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Scritto Giovedì 02 dicembre 2021 alle 08:27

Bulciago: confermata in Appello la condanna a 4 anni per Alice Brignoli

Alice Brignoli
Condanna per terrorismo internazionale confermata anche in secondo grado. Nessuna attenuante per Alice Brignoli, la foreign fighter 42enne partita nel 2015 da Bulciago dove abitava, per unirsi alla causa dell'Isis, in Siria. I giudici della Corte d'assise d'appello di Milano ieri mattina hanno ribadito il verdetto: 4 anni di carcere - in rito abbreviato - per la moglie di Mohamed Koraichi.
I due sei anni fa avevano improvvisamente lasciato l'abitazione situata in località Bulciaghetto insieme ai tre figli che all'epoca avevano 6, 4 e 2 anni. A loro poi si è aggiunto un quarto fratellino concepito e nato in Siria.
Il suo difensore si è battuto per il riconoscimento delle attenuanti generiche e per la riduzione del verdetto, mentre il sostituto procuratore Maria Pia Gualtieri si è opposta: i giudici al termine della camera di consiglio hanno confermato il verdetto di primo grado.
Da quando è tornata in Italia, nel settembre 2020, mamma Isis ha già scontato oltre un anno di pena; riportata a casa dopo essere stata liberata dal campo profughi di Al-Hawl nella zona del Kurdistan dai carabinieri del Ros di Milano, è stata arrestata non appena è sbarcata dall'aereo. I quattro figli invece, erano stati immediatamente affidati alle assistenti sociali bulciaghesi e collocati in un ambiente protetto.
Un percorso difficile per loro, privati delle cure della mamma - in carcere - e rimasti orfani del padre, morto a 35 anni a seguito di un'infezione intestinale pochi giorni prima della liberazione della moglie e dei loro figli, al culmine dell'inchiesta condotta dal pm Francesco Cajani e dal capo del pool antiterrorismo della Procura di Milano, Alberto Nobili. Lei e il marito, morto nella terra del Califfato, erano tra i sei destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta Terre Vaste che, nell'aprole 2016, grazie all'attivià coordinata di Digos e Ros, aveva portato all'arresto di quattro persone, due delle quali residenti nel lecchese: il "pugile dlel'Isis" Abderrahim Moutaharrik, intenzionato, parrebbe a compiere un attentato in Vaticano, sua la moglie Salma Bencharki nonchè Abderrahmane Khachia e Wafa Koraichi, quest'ultima sorella di Mohamed.
La scelta di partire per la Siria sarebbe stata motivata - secondo quanto aveva riferito la donna al gip in sede di interrogatorio - dal desiderio di non sentirsi più discriminati in Italia. "E' stato un grosso errore, lo Stato islamico non era il posto idilliaco che ci aspettavamo quando siamo partiti, rispondendo al richiamo di Al-Baghdadi, anzi volevamo tornare indietro'' le parole cariche di pentimento pronunciate dalla 42enne, protagonista negli anni di un vero e proprio percorso di radicalizzazione, aderendo infine alla causa dell'Isis.
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