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Scritto Martedì 09 novembre 2021 alle 17:44

Oggiono: nuovo accordo con il privato per l'area Ceppo di Corno. Minoranze critiche

Si intravede una possibile soluzione per l'area "Ceppo di Corno" situata all'ingresso della città di Oggiono. Durante la seduta consiliare dello scorso lunedì 8 novembre l'Amministrazione comunale ha chiesto l'approvazione di un atto propedeutico alla variazione della convenzione che portò allo sviluppo edile della zona. L'avvio dell'operazione immobiliare nell'area - nota come PL 12 - risale al 2007. A causa della crisi economica ed edile i lavori si fermarono lasciando gli immobili presenti solo parzialmente edificati o recuperati.
L'atto portato all'attenzione dei consiglieri comunali prevede la retrocessione di alcune delle aree pubbliche che in precedenza erano state cedute dall'operatore immobiliare al comune. Un' «operazione un po' insolita» per ammissione dello stesso sindaco di Oggiono Chiara Narciso. Ma, a detta della maggioranza, l'unica operazione possibile per giungere allo sblocco della situazione e vedere le opere ultimate.

L'area "Ceppo di Corno" e in alto a sinistra l'assessore Matteo Pirola

La zona non è certo fra le più fortunate del paese. A breve distanza, oltre all'area "Ceppo di Corno" rimasta solo parzialmente sviluppata, vi è un'area commerciale mai sorta, in passato nota come "multisala". Rimasta solamente abbozzata, restano visibili alcuni manufatti in cemento e degli scavi. Subito dopo, il cantiere della nuova caserma dei Carabinieri di Oggiono, le cui vicissitudini sono note. Tre zone che per motivi diversi hanno visto altrettante operazioni edili rimanere incompiute o non raggiungere lo sviluppo finale.
Oltre a retrocedere all'operatore alcune aree attualmente del comune - come illustrato dall'assessore all'Urbanistica Matteo Pirola - a fronte di un corrispettivo pari a 75mila euro che il l'ente pubblico incasserà dal privato, il nuovo accordo fra comune e operatore immobiliare prevede che quest'ultimo realizzi alcune migliorie delle aree verdi che sorgeranno. Inoltre, la gestione delle stesse resterà a carico del privato per un periodo di otto anni. Ma, aspetto forse più interessante per molti, l'accordo prevede anche la demolizione del timpano situato all'ultimo piano della struttura attualmente parzialmente realizzata. Questa scelta dovrebbe permettere di ripristinare parzialmente il "cannocchiale visivo" che permetteva alle persone in transito di avere un colpo d'occhio sulle montagne circostanti. L'ultimo piano della struttura dovrebbe diventare un terrazzo. Con la variazione degli accordi l'operatore privato avrà solo sei mesi di tempo per ultimare le opere di urbanizzazione pubblica come la creazione dei marciapiedi, oggi solo in parte realizzati.
Inoltre, anche a garanzia della realizzazione delle opere di urbanizzazione restanti, sono state aggiornate ai valori di mercato attuali le clausole fidejussorie. Per finire le modifiche agli accordi concordate non coinvolgono la vecchia cascina presente.
«Con questa richiesta di variante si ottengono delle migliorie per quanto riguarda l'interesse pubblico» ha concluso l'assessore Pirola auspicando che con questa modifica si possa «dare sblocco in maniera definitiva a quest'area giacente da più di dieci anni».

