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Scritto Sabato 15 gennaio 2022 alle 08:28

Crac Perego Strade: in Cassazione confermata la condanna in Appello a Giovanni Barone

Immagine di repertorio dell'ex Perego Strade di Cassago
Il primo fallimento è del 2009. La pronuncia di primo grado del Tribunale di Lecco - presidente Enrico Manzi, a latere i colleghi Maria Chiara Arrighi e Salvatore Catalano - del 2017.
A distanza di ulteriori, abbondanti, quattro anni, nella tarda serata di mercoledì la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d'Appello irrogata lo scorso febbraio a carico del ragionier Giovanni Barone, unico condannato al termine dello spin-off lecchese della maxi inchiesta Crimine-Infinito condotta dalla DDA di Milano, stralcio incentrato sul crac della Perego Strade di Tremoncino di Cassago e di altre due società riconducibili al medesimo gruppo nonché di ulteriori due imprese del settore delle costruzioni afferenti alla famiglia Oricchio di Nibionno.
"Lo Sbirro", come l'imputato veniva chiamato nel corso di conversazioni captate dagli inquirenti durante le indagini per il suo passato da ausiliario nei Carabinieri, chiude dunque definitivamente il proprio conto con la Giustizia con 9 anni e mezzo da scontare, pena che - come stabilito in secondo grado - "assorbe" anche la condanna irrogata a Barone dal Tribunale di Milano per altra bancarotta. 3 anni e 4 mesi il primo verdetto per tale fascicolo. 8 anni e mezzo la pena sentenziata dal collegio lecchese in prima battuta per la "vicenda Perego". 11 gli anni complessivi chiesti in Appello dalla Procura Generale, con la difesa, rappresentata dall'avvocato Marco Rigamonti, riuscita ad ottenere una evidente "limatura", "approvata" ieri dagli ermellini. La Corte ha rinviato però ad altra sezione dell'Appello il caso, esclusivamente per il ricalcolo delle pene accessorie.
Dieci i capi d'imputazione per i quali Giovanni Barone, liquidatore di gran parte delle fallite, romano di nascita ma calabrese d'adozione, è stato riconosciuto colpevole, il più grave dei quali in relazione alla presunta distrazione di 450.000 euro dalle casse della Perego Holding di Ivano Perego, dopo l'infiltrazione nella stessa dell''ndragheta con gli emissari Andrea Pavone e Salvatore Strangio.
A.M.
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