31

Molteno, regolamento di polizia: consiglio diviso su cani, rumori, legna e orti

Approvato a Molteno, con il voto contrario della minoranza per il mancato accoglimento delle modifiche proposte, il regolamento di polizia urbana per il decoro urbano, risalente al 1988: la nuova versione era già stata portata all'attenzione del consiglio comunale lo scorso luglio ma la delibera venne rinviata in accoglimento alla richiesta di Progetto per Molteno.
Come spiegato dal comandante di PL Walter Cecco, sono state recepite alcune richieste dell'opposizione, come la concessione di poter consentire l'accesso alla biciclette in villa Rosa, purché siano condotte a mano.
"Non siamo lì a controllare per verbalizzare: il nostro fine è evitare incidenti stradali" ha chiarito, mentre sulle questioni legate agli odori ha precisato la linea di rigetto delle istanze della minoranza per "non intervenire troppo nella vita privata: nei condomini ci sono principi e regolamenti interni. Le idee erano giuste, ma renderle uniformi, voleva dire entrare nella sfera privata e una serie di tipi di controlli che nessuna forza dell'ordine o di polizia poteva garantire, oppure si rischiava intervento sanzionatorio per un rumore che può essere risolto da amministratore di condominio. Per i rumori di una certa importanza, si chiama Arpa oppure le forze di polizia".

I consiglieri di minoranza Ferdinando De Capitani, Barbara Gilardi e Giusi Corti

La minoranza, basandosi anche sui regolamenti dei comuni vicini e adeguandole alla realtà di paese, ha chiesto alcune modifiche su quattro articoli, tutte messe ai voti e bocciate dalla maggioranza.
L'articolo 34 riguarda il divieto di costruzione di depositi di materiale infiammabile: a questo proposito la minoranza ha proposto di aggiungere che, "nelle pertinenze di case ad abitazione, è possibile tenere legna e pellets strettamente necessaria per il riscaldamento del fabbricato e usi domestici, purché non vicino a scale di disimpegno, locali di abitazioni e a pareti dove sono ricavate camere d'aria".
Richiesta bocciata dalla maggioranza perchè, come spiegato dal sindaco, "è pacifico che questo non riguarda le abitazioni private. La norma deve essere generica, che deve essere tarata nella realtà. Il problema si pone nei condomini. I vigili del fuoco impediscono di tenere accatastamenti materiali infiammabili".
Nell'articolo 19 sugli orti, la minoranza ha trovato "eccessiva la qualificazione legata al decoro: non capiamo come un orto possa essere di pregiudizio al decoro cittadino".
Il capogruppo di maggioranza Mauro Proserpio a tal riguardo ha specificato che la dicitura riguarda non gli orti tout court, ma sostegni alle piante, anti grandine o recipienti di raccolta acque piovane. "Le bizzarrie che spesso si vedono negli orti sono da evitare: non si parla di piante o fiori naturali".
A questo proposito, il sindaco Giuseppe Chiarella ha sottolineato di aver firmato tre ordinanze e inoltrato una decina di lettere a privati che avevano lasciano crescere le siepi sui marciapiedi: "Sono cose che non dovrebbero nemmeno essere disciplinate. Quando sono fuori controllo, bisogna intervenire: è anche una questione di rispetto della collettività".

Primo da destra Mauro Proserpio, capogruppo di maggioranza

Molto dibattito l'articolo 49 che riguarda gli animali domestici, per il quale la minoranza ha chiesto di rievocare la legge regionale inserendo il divieto di tenere legati alla catena animali da affezione. Per Proserpio, "essendo già previsto in una normativa regionale, è ridondante. Proponiamo piuttosto un corso ai cittadini che hanno i cani: questa è la battaglia che dobbiamo fare insieme. C'è sempre più superficialità: vengono acquistati perché sono belli da piccoli, ma non li conoscono. La battaglia contro la catena, che è un reato, non vale: il fatto va denunciato".
Infine, sono stati analizzati gli articoli 36-37-38 sulla quiete pubblica: la minoranza ha chiesto di titolare "in modo preciso il diritto al riposo. Se scriviamo che alle 20 non si deve far rumore, non è vero perché la vita del paese prosegue. Il diritto al riposo deve esserci però dalle 22 alle 7. Il vostro regolamento su questo aspetto è più generico".
Per il sindaco non si tratta di "respingere a priori, perché quelle inserite sono le stesse cose dette in modo diverso".
M.Mau.
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