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Scritto Giovedì 28 ottobre 2021 alle 16:29

La Polizia smantella un giro di spaccio di stupefacenti attivo fra Costa, Castello, Nibionno e Molteno. Cinque gli arrestati

È di quattro (più uno) soggetti arrestati il bilancio dell'Operazione ''Carlito'', che ha portato allo smantellamento di un'organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga nelle zone boschive della Brianza lecchese, in particolare tra i comuni di Costa Masnaga, Molteno, Nibionno, Garbagnate Monastero e Castello, per un giro d'affari di complessivi 500.000 euro.

Gli investigatori durante la conferenza stampa di oggi pomeriggio e sotto gli arrestati

Il blitz decisivo della Polizia di Stato - che ha visto l'impiego di oltre trenta uomini della Questura di Lecco, sei equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia e un'unità cinofila di Milano - coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecco è scattato nella mattinata di martedì 26 ottobre e ha portato alla cattura, tra le province di Lecco, Monza e Milano, di cinque giovani marocchini, tutti irregolari sul territorio nazionale e nati in anni compresi tra il 1993 e il 2000. Tra di loro anche un 29enne non coinvolto direttamente nell'indagine, ma destinatario di un'analoga ordinanza emessa dal Tribunale di Pavia.

Il commissario capo Gentiluomo e sotto l'ispettore Rados

Quattro le ordinanze di custodia cautelare in carcere non eseguite poichè destinate ad altrettanti soggetti tuttora ricercati, mentre per altri due è scattato, rispettivamente, il divieto di dimora nei comuni lecchesi e l'arresto in flagranza; un ultimo uomo, infine, risulta indagato in stato di libertà.

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Sulla base di quanto emerso dall'attività investigativa, il sodalizio criminale agiva a rotazione, con "batterie" di almeno tre persone, per garantire ai clienti una presenza continuativa, h24, nei luoghi di spaccio.

"Il loro modus operandi prevedeva un'accurata divisione dei compiti" ha spiegato in conferenza stampa il commissario capo Gianluca Gentiluomo, sottolineando anche come l'estensione e la caratteristica impervia dei boschi abbia reso particolarmente difficili e insidiose le indagini. "Un soggetto era deputato al taglio e al confezionamento delle sostanze (coca, hashish ed eroina), un altro alla vigilanza e un altro ancora all'effettiva consegna delle dosi agli acquirenti, facendo la spola tra il bivacco e il punto del sentiero concordato. Il servizio veniva garantito h24, tanto da rendere necessaria anche la figura di un autista incaricato di recuperare nuove "batterie" per consentire ai venditori di darsi il cambio. Ricostruire tutti questi passaggi è stato parecchio difficoltoso: onestamente devo dire che un'attività come questa non mi era mai capitata, e sono particolarmente fiero di come è stata svolta, già a partire dal marzo scorso".

Il Questore Alfredo D'Agostino

Come ha precisato l'ispettore Andrea Rados, l'Operazione "Carlito" ha portato anche all'identificazione di circa 1.500 acquirenti di droga, molto eterogenei per sesso, età e "stili di vita": si passa, infatti, dal ragazzo appena maggiorenne al pensionato over 60, dall'operaio al disoccupato, al libero professionista, in un range decisamente ampio e per questo anche "preoccupante". Contestate, poi, oltre 14.000 cessioni di dosi, per un giro d'affari illecito di oltre mezzo milione di euro.

"Questi gruppi sono caratterizzati da un'estrema mobilità" ha puntualizzato l'Ispettore. "Ormai conoscono molto bene questo territorio, vivendo all'aria aperta giorno e notte: a Costa Masnaga agivano soprattutto nella zona sotto Villa Beretta e l'ex cava, mentre a Nibionno nei pressi del cimitero di Cibrone, dove nei mesi scorsi è avvenuto l'arresto in flagranza; le altre aree interessate, invece, sono quelle boschive di Castello (con accesso da via Valmara) e Molteno-Garbagnate Monastero (da via Pastore o via Gemelli)".

"Ringrazio la Polizia di Stato che in questa operazione ha messo tutta la sua professionalità e il suo impegno, mediante persone affidabili e con grande spirito di servizio" ha commentato il sostituto procuratore Paolo Del Grosso, prossimo al trasferimento a Torino, al quale ha fatto eco il Questore Alfredo D'Agostino nello spendere parole di elogio per gli operatori coinvolti nell'operazione, "svolta con efficienza e in tempi rapidi", nonché per i cittadini che hanno contribuito con segnalazioni tramite l'app YouPol.

Il sostituto procuratore Paolo Del Grosso

"Come noto, quello che stiamo vivendo nel mio ufficio è un momento non felicissimo, a causa di una carenza di organico tra le più alte d'Italia, quindi poter continuare a svolgere queste importanti operazioni è per me motivo di grande soddisfazione. Si è potuti arrivare agli arresti grazie ad appostamenti, rilievi fotografici e acquisizione di tabulati telefonici, una modalità investigativa, quest'ultima, già utilizzata in passato, ma che nel prossimo futuro richiederà un iter diverso: fino ad oggi, infatti, i tabulati potevano essere reperiti con un semplice decreto del PM, mentre a breve sarà necessario un passaggio in più, ovvero la richiesta all'ufficio del GIP; non sarà un ostacolo insormontabile, ma personalmente credo che questa novità avrebbe potuto essere evitata. Si tratta di una decisione legislativa basata su una direttiva europea, ispirata dal fatto che in molti ordinamenti del Continente il PM dipende dal potere esecutivo, cosa che non accade in Italia. Faremo l'abitudine anche a questo".
B.P.
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