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Scritto Mercoledì 01 dicembre 2021 alle 17:56

Missaglia: 223mila€ per ripianare il ''buco'' di Retesalute. Minoranza perplessa e divisa

Hanno espresso opinioni contrastanti maggioranza e opposizione ieri sera in consiglio comunale a Missaglia sulla delicata questione che riguarda Retesalute. In queste settimane infatti, tutti i comuni soci dell'azienda stanno deliberando in ordine alle quote di debito da ripianare per poter risanare il bilancio della società dopo la scoperta accertata di un buco di bilancio consistente nei conti degli anni scorsi.

Il sindaco Bruno Crippa

Per quanto riguarda Missaglia, era già stata accantonata una cifra precauzionale di 250mila euro per coprire l'eventuale quota di debito che l'amministrazione avrebbe dovuto pagare e nelle scorse settimane si è arrivati alla cifra finale e definitiva: il Comune, come ha specificato l'assessore al bilancio Luigi Magni, dovrà versare 223mila euro per coprire la quota di servizi sottocosto acquistati in precedenza dall'azienda, i quali saranno suddivisi in una prima parte di 201mila euro per coprire le spese generali e 22mila euro per coprire il disavanzo dei servizi di cui l'amministrazione ha usufruito in questi anni.
La variazione apportata al bilancio è stata approvata ieri sera a maggioranza con l'astensione dei tre membri del gruppo Per Missaglia e Frazioni. La parola è quindi passata al sindaco Bruno Crippa che ha ripercorso brevemente gli ultimi passaggi della vicenda.

L'assessore al bilancio Luigi Magni

''La delibera che approviamo stasera segna un passo importante verso il risanamento di Retesalute. I Comuni sanno bene che senza l'azienda, messa nelle condizioni di operare adeguatamente, non sarebbero in grado di gestire i servizi sociali, di assistenza agli anziani, ai minori e molto altro e senza risanamento si perderebbe il capitale umano e aziendale che è fatto di professionalità di alta qualità. Lo scorso 4 maggio 2021 abbiamo deliberato lo scioglimento dell'azienda speciale che è stata quindi messa in liquidazione a causa delle perdite di esercizio e dopo la nomina del collegio dei liquidatori una delle priorità è stata proprio quella di garantire continuità nel servizio mantenendo le risorse umane già occupate. Nel piano di risanamento dei conti della società c'è infine l'accertamento dell'equilibrio finanziario ed economico, attestato lo scorso settembre. Nonostante in questo periodo di emergenza Covid alcuni dipendenti se ne siano andati, lo scioglimento definitivo dell'azienda comporterebbe la dispersione di capitale umano e i comuni rimarrebbero privi di servizi fondamentali da poter erogare. Per arginare questo rischio non basta però solo un piano di risanamento solido e ben gestito ma sono necessarie anche la coesione e la responsabilità di tutti i soci coinvolti''.

A sinistra il consigliere di minoranza Rossano Casiraghi

Sul punto è tornato anche l'assessore Magni, il quale ha sottolineato che risultano esserci 53mila euro di credito che il collegio dei liquidatori ha garantito verrà ripagato al Comune di Missaglia nei primi mesi del 2022 e quindi mettere in liquidazione l'azienda significherebbe di fatto perdere queste risorse. In secondo luogo, l'assessore ha ricordato che la legge 175 del 2016 stabilisce che quando una società viene fatta fallire i soci non possono riaprirne una nuova con lo stesso obbiettivo nei 5 anni successivi, quindi, se Retesalute fallisse, ogni amministrazione dovrebbe arrangiarsi singolarmente per garantire e gestire i servizi in questione.

Felice Sesana, consigliere del gruppo di opposizione

Di parere contrario invece il consigliere d'opposizione Felice Sesana che si è detto incapace di poter valutare la questione con serenità e coscienza per via della mancanza di elementi sufficienti. ''Non sono d'accordo sulla liquidazione perché lo considero un atto di codardia da parte di tutti i comuni soci, i quali sono i responsabili di questo buco di bilancio. Questo passaggio ha comportato inutili spese per il collegio dei liquidatori e la perdita di credibilità dell'azienda verso l'esterno, anche a seguito dello svuotamento di risorse umane che non permette ad oggi all'azienda di erogare i servizi. Oggi ne votiamo il risanamento, ma con quale prospettiva e garanzie? L'amministrazione se vuole ripagare il debito almeno si assicuri di vigliare sui servizi; per questo motivo vorrei chiedere che per il futuro venisse instaurato un tavolo di lavoro che abbia il compito di controllare l'operato dell'azienda con la presenza anche dei consiglieri di minoranza così che potremo avere degli elementi per poter decidere per scienza e conoscenza. Quindi il mio voto sarà contrario ma tengo a ribadire che sarà un voto contrario e costruttivo vista l'importanza dei servizi di Retesalute, ma l'attenzione non dovrà essere più sui giochi politici come è stato fino ad ora'' ha concluso il consigliere Sesana, al quale ha fatto eco l'intervento del compagno di lista, Rossano Casiraghi che ha ribadito la sensazione che la vicenda sia stata strumentalizzata a livello politico dai Comuni. ''Il fatto che il buco di bilancio sia comunque legato a un erogazione di servizi sotto costo dà adito di dubitare se davvero non ci si rendesse conto che avevano un costo non adeguato e si è agito in buona fede oppure se si è fatto finta di non vederlo. Il mio voto sarà quindi di astensione e mi dispiace che probabilmente evitando considerazioni politiche si sarebbe potuta mettere subito una pezza ai problemi che ora sono sorti nello svuotamento di risorse umane molto preparate''.

L'assessore ai servizi sociali Laura Pozzi

Per rispondere ai due interventi della minoranza è intervenuta l'assessore ai servizi sociali e all'istruzione Laura Pozzi, ribadendo che non si può parlare di strumentalizzazioni politiche ma al massimo di visioni diverse e legittime sulla questione da parte dei singoli Comuni. Sul problema dei servizi sotto costo, l'assessore ha chiarito che la contabilità che veniva presentata non permetteva di dubitare sulla sua veridicità in quanto i bilanci che venivano illustrati dal presidente dell'assemblea dei soci erano firmati dal revisore dei conti. Passando alla votazione, che ha registrato parere negativo da parte del consigliere Sesana e l'astensione dei due consiglieri Casiraghi e Rovelli, il sindaco Crippa ha invitato tutti a considerare che sulle grandi questioni anche politiche affrontate in aula, la minoranza si è praticamente sempre divisa.
M.B.
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