Il consigliere leghista Roberto Ferrari, già sindaco della città

Un auspicio condiviso da tutto il gruppo di maggioranza e anche dal sindaco che ha ricordato: «abbiamo fatto una lunga trattativa con l'operatore privato con l'obbiettivo di tutelare l'interesse pubblico, con l'aiuto del segretario comunale e dell'avvocato che ci segue». Il primo cittadino, elencando i benefici dell'accordo - migliorie per le aree verdi, messa a carico delle stesse all'operatore per otto anni, revisione delle fidejussioni e demolizione del timpano - ha concluso: «pensiamo di essere riusciti a ottenere un buon risultato, sarebbe auspicabile una condivisione da parte del consiglio comunale».
Condivisione che non solo non è stata raggiunta, ma che è risultata assai lontana. Durante il dibattito sono emersi dai banchi della minoranza punti di vista differenti. In particolare, è stato più volte evidenziato come il nuovo accordo non tuteli a sufficienza l'«interesse pubblico».
L'ex sindaco Roberto Paolo Ferrari, attuale consigliere di minoranza, ha esordito ricordando come il progetto di edificazione dell'area venne autorizzato dall'allora Amministrazione del centro sinistra. «Ero presente allora, come consigliere di minoranza, e nel ruolo di opposizione fui facile profeta nel dichiarare come quel piano di recupero sarebbe stato dannoso per la nostra comunità».
«Questa Amministrazione comunale - ha dichiarato Ferrari - non può che porsi in continuità con l'Amministrazione comunale che autorizzò quel piano di recupero [della cascina] e autorizzò anche il comparto nuovo, con quelle caratteristiche». Una situazione che ha «creato una ferita all'ingresso della nostra città che oscura anche le nostre montagne». L'ex sindaco, ricordando come anche la sua Amministrazione si fosse impegnata per negoziare con la proprietà un accordo in grado di sbloccare la situazione, ha espresso un parere positivo di fronte al fatto che l'accordo sia stato finalmente raggiunto. Tuttavia, Ferrari ha fortemente criticato le nuove condizioni pattuite con l'operatore privato e sancite nell'accordo.
Parlando di «un vantaggio economico notevole soprattutto per l'operatore» l'ex sindaco ha evidenziato come «il valore di retrocessione delle aree non può essere parametrato unicamente al valore periziato, ma dovrebbe essere parametrato al maggior vantaggio economico che l'operatore commerciale avrà dall'operazione». In sostanza, il consigliere della Lega ha evidenziato come il corrispettivo ottenuto dal comune per la vendita delle aree al privato - pari a 75mila euro - non terrebbe conto dell'aumento complessivo del valore economico che questo passaggio di proprietà comporta a favore del comparto sottoposto a sviluppo edile. Aree che per Ferrari «hanno un grandissimo interesse all'operazione commerciale a cui mira l'operatore». Quindi le stesse avrebbero «una valutazione economica più consistente rispetto al mero valore periziabile». Chiedendo che la manutenzione del verde pubblico resti a carico del privato in modo perpetuo e non solo per otto anni, Ferrari ha annunciato il suo voto negativo dichiarandosi «fortemente contrario» di fronte alla proposta, sottolineando come, a suo giudizio, sia alle soglie del «danno erariale» per l'ente comunale.

Sulla stessa linea il consigliere di minoranza Lamberto Lietti che ha evidenziato come la «contropartita da parte dell'operatore» a favore del comune sia limitata. «Il raggiungimento dell'accordo - ha spiegato Lieti - trova me il mio gruppo favorevole [...] devo però concordare con Ferrari, ritengo che la contropartita per la cittadinanza non sia congrua a quello che può essere il vantaggio per l'operatore». Il consigliere di minoranza ha criticato l'accordo che prevede solo otto anni di manutenzione del verde a carico del privato e, annunciando il voto negativo di fronte alla proposta, ha ribadito come «non sia particolarmente favorevole».
Di tutt'altro parere il sindaco Narciso che ha ribadito come con il nuovo accordo si riesca a «sanare una ferita aperta parecchi anni fa, [...] riteniamo che la soluzione sia tutelante per l'interesse pubblico e ci consente di raggiungere il risultato».
Un punto di vista condiviso anche da Claudio Castelli capogruppo di maggioranza che annunciando il voto favorevole di "Insieme per Oggiono" ha dichiarato: «Questo è il risultato migliore per porre fine a una situazione incancrenita, il danno stesso si fa nel lasciare ferme le cose, questo mi sembra il risultato migliore per sbloccare una situazione incancrenita e insostenibile».
In sede di votazione l'atto è stato approvato con i voti favorevoli dei soli consiglieri di maggioranza e il voto contrario dei consiglieri di minoranza Lietti e Ferrari.

L.A.
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